L’ex vice allenatore del Dany Basket Quarrata è partito per Trento: «Ho scelto di provare a fare del basket il mio lavoro»
A Quarrata la stazione non c’è, ma su un treno speciale passato in maniera anche un po’ inaspettata dalle parti del PalaMelo, più di un palazzetto per il suo Dany Basket, Gianluca Sciatti ci è salito al volo. Direzione Trento, dove da anni ormai l’Aquila Basket le ali le ha spiegate davvero, diventando una delle società più solide della pallacanestro italiana. Un treno dei desideri che porterà il giovane allenatore pistoiese nello staff tecnico della “cantera” dell’Aquila, come responsabile della foresteria, assistente dell’Under 19 e Under 17 Eccellenza e allenatore di una delle squadre dei più piccoli. Un incarico pieno di oneri ed onori che lo impegnerà molto. Ma se il grande passo verso il ricco Nord dei canestri sarà per lui un cambio radicale, non lo spaventa certo la prospettiva di vivere letteralmente in palestra.
La decennale gavetta al Dany di patron Giuntini, per cui ha fatto un po’ di tutto seguendone l’ascesa sia come prima squadra arrivata in C Gold e come numeri importanti del settore giovanile, in questo è una buona base di partenza. Come le estati passate tra un camp e l’altro, a far innamorare del basket generazioni di ragazzi insieme a quell’altra stakanovista della palla a spicchi che è Annalisa Breschi. «Ai tanti impegni sono abituato – dice emozionato Sciatti – a Quarrata ho avuto tanti incarichi, dal minibasket alla prima squadra. Ho fatto la scelta di provare a fare del basket un lavoro e l’ho messo davanti a tutto. La chiamata di Trento è stata inaspettata e, devo confessare, che un po’ di titubanza c’è stata. Ma anche se lasciare Quarrata e il gruppo di lavoro è davvero una scelta dura, questo è un passo troppo importante professionalmente parlando e anche per la mia vita. Questo treno lo voglio prendere, anche per far la famiglia del Dany per far vedere come abbiamo lavorato bene in questi anni».
Pur lavorando con i giovani, sarà dentro ad una società ambiziosa di A1 che fa pure le Coppe Europee come l’Aquila di capitan Forray guidata tra l’altro dal più famoso degli allenatori pistoiesi, Fabio Bongi, neo assistente di Lele Molin. Anche lui alla prima avventura fuori sede. Per entrambi la missione è tenere alto il nome di Pistoia lassù alle pendici delle Alpi e in vetta alla piramide del basket azzurro. «Cercheremo di ricordare a tutti che Pistoia è e resta una città di basket – dice Sciatti – Fabio è sempre stato un mio punto di riferimento anche se non abbiamo mai lavorato insieme. E’ una fortuna e un piacere avere una faccia amica vicino in questa avventura tutta nuova per me». Città di respiro europeo, incrocio da sempre di Storia con la S maiuscola e storie di genti venuti da mezzo mondo. Il fascino di Trento è unico, anche perché la città è votata ai giovani tra università di alto livello e grande attenzione allo sport declinato in tutte le forme e in tutte le stagioni. Dal PalaTrento non sono lontane le piste da sci dei campioni della valanga azzurra, né le vette in cui si sono decisi vari Giri d’Italia ma il palazzetto dell’Aquila è inserito in una vera e propria cittadella dello sport. «Dai colloqui che abbiamo avuto ho respirato una grande organizzazione – continua Sciatti – essere in una bella città, in una società che fa le coppe europee è uno stimolo ulteriore. So che la prima cosa sarà fare squadra con gli altri allenatori, ad iniziare dal responsabile Marco Albanesi e poi dare molta attenzione ai ragazzi non solo sul lato sportivo soprattutto in questo periodo pandemico che ha stravolto le loro vite».


