A raccontare l’aneddoto legato all’ex Pistoia, tragicamente scomparso a 23 anni in un’amichevole, è il padre Gianni
A chi lo ha visto giocare sarà scappato certamente un sorriso. Ma allo stesso tempo sarà scesa anche una lacrima dagli occhi. Ricordare Davide Ancillotto porta sempre un mix di emozioni dentro. Specie se a raccontarne le gesta è il padre di Davide, Gianni, che in una telefonata intercorsa con Raffaele Ferraro de la Giornata Tipo ha svelato un aneddoto legato all’esperienza del figlio, tragicamente scomparso durante un’amichevole a soli 23 anni, in quel di Pistoia. Pistoia dove il nativo di Venezia ha giocato nella stagione 1995/96, avendo come allenatoreDusko Vujosevic.
«Il basket gli regalava una gioia incredibile. Era bravo. Anche se non aveva molta pazienza. Una volta tornò a casa a Venezia e lanciò il borsone di Pistoia giù dalla finestra perché il suo allenatore, Dusko Vujosevic, lo costringeva a fare 200 tiri seduto su una sedia alla fine di ogni allenamento – afferma Gianni Ancillotto – Strinse i denti e capì in seguito che gli serviva. Difatti quell’anno esplose diventando fortissimo. Poi purtroppo… Vabbè, lasciamo stare. Tanto lo sai… Grazie. Grazie davvero di cuore. Vorrei abbracciarti e dirti tante altre cose».


