Giusti resterà ad Agliana ma non ha chiuso la porta agli arancioni per il futuro. Adesso per la Pistoiese partirà una nuova avventura ma servirà rafforzare le basi per costruire un futuro possibile e credibile
Quella di Gabriele Giusti come figura ideale per il ruolo di presidente della Pistoiese è stata una riflessione di Pistoia Sport fatta ad alta voce, legittima e forse anche doverosa. Di certo è stata una scossa in mezzo al silenzio di questi mesi, una suggestione capace in meno di una settimana di infiammare una città, spingendo tanti attori che gravitano intorno al pallone nostrano a parlare – il sindaco di Agliana Luca Benesperi e Fabio Fondatori lo hanno fatto parlando pubblicamente, ma in tanti ci hanno cercato per confrontarsi in privato- confrontandosi con la nostra redazione e con l’universo arancione su questa possibilità.
Gabriele Giusti, chiamato in causa, ha risposto prima privatamente alla richiesta di un incontro ricevuta dal sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi, poi a tutti, anche per frenare l’entusiasmo e l’attenzione piovutagli addosso in pochi giorni dai tifosi più o meno illustri della Pistoiese. Ha detto che resterà ad Agliana la prossima stagione ed è la cosa più logica in questo momento. Fare un matrimonio sportivo se non addirittura qualcosa di più a meno di dieci giorni dal cancello delle iscrizioni per i ripescaggi era impossibile. Però Giusti ha detto semplicemente no alla suggestione arancione in questa stagione, senza spazzare via con decisione l’ipotesi che quindi resta possibile per il futuro.
Forse la chiamata ufficiale del sindaco Tomasi, arrivata lunedì 28 giugno, è stata tardiva, ma è pur vero che ogni discorso ufficiale prima sarebbe stato ingiusto nei confronti dei neroverdi ancora impegnati a terminare la propria stagione. L’Aglianese farà la D, la Pistoiese proverà la carta del ripescaggio ma a meno che non si realizzino clamorosi incastri non ci saranno abbastanza esclusioni per poter chiamare in causa anche gli arancioni. Così Giusti il prossimo anno sarà un avversario della Pistoiese, già a partire dal calciomercato di luglio e potrà dimostrare ancora in che modo è capace di fare calcio nella nostra provincia. Fabio Fondatori ha utilizzato la parola fusione, il sindaco Benesperi ha parlato di una possibilità di unire le forze. Insomma, sotto la cenere arde la brace e l’esempio di questa stagione con l’accordo Matelica-Ancona potrebbe anche essere un modello a cui guardare.
Se questa nostra suggestione relativa a Gabriele Giusti sussurrata alla piazza piace bisognerà lavorare di fino per tutta la prossima stagione, gettando sin da ora le basi per un futuro in cui Giusti possa valutare e scegliere con il tempo necessario, allettato magari da una base societaria e di sponsor ancor più solida. Relazioni, confronti, progettualità e chiarezza: parole e concetti che devono diventare la lingua comune dalla Holding Arancione e del mondo Pistoiese. Perché in questa estate una società sana, senza debiti e con una storia centenaria è rimasta invenduta sul banco. Adesso partirà una nuova avventura, ma per un futuro credibile e sostenibile le basi vanno rafforzate sin da ora, gettando semi capaci di dare i frutti che a Pistoia tutti sognano e sperano da tempo.




