Cristina Mariani: dal pallone alla pista, sognando le Olimpiadi di Parigi

Dopo aver appeso le scarpette al chiodo Cristina Mariani si è riscoperta un’eccellente mezzofondista. A questo punto sognare non è vietato…

Di Roberto Grazzini

Tante volte , prima di iniziare a correre per chilometri e chilometri, Cristina Mariani butta lo sguardo sulla maglia azzurra di nonno Amos che ha in camera. Ma non quella di Wembley, ad imperitura memoria dell’audace sgarbo  perpetrato alla perfida Albione in casa propria nel tempio di Wembley, lo stadio dell’Impero, come lo chiamano coloro che si illudono di aver inventato il gioco del football. E pensare che quando oltremanica praticavano il lancio dei massi nelle piazze di Firenze già da tempo il pallone valeva una o mezza caccia. Tornando al colore del cielo e del mare la maglia che Cristina osserva con aria sognante è quella che il mitico Amos indossò alle  Olimpiadi di Helsinki. Perché lei è a Parigi 2024 che sogna di essere. «Se si gareggia bisogna puntare in alto, altrimenti si resta a casa» ha sentenziato colei che vede orizzonti dove agli altri pongono confini. Anche a lei, come a tutta la dinastia Mariani, piaceva da impazzire giocare a calcio. Lo ha praticato  a lungo con passione, tenacia ed estrema dedizione , debuttando giovanissima in serie B con l’Aglianese. Tante le stagioni in neroverde, poi il passaggio alla Pistoiese dove ha giocato fino al febbraio scorso, momento in cui ha accusato una irreversibile crisi di rigetto riguardo a quello che considerava lo sport più bello del mondo.

Cristina Mariani ai tempi dell’Aglianese in Serie B

Non rinnega niente ma non ne vuole più sapere: «Non mi divertivo più – ammette –  anzi stava diventando un peso insopportabile. Parlano di una disciplina in piena evoluzione ma è un discorso che sento da anni, fine a se stesso. Il movimento deve crescere parecchio, in mentalità, professionalità e organizzazione. Siamo a livelli pionieristici, credetemi, e parlo in generale. Poi io in campo io davo tutta me stessa. E, spesso, non ho visto fare altrettanto». Del resto la sincerità non le ha mai fatto difetto. Buttate le adorate scarpette nel bidone della spazzatura, tanto per  tenersi in forma, inizia a correre prima nella pineta cittadina, poi nella campagne della Valdinievole ed un giorno quasi senza accorgersene, si ritrova in una provincia. No, non ha perso il senso dell’orientamento, è solo che va maledettamente veloce, e da ex calciatrice si rende conto di avere delle  potenzialità. Per capire quanto realmente vale chiede consiglio e supporto a Marco Falasca, preparatore atletico pratese, vecchia conoscenza del mondo che ha lasciato senza rimpianti e del quale ha la massima fiducia.

La rivede correre, guarda i tempi, constata che è un’esplosiva forza della natura e la sprona a prendere le cosa sul serio. Lei non se lo fa ripetere una seconda volta, diventa una tesserata della Nissan Empoli col buon Falasca come personal trainer. Alla sua prima campestre sui 6 chilometri finisce al sesto posto. Ed è molto più di un risultato incoraggiante. Per scoprire su quale distanza può rendere meglio, accetta di cimentarsi in tutte le specialità dal mezzo fondo dagli 800 metri ai 3000 siepi. Migliora in continuazione i suoi record personali. L’apoteosi arriva ai campionati italiani a squadre di Palermo a metà a settembre dove piazza uno straordinario acuto chiudendo in quarta piazza, col tempo di 11’16”53”’, due secondi in meno del tempo richiesto per gli assoluti, in programma purtroppo qualche giorno prima. In tre mesi di attività agonistica, su questa distanza è stata capace di limare ben 35 secondi! Roba da stropicciarsi gli occhi. Per tenersi in condizioni, oltre ai regolari allenamenti, ha partecipato a tutte le gare podistiche in Toscana vincendo a mani basse ovunque. E se non sogna lei chi deve sognare?

Redazione PtSport
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La redazione di Pistoia Sport è composta da un manipolo di valorosi giornalisti e giornaliste che provano a raccontarvi le vicende della Pistoia sportiva e non solo con lo stesso amore con cui le nonne parlano dei nipoti dalla parrucchiera.

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