GTG, la sconfitta fa male ma l’allarmismo è la prima cosa da evitare

La GTG, battuta da Orzinuovi, avrà subito l’occasione per riscattarsi e dimostrare che chiunque può incappare in una domenica storta

Pensavo che solo i tifosi juventini potessero essere talmente piri – mi si conceda il pistoiesismo –  da brontolare per un paio di stagioni poco felici dopo nove scudetti consecutivi; domenica sera ho scoperto che anche diversi supporter biancorossi hanno il palato fine. Inconcepibili, infatti, i mugugni durante la partita ed alcuni commenti letti sui social, del tutto ingenerosi verso una squadra, uno staff tecnico ed una società che, a conti fatti, domenica sera sono semplicemente scivolati su una buccia di banana dopo un avvio di stagione sostanzialmente perfetto. Sia chiaro, era un pezzo non si vedeva una partita così brutta, soprattutto nel primo tempo. È vero anche che coach Brienza, che chiaramente resta un ottimo allenatore, è parso a corto di idee nell’attaccare una zona che, a modesto parere del profano, è sembrata tutto sommato scolastica.

È probabilmente vero anche che – e questo lo scrivo senza volermi necessariamente improvvisare psicologo – i ragazzi sono scesi con l’idea più o meno inconscia che sarebbe bastato il minimo sindacale. Del resto, anche loro sono fatti di carne e sangue, non sono robot. Fatto sta che una partita che nel 99% dei casi giochi male ed alla fine vinci, a questo giro è stata persa. Poco male, vorrà dire che sotto l’albero non saremo primi, non mi pare sia da fare un dramma. Alcune cose, però, vanno comunque sottolineate senza polemica. La prima, non è furbo tutto quel mugugnare contro Angelone, alla sua prima partita storta della stagione. Vi svelo un segreto, non sarà l’ultima. Del Chiaro, infatti, farà una buona stagione i cui momenti migliori con alta probabilità sono già stati messi in mostra. Del resto è giovane, gioca in un ruolo dove normalmente alla sua età si viene spazzati via da avversari più esperti, non è più una sorpresa o una novità, pertanto avrà bisogno dei suoi tempi – e soprattutto di poter sbagliare senza ansia – per continuare la propria crescita ed a portare il proprio mattone, che certamente non mancherà. La seconda è rivolta a quei geni del male, loro sì con un quoziente superiore alla media, che alla prima buccia di banana dopo un trofeo ed un inizio di campionato scoppiettante hanno ricordato che la società non vuole la serie A.

Me lo immagino Capecchi a colloquio con Brienza, con il presidente per evitare sorprese a maggio che chiede al coach a metà dicembre di fare una figuraccia contro l’ultima in classifica. Lineare, no? Vorrei tranquillizzare questi amici, la promozione non arriverà perché non siamo la squadra da battere. Non sarà necessario nemmeno chiedere a Brienza di tirare il freno a mano, anche perché una società seria – e noi, con tutti i limiti, siamo certamente una società seria – non chiederà mai ad un professionista altrettanto serio di perdere le partite. Insomma, è stata una domenica da dimenticare – giocata contro una squadra, va detto per onestà intellettuale, più forte della propria posizione in classifica e che aveva solo bisogno di sbloccarsi – e fortuna che possiamo rigiocare subito il recupero contro Capo d’Orlando. Non amo la scaramanzia, ma siccome la scorsa settimana in radio ho clamorosamente gufato in compagnia del nostro coach, stavolta mi contengo e mi limito a dire che stasera, in un sussulto di rabbia ed orgoglio, sono sicuro che li asfaltiamo. Staremo a vedere.

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