Solo applausi per l’Aglianese di Giusti. Perché non riprovarci con la Pistoiese?

Dal sogno infranto neroverde, dove ha dimostrato competenza e passione, alla suggestione arancione per rilanciare una piazza depressa: Gabriele Giusti può essere l’uomo giusto per la Pistoiese?

La mancata vittoria del girone D di Serie D non può e non deve comunque ridimensionare il valore altissimo della stagione dell’Aglianese. Il cammino dei neroverdi in questa stagione è stata una marcia imperiosa, con la vetta della classifica occupata per parecchie giornate ed il duello fino all’ultima giornata con il Fiorenzuola il sale che ha reso tutto più gustoso.. Sminuire quanto fatto da Brega e compagni per la mancata promozione sarebbe ingiusto, anche perché in un’annata anonima per lo sport della provincia pistoiese loro sono riusciti a destare attenzione e a strappare applausi settimana dopo settimana, raccogliendo consensi e calamitando simpatie man mano che passavano le giornate.

Tanto per usare un’immagine cara ad un ex neroverde come Massimiliano Allegri, alla fine sono stati gli altri a “vincere di corto muso”. Tanto è bastato per togliere il sogno della Serie C alla squadra della nostra provincia. Con ambizione, organizzazione e pianificazione, l’Aglianese ha però dimostrato di avere le carte in regola per aspirare al passaggio tra i professionisti, riuscendo ad elevare l’ottimo lavoro delle ultime stagioni ad un livello ancora più alto. Il cielo della C però i neroverdi lo hanno solo sfiorato, arrivando tanto vicini da specchiarsi, salvo poi rimanerne fuori per questione di dettagli. Pesa la sconfitta nel derby con il Prato alla penultima giornata, quando il destino era ancora tutto nelle mani della squadra toscana, così come pesa aver stentato in alcune gare ampiamente alla portata, ed in questo senso i punti lasciati sul campo nelle sfide di andata e di ritorno contro il fanalino di coda Corticella gridano ancor più vendetta.

Una stagione, quella della squadra di Agliana, diametralmente opposta a quella della Pistoiese. Pochi chilometri di distanza, ma umori e risultati opposti, così come le categorie erano diverse. Adesso però il futuro di entrambe appare delineato in D, ed è proprio questo aspetto che dovrebbe stimolare l’attenzione del sindaco di Pistoia, Alessandro Tomasi, così come tutti di tutti i soci della Holding Arancione. Perché quello che più manca alla Pistoiese, ovvero un presidente all’altezza e disposto a ricoprire il ruolo, potrebbe essere davvero accanto a casa. E spetta a loro muoversi per invogliare e convincere chi può a fare questo passo. L’ambizione del presidente Gabriele Giusti e del suo staff, come hanno dichiarato e soprattutto dimostrato in questa stagione, è quello di provare a confrontarsi con il calcio dei professionisti.

E la domanda, adesso, sorge spontanea: fallito questo tentativo vale ancora la pena riprovarci anche il prossimo anno ad Agliana o l’opportunità arancione è un’occasione da prendere? La domanda è legittima perché nel prossimo campionato di D, che si annuncia pieno di piazze blasonate e potenziali corazzate come Lucchese, Livorno, Prato, Siena, Arezzo, senza poi dimenticare le realtà più piccole ma comunque strutturare per la categoria, ripetersi e primeggiare non sarà facile. A pochi chilometri però c’è una società che ha già una base di sponsor importanti, un bacino di pubblico più ampio, uno stadio che può garantire un botteghino ben più consistente e soprattutto una storia gloriosa, che ancora appassiona. Alla Pistoiese oggi manca solo un presidente e una dirigenza adeguata, capace di poter competere e primeggiare in Serie D.

Gabriele Giusti, anche in passato corteggiato dai colori arancioni, sarebbe l’uomo perfetto al posto giusto. Guardandosi in giro dopo l’addio della famiglia Ferrari gli imprenditori a Pistoia e provincia capaci di unire calcio e affari con risultati si contano sulle dita di una mano. E tra tutti Gabriele Giusti spicca senz’altro e appare il più convincente anche considerando la prova dei fatti. Per lui parla la capacità di fare calcio, dimostrata nelle ultime stagioni dei neroverdi, mentre dal punto di vista finanziario le aziende alle sue spalle sono un biglietto da vista assolutamente eloquente e in grado, eventualmente, di garantire solidità e progettualità all’Olandesina. Inoltre, con uno staff affidabile e amalgamato come quello composto dal direttore generale Fabio Ciatti e dal direttore sportivo Lorenzo Vitale, una nuova categoria e un anno zero come quello che si apprestano a vivere gli arancioni non farebbe assolutamente paura.

Una riflessione del genere oggi è lecita, legittima e forse anche doverosa per il calcio di Pistoia e provincia. Ma spetta a chi in queste settimane sta cercando di dare un futuro ai colori arancioni farla, adoperandosi per non lasciare niente di intentato da questo punto di vista. Il tempo però non è molto, si calcola ormai in giorni più che in settimane. La sabbia nella clessidra scorre, certe scelte sono coraggiose, ma è anche vero che questi treni, per tutti, non passano poi così spesso, ed anche per questo meritano di essere presi al volo.

Federico Guidi
Federico Guidi
Originario di Montecatini, giornalista, dal 2005 scrive su Il Tirreno e dal 2014 anche per Pistoia Sport. Ama in maniera viscerale lo sport e le sue storie. Nel tempo libero cerca di imitare le gesta sportive dei campioni, con scarsi risultati. Tattico "ad honorem" della redazione.

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