Il capolavoro di Brienza: lasciateci sognare

Dopo Torino, è lecito non porsi limiti. Pistoia ha vinto la sfida a rimbalzi, ha distribuito in maniera perfetta il gioco: una poesia sportiva

Non so se vi ricordate l’emozione del primo amore adolescenziale, quel misto di emozione, farfalle nello stomaco e tanta voglia di volare che ha accompagnato le nostre prime cotte da ragazzini. Non so se ricordate quella voglia di immaginare il primo bacio, la prima volta e poi, un volo pindarico via l’altro, quel sognare ad occhi aperti la convivenza prima ed il matrimonio dopo. Ci siamo passati tutti, credo. Ecco, se mi passate questa botta di FabioVolismo, questa squadra e questi ragazzi ci stanno dando, più o meno, le stesse grandi emozioni.
Ma insomma, che si fa adesso? Ci possiamo esaltare o dobbiamo chiamare i pompieri a spengere l’entusiasmo? Se una squadra vince a Torino senza Jazz Johnson, fino a dove ci possiamo spingere a sognare? Diciamo la verità, contro Cantù ed Udine – le uniche battaglie, ad oggi, in cui siamo usciti sconfitti – avevamo uno Usa in meno o comunque a mezzo servizio e, se è vero che la storia non si fa con i “se” ed i “ma”, è altrettanto vero che se il calendario questi avversari ce li avesse proposti in questo periodo chissà cosa sarebbe potuto succedere. A Torino un capolavoro di Brienza, così lo ha definito Lorenzo Carducci in un pezzo che è pura poesia, con una squadra che – cito testualmente – nel primo quarto che ha catturato l’occhio e nel terzo tempo ha catturato l’anima. Una sintesi bellissima ed azzeccata, che sottoscrivo in pieno.

I numeri parlano chiaro


Ci sono alcuni numeri che fanno pensare. A Torino abbiamo vinto la sfida a rimbalzo, ma la cosa clamorosa è la distribuzione tra i giocatori di questo dato. Se me ne posso aspettare 6 da Del Chiaro, 4 da Magro, 7 da Utomi e 6 da Wheatle, sono assolutamente pazzeschi i 7 rimbalzi di Riismaa ed i 4 catturati dal capitano. Questa distribuzione così su larga scala è indice, credo, di un’ottima organizzazione di squadra, oltre che ad un sapiente uso del taglia fuori. C’è Gregorio, poi. Greg, è uno scherzo? Davvero un 2/3 così, dalla lunga, senza paura e con la freddezza di un veterano? Ma poi, al di là dei punti segnati, è piaciuto vedere il coinvolgimento effettivo di Allinei. Voglio dire, se da un lato è evidente che l’assenza di Jazz, ha favorito un certo tipo di rotazione, è altrettanto vero che Gregorio è perfettamente inserito, le due bombe sono il frutto di un assist di Saccaggi e di un assist di Wheatle, che non hanno esitato a scaricare su un ra-gazzino di cui, evidentemente, si fidano. Va a finire che Allinei, che lo scorso anno giocava in C, segna sei punti su un campo tra i più complicati di tutta la lega. Chapeau.
Poi c’è lui, Angelone. Intendiamoci, una menzione speciale oggi la meriterebbero tutti, ma il mio insistere sui più giovani è parte di quel sogno e di quell’entusiasmo cui accennavo sopra. Mi spiego meglio, certamente dalla panca manca esperienza, ma se mi chiedete chi cambierei o chi aggiungerei, io adesso vi rispondo nessuno.

La perfezione

La squadra è un orologio svizzero, i meccanismi sono oliati, e la vera sorpresa di stagione sono proprio i ragazzi, su tutti Del Chiaro. Un’altra grandissima prestazione per Angelone, che è più di una promessa. Avanti così. Prossimo step, la sfida contro Carrea, ovvero l’inizio di un terzetto di partite casalinghe che potrebbero farci passare un Natale in testa alla classifica. Tutti a palazzo, non vedo l’ora.

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