Lo spunto tattico di Siena-Pistoiese: i primi 15′ impostati al meglio, poi il rosso di Quaranta…

La sconfitta di Siena si porta con se valutazioni positive sull’aspetto dell’approccio e del piano partita per la Pistoiese. Ma pesa come un macigno il rosso a Quaranta

La partita di Siena ha visto la Pistoiese ancora una volta sconfitta. La nota lieta è che la squadra è comunque apparsa combattiva e vogliosa di provarci, almeno fino a quando c’è stata partita. L’approccio degli arancioni è stato buono, considerando che Hamlili e compagni hanno provato ad attuare il piano partita e a giocarsela, almeno fino a quando la parità numerica in campo lo ha permesso.

QUINDICI MINUTI DI LIVELLO Dal primo quarto d’ora si possono ricavare indicazioni importanti sulla partita che Indiani avrebbe voluto fare. In primis il modulo, molto speculare a quello degli avversari, con la difesa a quattro per non essere presi d’infilata dal contropiede del Siena.

A centrocampo la Pistoiese aveva preparato un opzione per mettere in difficoltà il Siena, ovvero la posizione di Picchi che oltre ad aiutare i compagni di reparto aveva il doppio compito di portare palla centralmente fino a rifornire la coppia Vrioni-Ferrari e al tempo stesso agire da primo schermo alla manovra bianconera disturbando Gerli in fase di costruzione. Altro aspetto indicativo della partita che gli orange avrebbero voluto fare e che hanno cercato di fare è l’attenzione della squadra alle ripartenze avversarie, con tutti gli arancioni preoccupati e attenti a correre indietro per non lasciare spazio e profondità agli inserimenti degli avversari.

La pericolosità del Siena in questo aspetto del gioco la si è vista chiaramente in occasione dell’espulsione di Quaranta, dove la Pistoiese si è fatta cogliere impreparata, e anche in occasione del vantaggio bianconero, quando l’inferiorità numerica ha fatto saltare una copertura a centrocampo con la conseguenza di lasciare strada libera fino al tiro a Gerli. A livello di fase offensiva si è visto come la Pistoiese avesse preparato la partita cercando di sfruttare la parte centrale del campo con i centrocampisti chiamati a portare palla e ad attaccare la difesa bianconera più preoccupata ad abbassarsi per evitare le infilate di Vrioni e Ferrari piuttosto che ad accorciare sui centrali del centrocampo arancione.

LA FORZA DELLE MOTIVAZIONI Se i primi quindici minuti sono stati una partita, nel resto della gara e in particolare fino al 60’ abbiamo visto le difficoltà degli arancioni, costretti a giocare con un uomo in meno. Nonostante l’espulsione di Quaranta però la squadra è riuscita a trovare un equilibrio che, seppur instabile, le ha permesso di non farsi schiacciare dai rivali e al tempo stesso di crearsi alcune occasioni da rete. La prova degli arancioni, oltre a l’handicap dell’inferiorità numerica, deve essere valutata tenendo conto anche della coppia d’attacco poco avvezza alla fase difensiva. Sicuramente questo aspetto ha avuto un doppio peso, permettendo da un lato agli arancioni di poter comunque essere pericolosi nelle occasioni in cui sono riusciti a portare la palla in area avversaria, dall’altra parte però questo ha messo ancor più in difficoltà gli equilibri della squadra che ha rischiato più volte di sbandare e ha faticato a coprire, soprattutto a centrocampo. Dal punto di vista della voglia e delle motivazioni non si può certo dire che la squadra non ci abbia provato. Poi l’ennesimo errore individuale della gara e della stagione ha regalato il secondo gol e da quel punto non c’è stata più partita.

Federico Guidi
Federico Guidi
Originario di Montecatini, giornalista, dal 2005 scrive su Il Tirreno e dal 2014 anche per Pistoia Sport. Ama in maniera viscerale lo sport e le sue storie. Nel tempo libero cerca di imitare le gesta sportive dei campioni, con scarsi risultati. Tattico "ad honorem" della redazione.

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