Il VRT saluta il 2021 con una settimana da infarto a Suzuka e l’endurance finale infernale a Bathurst. Chi saranno stati i nuovi campioni?
Cala il sipario sul 2021 del VRT. Gli ultimi appuntamenti dei campionati GT3 e dell’Endurance hanno riservato ancora tanti colpi di scena e anche risultati sorprendenti. Molte classi hanno conosciuto il proprio epilogo solo nelle curve conclusive dello storico tracciato di Suzuka, per l’occasione utilizzato in notturna. L’Endurance a sua volta ha chiuso la prima stagione con una prova al limite dell’impossibile: la 5 Ore di Bathurst, sul temibile Mount Panorama. Chi sarà riuscito a spuntarla e a laurearsi campione VRT?
PLATINUM E GOLD
La difficile curva 130R è diventata l’ago della bilancia della classe Platinum. Proprio sull’insidiosa piega quasi a tutto gas prima dell’ultimo tratto si sono spente le ambizioni di Amedeo Castorino. Il portacolori dei Qlash era in piena lotta col rivale Leonardo Porco, che doveva recuperare un punto per vincere il campionato. La pole position dell’alfiere McLaren del VRT aveva messo in parità la situazione, perciò Castorino doveva per forza mettergli pressione. Al primo giro, nell’insidiosa curva, è arrivato il tourning point: Castorino ha perso il controllo della sua Bentley e ha sbattuto, proseguendo la corsa ma nelle retrovie.

Porco, tolta la pressione di Alessandro Cappa nella prima parte di gara (poi penalizzato per problemi alla sosta e quindi ritirato), non ha poi avuto problemi ad involarsi verso la doppia vittoria. Dietro di lui un ottimo Andrea Colnaghi, al primo podio in stagione, e Andrea Ferraro, terzo sia a Suzuka che nei Platinum. La top class ha a tutti gli effetti mantenuto le grandi attese, con Porco che ha meritato il titolo con tre successi in sei gare. Castorino tuttavia sarà il primo rivale da tenere d’occhio nel nuovo anno. Che sia tutto pronto per un duello in stile Verstappen – Hamilton?

Molta più incertezza nei Gold, dove erano ben tre i pretendenti al successo finale. Una lotta così incerta che si è decisa solo con le penalità nel dopo gara, col vincitore di serata Matteo Costantini solo secondo in campionato. A Matteo sono costate care i round storti di Barcellona e Misano, i quali hanno vanificato le tre affermazioni stagionali. Il campione Gold alla fine è stato Daniele Dionisi, dopo una dura lotta con Giovanni Iannone. I due rivali hanno inscenato un altro bel duello sulla falsariga del capitolo di Misano, ma stavolta sono volati alcuni colpi proibiti che sono infine costati cari a Iannone, penalizzato di 30 secondi dopo l’evento. Dionisi, giunto dietro alla Porsche di Costantini di quasi mezzo minuto, ha così trionfato nella categoria forse più equilibrata di questa stagione VRT.

Sfortunato Alex Rasetta, poleman di serata ma uscito di gara nelle prime fasi. Alex tuttavia è stato fra i pochi che è riuscito a rubare, seppur per poco, la scena ai principali pretendenti della stagione, in una classe molto competitiva ma che nell’ultimo appuntamento ha risentito più che mai della penuria di concorrenti. I presenti infatti erano il 50% degli iscritti al campionato (situazione non molto migliore nei Platinum, con 60%). Uno spettacolo è bellissimo con degli ottimi protagonisti, ma senza delle comparse all’altezza non sarà mai un capolavoro assoluto. Che siano state proprio le top class a risentire di questo spiacevole fenomeno dà molto da pensare…
SILVER E BRONZE
Serata di gloria per Michele Nigrelli, campionato ad Edoardo Cici. I Silver hanno chiuso la stagione con una bella gara dove Michele, dopo due successi sfiorati al Nürburgring e a Misano, ha finalmente ottenuto ciò che cercava. Il suo inizio incerto di stagione non gli ha però permesso di lottare fin da subito con Cici, autore di una bella rimonta nel round finale dopo una qualifica incerta. Edoardo tuttavia non è mai stato in pericolo per il campionato, visto che doveva uscire dalla Top 10 per rischiare un clamoroso sorpasso. La crescita di Nigrelli potrebbe comunque essere un segnale per un’eventuale nuova stagione con questi ranghi.

Sale sul podio finale Luca Raia, giunto quarto a Suzuka dietro per un soffio ad un ottimo Riccardo Spinoglio, per la prima volta in Top 3 in stagione. Si è invece dovuto accontentare della quarta piazza nei Silver Cristian Iannuzzo, incappato in un errore dopo nemmeno otto minuti di gara. Probabilmente la Silver, se saranno confermate le divisioni in classi, sarà leggermente rivoluzionata, ma un’eventuale nuova stagione si prospetterebbe interessante. Cici ha sì vinto ma negli ultimi due appuntamenti, complice una piccola involuzione dell’Aston Martin nel gioco, ha faticato. Il VRT vedrà una categoria Silver con un volto del tutto nuovo nel 2022?

Vincitore inedito con brivido finale nei Bronze. In una serata molto competitiva, dove i primi tre stavano occupando le posizioni assolute dalla terza alla quinta nel GP, sbuca Luca Ruffoni in cima al podio. Con la sua Mercedes Luca ha approfittato del caos finale all’ultimo giro fra Riccardo Albizzati e Daniele Pasquinelli, entrati in contatto alla prima doppia curva, che seguiva molto da vicino. La vittoria ha permesso a Ruffoni di chiudere settimo nei Bronze, dopo l’ottimo secondo posto a Misano.

