Giusto atteggiamento, giuste facce e vittoria su un campo che da tre anni sorride al Pistoia Basket. Vincenzo Esposito è soddisfatto del lavoro della sua squadra, che finalmente raccoglie i frutti dopo mesi difficili
Era la prima giornata di campionato quando il Pistoia Basket festeggiava la prima vittoria in campionato. La prima in trasferta e purtroppo anche l’ultima. Fino al 31 marzo, perché a poche ore da Pasqua la The Flexx Pistoia ha vinto con merito 84-77 contro la Fiat Torino e ha praticamente archiviato il discorso salvezza.
«La nostra idea era quella di giocare una partita con la giusta mentalità, come non succedeva da tempo – ha ammesso un soddisfatto coach Esposito in sala stampa – la partenza è stata oltre le aspettative, ma ciò che mi ha soddisfatto di più è stato il fatto di aver tenuto botta ai tentativi di rientrare di Torino. Per la prima volta fuori casa abbiamo continuano a giocare mantenendo intensità difensiva – ha continuato – c’è stata un po’ di stanchezza, ma è normale visto che siamo senza uno straniero. E comunque abbiamo vinto il confronto a rimbalzo».
«Ringrazio i più giovani perché danno una grande mano in allenamento e in partita non si tirano mai indietro, è stata la vittoria del gruppo a 360°: stiamo finalmente diventando una squadra. Tardi ma lo siamo diventati». A proposito di giovani, Onuoha è anche partito in quintetto: «Non solo un premio, lo ho inserito per tamponare Washington in avvio e non caricare Mian di falli».
Esposito che poi ripete lo slogan lanciato contro Venezia, quando gli fai notare che la salvezza è ormai questione di burocrazia: «Il nostro obiettivo è fare più punti possibile per chiudere nel migliore dei modi la stagione».
Non ha freni invece coach Paolo Galbiati, che con la sua Torino ha vinto due sole partite nel girone di ritorno: «Abbiamo perso per colpa nostra, la nostra partenza è stata ai limiti dell’ufficio inchieste e il pubblico ha aspettato fin troppo a fischiare. Poi gran lavoro di squadra per recuperare, soprattutto in avvio del terzo quarto, ma le forzature, gli isolamenti e le distrazioni ci hanno impedito di completare la rimonta». Accanto a lui, però, Peppe Poeta. Pronto a difenderlo: «Colpa della squadra».



