«A Piacenza ambiente sereno e unito, ma il PalaCarrara mi ha cresciuto» queste le parole di Lorenzo Querci in vista della sfida di domenica
Non sarà una partita come un’altra per Lorenzo Querci, questo è sicuro. Il giovane talento pratese – cresciuto nel settore giovanile del Pistoia Basket – torna in quella che lui stesso definisce ‘casa sua’ per la prima volta da avversario. Lo farà nella notte delle streghe con la maglia dell’UCC Assigeco Piacenza. Ancora non sappiamo se sarà Querci a far vedere i mostri a Pistoia o viceversa in occasione di Halloween, quello che sappiamo per certo è che per l’ex 21 della GTG l’emozione sarà forte. Sia per il legame che ha con diversi componenti dell’attuale roster biancorosso, sia per il ‘suo pubblico’ familiare e di amici che ritroverà intorno a lui sui gradoni di via Fermi.
LE PAROLE DI QUERCI
Attualmente Querci sta vivendo la sua seconda stagione lontano da Pistoia, dopo quella a Capo d’Orlando, e il clima che ha trovato sembra averlo fatto sentire a proprio agio da subito. «Mi sono ambientato fin da subito alla grande perché l’ambiente è giovane, unito e molto motivato. Sono tutte caratteristiche importanti che mi consentono di lavorare al meglio e con il sorriso». Avere delle ottime sensazioni in campo, ti aiuta a vivere meglio anche al di fuori di esso. «Siamo un gruppo molto unito che si diverte molto a stare insieme ed è per questo che spesso usciamo tutti insieme. Vivendo in un ambiente così le giornate passano molto più velocemente».
Sicuramente però quel palazzetto di via Fermi, non rappresenterà una trasferta come tutte le altre. «Tornare al PalaCarrara da avversario è un po’ strano. È stata casa mia per tanto tempo ed è lì che ho mosso i miei primi passi nel basket professionistico. Questo però mi motiva ancora di più per cercare di fare il meglio possibile».
Parlando invece di legami ancora attivi a Pistoia, Querci dice di aver parlato con Lorenzo Saccaggi (altro ex di giornata) e con il suo fratellone cestistico Angelo Del Chiaro ma senza affrontare il discorso della partita in programma per domenica sera. Che sia scaramanzia o semplicemente voglia di privilegiare l’aspetto umano a quello sportivo, non è dato saperlo. Però queste storie di destini che si incrociano col passato, e lo fanno col sorriso, fanno bene allo sport.