Il titolo invece, nonostante la paura finale, è rimasto saldo nelle mani di Pasquinelli, terzo all’arrivo di Suzuka. L’ha preceduto di pochi secondi Albizzati, la cui manovra non ha ricevuto conseguenze più pesanti di un avvertimento (Pasquinelli era infatti andato largo). Il podio di categoria è stato completato da Matteo Cappelli, sesto nella serata finale. A Matteo, forse il più costante della classe, è mancato solo un grande acuto per giocarsi addirittura le prime due piazze.
AM E BEGINNERS
L’epilogo più controverso è arrivato nella classe AM. Andrea Pasinato e Giuseppe Del Ducas sono infatti entrati in collisione alla prima curva, quasi come Senna e Prost nel GP del 1990. La peggio l’ha avuta Pasinato, che ha proseguito ma con molti danni, che gli hanno causato anche altri contatti. Alla fine l’alfiere della Ferrari si è dovuto arrendere, dovendo oltretutto perdere anche il secondo posto in campionato. A precederlo sono stati Ivano Diodati, alle prese con una serata opaca conclusa con un anonimo nono posto, e lo stesso Del Ducas, quarto alla bandiera a scacchi. La direzione di gara non ha poi preso provvedimenti nei confronti dei due protaginisti, con Del Ducas laureatosi campione degli AM.

A salire sul podio nella serata giapponese un terzetto quasi del tutto inedito. La vittoria è andata alla Lexus di Davide Pipitone, inarrivabile sin dall’uscita di scena dei due litiganti. A poco più di 10 secondi è arrivato Andrea Cannata, che bissa il terzo posto di Laguna Seca e chiude nella Top 5 finale. Infine, bronzo di giornata per Andrea Adolfini, che dopo due quinti posti chiude in bellezza un buon campionato. Altro protagonista mancato Federico Tironi, solo quinto su una pista che la sua fedele Audi non ha ben digerito. Visti i problemi occorsi ai rivali, forse è stato proprio Federico ad avere mancato l’occasione più ghiotta (almeno per il podio finale).

Quasi percorso netto per Fabio Bellan nei Beginners. Con un terzo posto assoluto di serata, l’alfiere su Porsche conclude come meglio non poteva una classe letteralmente dominata. Alle sue spalle, con un’altra signora prestazione che è valsa il quarto posto assoluto a pochi secondi da Bellan, Matteo Gelati, secondo anche nel campionato. Tolte un paio di penalità di troppo, Gelati è stato senz’altro l’unico ad aver reso la vita difficile al dominatore indiscusso. La piazza d’onore è perciò una ricompensa più che meritata. Ha chiuso la Top 3, sia di Suzuka che della categoria, Andrea Alfonzi, giunto sì a 20 secondi da Gelati ma pur sempre in un’ottima sesta piazza generale.

CAMPIONATO ENDURANCE
Ultima tappa all’SFR Italia, campionato ai Qlash. I verdetti dell’infernale 5 Ore di Bathurst sono questi. Un’Endurance finale che ha rispettato tutte le attese, con Pertile – Zampedri che hanno festeggiato il titolo insieme ai compagni d’equipaggio Branchini e Mattea (assenti nell’ultimo evento). Ai Qlash è sfuggito solo il successo della gara a causa di una prima parte in sordina, anche a causa delle tante lotte affrontate. L’endurance finale è così andata alla Lexus dell’equipaggio numero 2 dell’SFR con Girometti e Ferrari. Una vittoria importante per la coppia, visto che con i suoi 60 punti hanno potuto scavalcare il VRT 1, sceso al terzo posto in campionato dopo le due affermazioni a Kyalami e Spa.

Il sesto posto non è bastato a Porco, Segato e Dova, in difficoltà nelle prime fasi e poi attardati da un contatto coi Qlash. La discreta rimonta nella seconda parte non ha però ribaltato un evento in cui la Ferrari è sembrata poco costante durante tutta la gara. Gradino più basso del podio a Bathurst per il duo della Mennato Boffa D’Anna – Riccitelli, sfortunati polemen e dominatori delle prime due ore. La coppia su Bentley, quasi all’inizio della terza ora di gara, stava resistendo alla rimonta dell’SFR e dei Qlash, quando Dorigo, doppiato, si è girato davanti a loro all’inizio del tratto in collina. L’impatto è stato inevitabile e il duo ha dovuto cedere la leadership, proseguendo al terzo posto. Un vero peccato poiché l’equipaggio della Mennato Boffa è stato l’unico giunto a pieni giri insieme ai primi due.

IL VRT AL LAVORO PER IL 2022
Con l’endurance australiana il VRT manda in archivio un 2021 ricco di tante gare e campionati. Per l’anno nuovo i ragazzi stanno vagliando diverse nuove formule per la prima parte del 2022, che si dovrebbe aprire con alcune 4fun. Dopo le vacanze natalizie ci saranno maggiori info al riguardo, ma per il momento non è in dubbio che il VRT tornerà presto con l’obiettivo di regalare uno spettacolo ancor migliore dei precedenti. Tutti i prossimi eventi saranno in diretta sul canale Twitch ufficiale del VRT, per adesso in pausa ma solo per poco. Il 2022 è ormai alle porte con tante belle novità in cantiere. L’hype è già a mille.


