Il capitano del TC Pistoia prima del playoff che vale la finale Scudetto: «Spero di non andare al doppio di spareggio per la tensione»
Febbrile attesa per il TC Pistoia in questa settimana di avvicinamento al ritorno del playoff contro il CT Vela Messina. Capitan Cristian Belliti sta coordinando, insieme ai maestri Matteo Trevisan e Tommaso Brunetti, la preparazione dei ragazzi in vista di una domenica che potrebbe significare finale Scudetto. Un traguardo che solo due mesi fa, all’inizio della fase a gironi della Serie A1, sembrava pura fantascienza. Il TC Pistoia tuttavia, con organizzazione e grande carattere, ha compiuto un’impresa storica e adesso non ha per nulla voglia di scrivere la parola fine ad un passo dell’atto conclusivo.
CONDIZIONI POCO FAVOREVOLI
«Ci saranno tante varianti in ballo per domenica, ma per il momento è meglio concentrarsi sugli allenamenti, altrimenti perdiamo la testa». Esordisce così Cristian Belliti, il capitano del TC Pistoia, nella nostra chiacchierata di presentazione. «Non so se il Vela schiererà qualche straniero, perché uno di loro è in viaggio di nozze e l’altro non è al meglio della condizione fisica. Io comunque non saprei proprio cosa augurarmi. Nelle partite di campionato a volte è meglio trovare un grande giocatore lontano dalla miglior condizione piuttosto che un rimpiazzo al 100%. La differenza d’altronde la fa la testa, ancor di più che in un match di un torneo in singolare».
Il TC Pistoia dovrà fare molta attenzione alla superficie e alle condizioni di gioco: «Loro hanno un bellissimo impianto in riva al mare dove hanno anche un circolo di vela. Perciò, oltre che alla terra rossa, dovremo stare attenti al vento visto che giocheremo outdoor. Per noi che siamo abituati al cemento indoor è una situazione tutt’altro che facile. Inoltre sto seguendo il meteo ogni giorno perché se piovesse loro hanno un solo campo al coperto e perciò molto probabilmente dovremo giocare anche lunedì. Anche logisticamente sarà una trasferta tosta».
LA POSSIBILE FORMAZIONE DEL TC PISTOIA
Sulla formazione in campo domenica non ci sarà nulla di sicuro sino a domenica mattina. Il TC Pistoia comunque non si troverà impreparato: «Marterer difficilmente si libererà. Rosol e Viola sono in tabellone in un torneo a Forlì, così come Vavassori ma nel doppio. Tuttavia almeno due su tre dovrebbero essere arruolabili, altrimenti abbiamo già un paio di alternative se tutto dovesse andare storto, tra cui Adelchi che è tornato questa settimana a Pistoia. Per noi comunque questo programma improvvisato non è una situazione inedita. Domenica scorsa siamo andati a prendere Rosol all’aeroporto di Bologna alle 8 e Viola a Peretola poco dopo. Nulla ci coglierà impreparati».
ORGANIZZAZIONE E VIVAIO PUNTI DI FORZA
Proprio l’organizzazione è stato uno dei segreti del TC Pistoia per la realizzazione di questa stagione storica. «Abbiamo passato molto tempo le scorse primavera ed estate per scegliere eventuali aggiunte al gruppo. Il primo obiettivo era costruire un organico che non dovesse patire eventuali assenze e potesse scendere in campo sempre al meglio. Direi che ci siamo riusciti alla grande, poiché ci siamo sempre presentati con quattro potenziali numeri 1 pronti a giocare. Inoltre le assenze nelle altre squadre ci hanno dato una mano, anche se da sole non spiegano per nulla il nostro exploit. Siamo ad un passo dalla finale Scudetto perché siamo un grande gruppo che migliora di settimana in settimana grazie agli allenamenti e alla sua organizzazione».
Anche la crescita del vivaio è stata tra gli elementi distintivi del percorso del TC Pistoia in A1. «Vatteroni è cresciuto moltissimo. Domenica scorsa, contro Giorgio Tabacco, aveva un impegno tosto e, dopo aver perso il primo set, alcuni spettatori pensavano fosse già finita. Io invece li ho calmati dicendo che ero certo che Lorenzo sarebbe quantomeno andato al terzo. Direi che non mi sono per nulla sbagliato. Il suo miglioramento anche in queste situazioni difficili dimostra l’ottimo lavoro che stiamo facendo insieme a lui e ai maestri Trevisan e Brunetti. Con loro in panchina mi sento al sicuro».
Dal vivaio è poi giunto sul grande palcoscenico Leonardo Rossi, capace di vincere sei match su sette sin qui. «Gioca da dio, come se avesse 30 anni. Leonardo ha una solidità mentale pazzesca e siamo orgogliosi della sua crescita. Ogni settimana si allena intensamente e anche in questi giorni, quando scambia con Adelchi e con noi, si sta dimostrando in una forma paurosa. Ad ora è stata la nostra arma in più e anche questa domenica avrà un compito importantissimo. Lui infatti scende in campo nel secondo giro di partite, perciò sapendo già i risultati precedenti con tutte le complicazioni del caso. Per adesso, anche in passato quando ci siamo ritrovati sotto 2-0, non ha mai sofferto questa posizione. La speranza è che entri sul terreno di gioco col punteggio migliore possibile».
DOPPI SPARTIACQUE?
Tra tutti i possibili scenari, Belliti si augura di non mettere troppa pressione ai doppi. In quei due match infatti, che si giocano senza vantaggi e col Super tie-break in caso di pareggio dopo i primi due set, tutto può cambiare all’improvviso. «Col killer point puoi perdere in appena due minuti: basta perdere due punti di fila in un game e hai già una montagna da scalare per recuperare. Basta vedere il doppio di Brunetti e Trevisan domenica scorsa: hanno giocato punto a punto ogni game eppure il secondo set l’hanno perso 6-0. In pochi istanti si passa da un break di vantaggio all’essere vicini al precipizio. Dovremo stare attenti in questo fondamentale, anche perché nel caso Messina vinca 4-2 ci sarà un doppio di spareggio. Sento già la tensione a mille se penso anche solo per un attimo a quest’eventualità».
Qualunque copione si presenti domenica, il TC Pistoia comunque vada sa già che ha scritto una pagina importante della sua storia. «Per un circolo alla prima esperienza vittoriosa in A1 abbiamo fatto tantissimo. Non avremo rimpianti in qualsiasi caso. Sono orgoglioso dei miei maestri e dei miei giocatori. Tutto ciò che riceveremo domenica sarà guadagnato. Andremo a Messina a testa alta e ce ne andremo nella stessa maniera, qualunque sia il risultato».


