Torrentismo, il primato di Greta Coppini: «Un onore e una responsabilità»

Greta Coppini, la più giovane istruttrice nazionale di torrentismo, racconta la sua passione fatta di corde, cascate e tanta dedizione

Esistono sport magari poco conosciuti ai più ma che in realtà nascondono un fascino unico nel loro genere. In questa categoria può rientrare di diritto il torrentismo. Ebbene sì, quanti di voi avevano mai sentito questo termine prima d’ora? Con una banale associazione di significato si potrebbe pensare che riguardi i fiumi e i torrenti e sarebbe un pensiero corretto. La differenza però è che, rispetto a canoa e kayak ad esempio, il tutto viene svolto senza alcun tipo di ausilio ad eccezione di alcune corde, simili a quelle dell’arrampicata. L’altra notizia di rilievo, che ci riguarda da molto vicino, è che nella nostra provincia risiede la più giovane istruttrice nazionale di torrentismo all’interno del Cai (Club Alpino Italiano, nda).

Greta Coppini, appartenente al Cai Maresca, ha da poco ottenuto questa qualifica e ha accettato volentieri la proposta di aprirci le porte verso il mondo del torrentismo. «Questo primato mi rende orgogliosa – esordisce Coppini – ma al tempo stesso porta con sé una grande responsabilità. Ad oggi il torrentismo è ancora un’attività di nicchia, anche se sono stati fatti diversi passi avanti ultimamente. Basti pensare che, all’interno del Cai, siamo appena 20 istruttori nazionali, di cui solo tre donne. La strada per arrivare a questa qualifica è lunga e comprende molti anni di corsi e di attività. Il percorso completo ha una durata non inferiore a cinque anni, durante i quali si acquisiscono anche le qualifiche di istruttore sezionale e di primo livello».

Una panoramica del torrente Rio Simon, in Friuli-Venezia Giulia

Ma in cosa consiste l’attività del torrentismo? «Ci dedichiamo alla discesa delle cascate – prosegue Coppini – utilizzando soltanto delle corde, paragonabili a quelle utilizzate nell’arrampicata. Affrontiamo i tratti verticali dei torrenti, i quali possono presentare conformazioni del terreno che rendono molto complicata la discesa. Gli ostacoli che troviamo sono quasi tutti naturali e ciò è dato dalla grande eterogeneità dei torrenti. Naturalmente esistono numerosi step di difficoltà, ci sono cascate di cinque metri e cascate di 100 metri di altezza. Un’altra componente dell’attrezzatura è la muta, simile a quella da sub, che usiamo sempre tranne quando il torrente non ha scorrimento o è secco. In questi casi ci vestiamo semplicemente da montagna».

In Italia il torrentismo, come detto in apertura, è ancora una disciplina di nicchia, ma negli ultimi anni qualcosa si sta muovendo: «L’affluenza del pubblico è in aumento e soprattutto i giovani stanno iniziando ad avvicinarsi all’attività. Il percorso inverso lo sta invece facendo la speleologia, cedendo sempre di più il passo al torrentismo. Ad oggi la disciplina è diventata più commerciale. Molti turisti, sia singoli che in gruppo, possono chiedere un accompagnamento per i tour giornalieri. La strada da percorrere è tanta ma ci sono dei segnali positivi. Il torrentismo offre una possibilità, quasi unica nel suo genere, di fare un’esperienza indimenticabile a contatto con la natura e con le meraviglie del paesaggio».

Greta Coppini in azione nel torrente lombardo Bares

Qual è invece la situazione relativa ai percorsi presenti in Toscana? «Sul nostro territorio ci sono pochi percorsi -ammette Greta Coppini – rispetto ad altre regioni italiane. I torrenti migliori si trovano sulle Alpi Apuane, sia sul versante marittimo che su quello della Valle del Serchio. Tra i migliori nella nostra regione ci sono il Rio Selvano, nella zona di Fabbriche di Vallico, e l’Ania. A livello nazionale invece i percorsi più gettonati si trovano sull’arco alpino. Fuori dai nostri confini Francia e Svizzera sono dei e propri “colossi”, attirano moltissimi turisti ad ogni parte del mondo e rappresentano il fiore all’occhiello del torrentismo».

In chiusura Coppini ci tiene ad invitare più persone possibili ad avvicinarsi al mondo del torrentismo: «È una bellissima realtà – conclude l’istruttrice – nella quale si può fare sport stando a contatto ravvicinato con l’habitat dei fiumi e delle cascate. A Pistoia abbiamo due sedi Cai, una in centro città e una a Maresca. Chi vuole conoscerci sa dove trovarci e assicuro che rimarrà positivamente impressionato».

Michele Flori
Michele Flori
Nato nel 1999, studia attualmente scienze politiche. Amante del calcio e delle statistiche, non perde mai l'occasione di passare la domenica sui campi da gioco del territorio pistoiese.

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