L’ex capitano del Montecatini, Lorenzo Vettori, ha firmato con il Miami Beach Club e ci racconta questa sua nuova esperienza tra campo e fuori
di Roberto Grazzini
Il sole non si è ancora alzato nella baia e la temperatura è gradevole quando a Miami suona la sveglia in casa Vettori. L’orologio segna le 6 un quarto – Lorenzo si stiracchia e prepara il caffe mentre la compagna Federica si rimette a dormire. Tali levatacce si ripetono da qualche tempo a questa parte quattro volte a settimana e dipendono solo indirettamente da improrogabili impegni professionali. Di mezzo c’è la tanto amata sfera di cuoio con cui l’ex capitano del Montecatini , ultimo “nativo” a portare al braccio la fascia che appartenne a cotanto padre, in arte Francesco “Puledro” Vettori, ha di recente riallacciato i rapporti. Forse inconsciamente tale feeling non si era mai interrotto. Ma nelle vita di ognuno di noi esistono soggettive ed impegnative priorità come quella di chi vuole fare esperienza all’estero sia sotto il profilo umano che lavorativo. Lorenzo e Federica da tempo avevano questo sogno nel cassetto e nonostante il Covid, il ritardo dei visti, una tappa quasi obbligatoria di alcuni mesi in Australia e finalmente si è realizzato.
Il terzino dai piedi buoni ma pure anima e cuore, collabora con un importante negozio di acconciature di scuola londinese mentre Federica, libera professionista prosegue la sua apprezzata attività di terapista. Difficile trovare il tempo per pensare al pallone, fra un oceano e l’altro, una esistenza da organizzare e nuovi usi e costumi da apprendere. Adesso che tutto si è stabilizzato, è riaffiorato il sopito l’animus pugnandi del combattente di Sotto Verga, che non abbassava mai lo sguardo ed non tirava mai indietro la gamba. Così il padre, così il fratello maggiore Federico, ex bandiera del Pontedera di cui è l’allenatore in seconda e così la caparbia mamma Antonietta, podista di spessore e passionale dirigente sportiva. Ed allora, tornando all’inizio della nostra storia, le scadenzate sveglie all’alba sono dovute al singolare stratagemma messo in atto dalla lungimirante famiglia Nicastro, proprietaria del Miami Beach Club de Futball e del Flamingo Park, polifunzionale impianto sportivo in erba sintetica.
Società in pieno sviluppo della National League in Florida, alle porte del professionismo per venire incontro agli impegni dei propri tesserati , ha programmato gli allenamenti dalle 7 alle 9 del mattino «In effetti – spiega Lorenzo, raggiunto grazie alla mirabile valenza di Whatsapp – è una fascia oraria piuttosto inconsueta che però consente a tutti di poter svolgere la propria attività lavorativa. Qui fino alle 10 del mattino, negozi, locali ristoranti e ditte, restano quasi tutti chiusi. I ritmi quotidiani, a differenza della maggior parte delle metropoli americani, sono caraibici , a parte il traffico. Ma tanto , io viaggio in moto ed il Flamingo Park è poco lontano da dove abito. L’ambiente è ottimo, c’è voglia di far bene e l’allenatore è italiano. Tutti buoni motivi per provare a rimettermi in gioco e provare anche questa esperienza calcistica. Il disagio semmai è che la doccia la devi fare a casa perché molte strutture di proprietà non hanno gli spogliatoi , anche per un discorso legato al clima mite. Di certo non siamo in Siberia – scherza Lorenzo. Sull’impatto col torneo in corso , il livello è accettabile».
«Negli spogliatoi si parla castigliano, inglese e francese ed il mister spiega la tattica in italico idioma. Una babele di lingue, divertente è costruttiva. Il movimento del soccer in Florida deve solo migliorare sotto l’aspetto organizzativo magari sulla spinta dell’International Miami, nuova franchigia della MLS abbastanza seguita. Porca miseria …. Sono quasi le sette. Scappo. Poi vi dico come vedere i match sui social, e Forza Montecatini» In bocca al lupo Lorenzo.


