Tommaso Tintori, il sogno americano di un termale

Il 19enne montecatinese Tommaso Tintori si sta mettendo in mostra in una Prep School del New Jersey. Il College è l’obiettivo primario

Un giovane termale negli Usa, a giocare a basket. Il primo fu Antonio Paolini, classe 1965, che nella stagione 1982/83 volò alla Lutheran High School di Brookville, Long Island, nella grande mela. Oggi non lontano da lì, precisamente a Bridgewater, New Jersey, un altro termale sta inseguendo il proprio sogno cestistico. Si chiama Tommaso Tintori, è un’ala-centro del 2002 che supera di poco i due metri e proviene da una famiglia dall’indole decisamente sportiva. Il babbo Federico, per anni noto e stimato allenatore di basket, sport di cui la mamma Roberta Agostini è stata giovane promessa mentre la sorella minore Margherita (Nico Basket e giro della nazionale u18) ne è una attuale.

Senza tralasciare il fratello maggiore Nicola, portiere uscito dal vivaio dell’Inter e adesso in serie C alla Pro Vercelli. Nel 2017 e nel 2018 Tommaso fu convocato in nazionale under 16 per due Europei a fila, il primo dei quali da sotto-età giocato assieme ai 2001 Nico Mannion e ai canterani pistoiesi Del Chiaro e Querci. A impreziosire il percorso di Tintori una stagione nel settore giovanile dell’Olimpia Milano e due in quello della Virtus Bologna, dove incontra quello che definisce il proprio “padre cestistico” ossia Giordano Consolini, volto storico e affermato della pallacanestro italiana.

E nella sua Toscana dove ha mosso anche i suoi primi passi nella palla a spicchi tra Montecatini, Massa e Cozzile per poi passare per due anni dalla Juve Pontedera, rieccolo per le prime esperienze senior. Firenze in serie B nel 2019, alla corte di Andrea Niccolai e Del Re come vice, poi Don Bosco Livorno in C Gold prima della pandemia. Fino all’ultima annata a Capo d’Orlando in A2, per qualche prezioso minuto di vetrina. Il suo presente però è oltreoceano, dove tornerà a breve dopo aver passato le feste qui con la famiglia.

L’ATTUALE ESPERIENZA ALLA PREP SCHOOL, SOGNANDO IL COLLEGE

Tommaso sta svolgendo una specie di training camp annuale alla Compass Basketball Academy. Si tratta di una nuova e ambiziosa Prep School dedita allo sviluppo di giovani prospetti americani ed europei (con Tommaso c’è anche il figlio del coach di Udine Matteo Boniciolli) per renderli appetibili in chiave College. Già, il College, un’opportunità senza eguali per ragazzi promettenti che vogliano coniugare lo sport allo studio. «Venire qua e ambire al College non è solo una scelta di basket ma a trecentosessanta gradi. In Italia purtroppo studiare e fare sport ad alti livelli è un po’ complicato – spiega il giovane lungo – mentre in America invece sono ben organizzati su questo. Lo spirito con cui sono venuto è anche quello di imparare meglio la lingua e calarmi in un’altra cultura».

Mentre segue dei precorsi su modello universitario, in campo Tommaso sta lavorando al massimo per migliorare sull’atletismo e la forza fisica che da sempre, a sua stessa detta, sono un po’ il suo punto debole. Lavoro che sta svolgendo sotto l’ala di Rich Dalatri, mostro sacro della preparazione atletica a sfondo cestistico con alle spalle più di due decenni di NBA, esperienze di livello nel nostro paese nonché preparatore dell’Italia che vinse l’argento ad Atene 2004. Staff di valore e strutture all’avanguardia, letteralmente dall’altro lato della strada rispetto all’albergo. «Abbiamo a disposizione una palestra di tre piani con campi da gioco e sale pesi. Non ho mai visto niente del genere».

Insomma, il posto perfetto dove migliorare e dare forma ai propri sogni. Tommaso si sta mettendo in mostra nelle amichevoli a cui prende parte la sua Prep. La svolta sarebbe l’arrivo di offerte dal College per una borsa di studio completa, perché altrimenti quella parziale sarebbe economicamente insostenibile quasi per chiunque. «Nel caso non riuscissi a trovare una borsa di studio totale l’alternativa è tornare in Italia, dove quest’anno di investimento potrà tornarmi utile lo stesso». Per chiudere l’ampio cerchio geografico e tematico, al termine dell’estate scorsa Tommaso si è allenato qualche settimana con gli Herons. «Li ho visti bene. Sono una squadra fisica, talentuosa, giovane e guidata da un ottimo allenatore come Barsotti. Possono andare molto lontano. Peccato per il derby che è saltato – chiude Tommaso – essendo qui per le feste ero pronto a gustarmelo».

Lorenzo Carducci
Lorenzo Carducci
Cresciuto a pane e basket a Montecatini. Laureato in Giurisprudenza presso l'Università di Pisa, coltiva la passione per lo sport e per il sociale. Si ostina a fare il playmaker amatoriale. Da tifoso dell'Inter, è abituato a gioire una volta ogni dieci anni, quando va bene.

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