«Il nuovo direttore sportivo? Dipenderà dalla categoria. Ci faremo trovare pronti in ogni caso», sottolinea Marco Ferrari
«La retrocessione è stato il momento più amaro della nostra gestione. E’ stata una stagione particolare, dove avevamo aspettative diverse. Per la prima volta rispetto ai precedenti sei anni di C avevamo effettuato degli investimenti importanti, ma nel calcio conta poi il campo». Parola di Marco Ferrari, che a Sport D’Estate, la trasmissione in onda su Tvl, ha parlato del recente passato, di presente e di futuro della Pistoiese.
A tenere banco ovviamente è il possibile ritorno in C degli arancioni. «Siamo stati volutamente in silenzio per non condizionare nessun tipo di situazione che c’era in ballo. Poi siamo arrivati a un punto in cui dovevamo decidere se iscrivere la squadra alla serie D e per amore dei colori abbiamo scelto di farlo – racconta Ferrari – Nel momento in cui è nata la possibilità di chiedere il ripescaggio in C per via della sei bocciature della Covisoc non ci siamo tirati indietro. E’ stato un grande sforzo e bisogna ringraziare il supporto di Vannucci e Fagni, che fin da subito hanno dato la loro disponibilità per sostenere la Pistoiese».
Le possibilità che la società orange possa essere effettivamente ripescata sono buone. «E’ chiaro che per il momento si debbano tenere aperte entrambe le porte. Abbiamo delle idee sia per la C che per la D, anche perché dobbiamo farci trovare pronti. Se sarà C, dovremo delegare al nuovo direttore sportivo tutte le scelte tecniche. I profili? Ne stiamo valutando diversi, ma non dipende solo da noi – conclude Ferrari – Vedremo all’atto pratico, quando ci diranno che categoria faremo, chi ci sarà ancora a disposizione per sposare il progetto della Pistoiese».




