Pistoiese, un pareggio che non sembra modificare il futuro

Dopo il 2-2 di Piacenza, analizziamo cosa cambia per il campionato della Pistoiese questo risultato alla luce delle ultime quattro partite di Serie C Girone A 2017-18

“Siamo questi, nel bene e nel male ….” La frase di mister Indiani al termine del match del Garilli, fotografa alla perfezione ciò che la Pistoiese, non solo contro gli emiliani ma durante tutta la stagione sin qui sviluppata, è riuscita a produrre. Punti gettati al vento per gli stessi errori, le stesse amnesie che di fatto hanno inficiato ciò che di buono gli arancioni hanno mostrato contro la maggior parte delle avversarie. E se la classifica, pur rimanendo discreta, non rende sufficiente merito al cammino sin qui proposto, allontanandola dalla zona play-off, bisogna battersi il petto e recitare il mea culpa.

Si, è vero che in certe occasioni (come più volte scritto su queste pagine) gli arbitraggi sono stati penalizzanti, ma per la maggior parte degli incontri che hanno visto raccogliere molto, molto meno di quanto seminato, gli errori l’hanno fatta da padrona. La giovane età media della squadra può in grande misura spiegare certi passaggi a vuoto, come altresi è vero ed inconfutabile che, con gli stessi interpreti, ben difficilmente anche squadre avversarie costruite per il salto di categoria hanno sovrastato la pattuglia orange.

Le partite contro Livorno, Pisa, Viterbese sono l’esempio innegabile di quanto scriviamo; forse solamente la Robur Siena (guarda caso la squadra che è in testa alla classifica), nel corso dei 180 minuti si è dimostrata superiore a Hamlili & c. Per il resto i ragazzi di Indiani hanno sempre lottato, gettando in campo ogni risorsa possibile per fare proprio il risultato. I 39 punti raccolti sino ad oggi, al termine della 34esima giornata, possono sembrare pochi ma, come più volte affermato dall’allenatore arancione (al quale possiamo opinare certe scelte di campo, ma non certamente la convinzione con la quale ha sempre difeso orgogliosamente l’operato dei suoi ragazzi) “se pensiamo al periodo estivo, al precampionato e la fatica con la quale la squadra fu lentamente costruita, dobbiamo ritenerci più che soddisfatti”.

Gli errori dei quali accennavamo si sono ripetuti puntualmente anche contro il Piacenza. Grave e banale quello di Zappa che ha provocato il calcio di rigore per i locali sul finire del primo tempo. Così come si è ripetuta puntualmente, come in precedenti gare, la ripartenza dei padroni di casa, su azione di attacco della Pistoiese, che ha portato al doppio vantaggio. Errori, che hanno coinvolto non solo il reparto difensivo, e che testimoniano i motivi che hanno determinato l’attuale classifica, senza alcun dubbio penalizzante rispetto a quanto mostrato sui vari terreni di gioco. Questi errori, certi sfilacciamenti della squadra, dovranno essere esaminati più volte in futuro, anche e soprattutto in proiezione della nuova stagione di serie C.

Paolo Indiani, forte di un contratto biennale e quindi, salvo clamorosi stravolgimenti, sulla panchina arancione anche nella prossima stagione, dovrà fare tesoro di tutto ciò che la sua squadra ha fatto sino ad oggi, cercando, nel limite del possibile di non fare stravolgere la rosa a disposizione (come purtroppo accaduto negli ultimi anni), ed in sinergia con la società, cercare di fare ottenere un ulteriore step alla propria squadra per gratificare tutto l’ambiente, in modo particolare i tifosi da sempre vicini ai colori arancioni.

E proprio con i tifosi arancioni presenti al Garilli di Piacenza (una decina circa) vogliamo testimoniare i metodi non proprio “ortodossi” che la tifoseria locale ha riservato al gruppo prendendo di mira, così come sottolineato sui social network e che qui riportiamo, anche una persona con chiare difficoltà deambulatorie, arrivando ad offenderla e a deriderla. Purtroppo viene da dire: sensibilità, questa sconosciuta!

Antonio Zinanni
Antonio Zinanni
Da quando è in pensione ha più tempo da dedicare ai suoi passatempi preferiti: cani, film, musica e naturalmente Pistoia Sport e la Pistoiese. Il più vecchio del gruppo in mezzo a tanti giovani bravi e motivati: come si dice in gergo, esperienza al servizio della squadra.

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