Traguardo speciale per la bandiera di Chiesina Daniele Moroni. Per “Moga” sarà la quindicesima stagione in maglia Wildcats
Che siano lodate le minors, le loro piazze amatoriali, il loro spirito dell’epos sportivo. Che sia lodata quella sana follia che serve per sognare in campi di periferia e di quartiere, tra sudore passione e fantasia come compagni di squadra e il realismo e la disillusione come avversari. Perché senza il tessuto sociale e sportivo tipico delle minors, senza quel provincialismo così modesto e al contempo così pieno d’orgoglio e affamato di emozioni, beh avremmo tutti molte meno storie da raccontare e raccontarci.
Probabilmente non ci racconteremmo la storia di Daniele Moroni, per esempio. Chiesinese doc classe ’84, eccetto per due piccole parentesi (nel 2005/06 in B1 al Pistoia Basket, dove trascorse anche gli ultimi anni delle giovanili e San Miniato dal 2010 al 2012 in C Regionale) ha giocato praticamente sempre nel Chiesina Basket, la sua seconda casa. Limitandosi alla prima squadra, lo ha fatto a partire dal 2003 e quindi, togliendo le parentesi ora menzionate, per quattordici stagioni.
Diciotto anni dopo è sempre lì in quel PalaFiume, a scuotere la stessa retina e a stupire tutti con il solito talento e acume cestistico. Un paio di numeri per avere un’idea? 406 gare giocate con gli Wildcats, 4309 punti (334 bombe) segnati per una media di 10,6 a partita, con 1842 rimbalzi, ossia 4,5 di media. Dati che elevano l’ala realizzatrice biancorossa a vero e proprio hall of famer del club chiesinese e in generale delle minors di zona. Non importa in quale categoria, Moroni è stato a Chiesina sia in C2 (dal 2003 al 2005 e dal 2007 al 2010) che in serie D (nel 2006/07 e dal 2012 ad ora).
L’unica costante è stata ed è la maglia biancorossa tatuata sulla pelle e sull’anima. Un’altalena di emozioni, quella vissuta da “Moga” (così è soprannominato da tempo immemore) in una forbice così ampia di basket giocato. Una promozione dalla D alla C2 nel 2006/07, una retrocessione dalla C2 alla D nel 2009/10, infortuni, gioie e dolori che non hanno fatto che tenerlo attaccato anno dopo anno alla pallacanestro e al Chiesina Basket. Sta scaldando infatti il motore per disputare la quindicesima stagione nella società dov’è cresciuto, iscritta al campionato di serie D 2021/22.
Come ci si sente ad essere emblema e bandiera in campo di Chiesina per un altro anno?
«Sono contentissimo ed orgoglioso di vestire anche quest’anno la maglia di Chiesina. Ringrazio la società e Lorenzo (coach Guelfi, nda) per avermi dato questa possibilità con grande fiducia. Farò di tutto per ripagarla, sia dentro il campo che fuori, aiutando i miei compagni più giovani».
Quattordici stagioni (solo senior) con la solita squadra sono tante. Avrai sicuramente un nutrito album di ricordi, ce ne rammenti qualcuno?
«Così su due piedi, anche se potrebbe sembrare strano, dico i campionati regionali vinti nelle giovanili di Chiesina. Per una squadra di una piccola cittadina, vincere un paio di campionati toscani giovanili fu una bella gioia. La gioia fu tanta anche per la promozione dalla D alla C2, in finale con Massa e Cozzile. Quella fu un’annata molto bella. Un duro colpo fu la retrocessione di qualche anno dopo, io poi andai a San Miniato per un paio d’anni. Infine un’altra delusione, anche se comunque all’interno di un’esperienza molto positiva, l’uscita dai playoff di serie D in semifinale contro Empoli di tre anni fa (stagione 2017/18). C’avevamo creduto e sperato».
Venendo all’attualità: sabato giocherete la prima di campionato. Che ambizioni avete quest’anno? Tu sarai subito a disposizione?
«Purtroppo sono tornato ad allenarmi solo da qualche giorno perché ho avuto un’infiammazione al nervo sciatico. Per un mese ho potuto solo fare cyclette e riabilitazione, per il giro d’Italia sono pronto (ride, nda). Spero il prima possibile di essere ad un discreto livello di condizione per dare una mano ai ragazzi. La squadra è buona, come ambizione vogliamo centrare i playoff e giocarcela. I playoff sono sempre una storia a sé, però bisogna sempre andare in campo per vincere».
Ci togli una curiosità, perché sei sorpannominato “Moga”?
«Non lo so di preciso. Me lo dettero i miei compagni di squadra quando eravamo piccoli. Qualcuno mi chiamò così e da lì sono diventato per tutti “Moga”. Anche a casa ormai mi chiamano così».
Scegli tre parole per definire cos’è per te il Chiesina Basket
«Famiglia, serietà e divertimento».
Un consiglio per chi quest’anno affronterà “Moga” da avversario: non lo sottovalutate, perché potreste rischiare di vederlo zompare quatto quatto per rubarvi palla e segnare da tre in un battibaleno. D’altra parte ne ha già messe più di trecento, una in più cosa vuoi che sia.



