«Uno shock quando abbiamo saputo la notizia. Jazz andrà a sentenza, ma non possiamo aspettarlo», sottolinea il diesse del Pistoia Basket
Un fulmine a cielo non sereno, serenissimo. In una stagione che – fatto salvo gli scarsi incassi al botteghino – stava regalando solo gioie al Pistoia Basket, ecco la tremenda notizia della positività al controllo antidoping del 12 dicembre di Jazz Johnson. «E’ stata come ricevere due pugni in pancia che ti tolgono il respiro. All’inizio pensavamo ad uno scherzo – racconta il diesse biancorosso, Marco Sambugaro attraverso le colonne de La Nazione – perché conoscendo Jazz ci sembrava impossibile e invece poi abbiamo dovuto prendere atto che si trattava purtroppo della verità. I ragazzi sono rimasti increduli si sono sentiti con Jazz dandogli il massimo del sostegno. Adesso hanno capito che dopo il forte impatto iniziale bisogna voltare pagina e andare avanti. Non a caso hanno ripreso ad allenarsi sempre con il massimo impegno e intensità».
Anche la società è chiamata immediatamente a mettersi alle spalle lo shock iniziale e trovare subito una soluzione. La missione di Sambugaro si annuncia però tutt’altro che facile per una serie di ragioni.«Il giocatore insieme al suo legale ha deciso di andare a sentenza per accorciare i tempi, ma per quanto mi riguarda devo pensare alla squadra e questo implica l’impossibilità di aspettare ciò che sarà, ma muoversi per trovare una soluzione immediata. Se poi i tempi saranno di gran lunga minori e ci diranno che Jazz è stato assolto e può tornare con noi ne saremo felici, ma al momento il mio compito è quello di muovermi sul mercato. Abbiamo terminato i due visti – continua Sambugaro – per cui possiamo andare solo su giocatori comunitari o americani già vistati in serie A1 o in A2. Non è facile muoversi, ma sono già al lavoro perché l’obiettivo è di trovare una soluzione prima possibile».



