Dopo l’infortunio di Diawara, il Pistoia Basket sta valutando il da farsi sul mercato: in giro, però, c’è poco, a prezzi alti e con il rischio di rivoluzionare ancora la squadra. Ecco perché, per ora, non serve per la salvezza in Serie A Basket
La convincente vittoria contro l’Umana Venezia ha fatto cambiare decisamente il vento in casa Pistoia Basket sia per quanto riguarda la classifica, l’umore e…il mercato. Già perché se la vigilia del match contro i campioni d’Italia era stata funestata dalla notizia dell’infortunio di Yakhouba Diawara che aveva finito anzitempo la stagione, adesso anche la sua assenza viene vista con meno stress da parte di dirigenza e staff tecnico.
Certo, a questa squadra al momento manca un elemento straniero importante (che diventano quasi 2 se ci si somma anche il rendimento di Jaylen Bond), però è anche vero che non bisogna farsi prendere dalla frenesia e valutare attentamente un nuovo eventuale ritorno sul mercato. Serve? Secondo noi no. E vi spieghiamo perché.
LA SQUADRA SI MODELLA Come visto contro Venezia, l’assenza di Diawara è stata assorbita bene dal roster al di là della vittoria. Certo, coach Esposito si è dovuto inventare quintetti con tre piccoli in campo e due pivot (come successo con Laquintana, Della Rosa, McGee, Bond e Magro) però possono sicuramente ricapitare altre occasioni che questa mossa può essere utile. Se tornerà a crescere, poi, il rendimento di “Gas” Gaspardo allora può crescere il suo minutaggio e fargli fare qualche minuto da “3” atipico su ali piccole dal fisico notevole come in giro ce ne sono. Il punto fermo, però, deve rimanere Fabio Mian: l’ex Cremona si sta mantenendo su livelli più che soddisfacenti in questo girone di ritorno e, anche se cade in errore, si sbatte e cerca di rimediare. Insomma, non sembra più quel giocatore abulico che abbiamo visto nel girone d’andata.
COSA OFFRE IL MERCATO Poco, per non dire niente. Gli spostamenti all’interno della Serie A non possono essere più fatti e a fine marzo scade anche il termine per prendere qualcuno dalla LegaDue. Considerando che il Pistoia Basket ha già finito, con Jamon Gordon, i suoi “visti” extracomunitari rimane davvero poco da dove attingere. Una soluzione possono essere i comunitari o Cotonou in uscita dalla D-League che non fanno i playoff ma, nello spot di “3” o di “4”, non riempiono nemmeno una mano. E poi ci sarebbero infinite variabili come quelle di capire che impatto possono avere sullo spogliatoio, il tempo di integrarsi al gioco ed al metro di giudizio arbitrale: considerato che mancano 7 partite al termine (visto che ancora non c’è nessuno di nuovo diciamo 6 perché non si può contare nessuno per Torino), l’integrazione rischia di finire quando è già suonata l’ultima sirena di Pistoia Basket-Germani Brescia del 9 maggio.
COSA DICE LA CLASSIFICA L’aspetto sicuramente più rassicurante, al di là di qualsiasi tipo di scongiuro, per il Pistoia Basket. Ragionando razionalmente la situazione è la seguente: la The Flexx, a 7 giornate dalla fine, ha 6 punti di vantaggio sulle ultime, Pesaro e Capo d’Orlando, deve andare all’Adriatic Arena ma ha già vinto all’andata, seppur di 3 punti. Considerando il 2-0 nello scontro diretto contro Capo, i siciliani per stare davanti a Pistoia, al netto che i biancorossi possano perdere tutte le partite o quasi, devono vincere 4 delle ultime 7 partite dopo che ne hanno vinte 5 nelle precedenti 23 (con una situazione di spogliatoio in ebollizione). C’è poi lo scontro diretto con Pesaro che, anche se dovesse andar male, porterebbe sull’1-1 il duello Pistoia-Pesaro ma in una classifica avulsa a tre Pistoia è sempre prima alla luce proprio del pesante 2-0 coi paladini.
Ergo: per retrocedere bisogna proprio farsi del male nonostante il calendario sia complicato ma alcune partite soprattutto quelle in casa sono tutte da giocare (Sassari, Virtus Bologna e Brescia all’ultima che magari potrebbe anche aver piacere di non vincere per finire da una parte piuttosto che dall’altra del tabellone playoff).
Ecco perché, se davvero bisognerà intervenire sul mercato, lo si farà soltanto dopo aver visto come finirà lo scontro diretto con Pesaro dell’8 aprile. E se la The Flexx riuscisse a strappare i due punti, i giochi oramai sarebbero ampiamente fatti.



Ragionamento logico se tutto questo non comprendesse 20/25 minuti di utilizzo “mamma mia che dolore” Bond.