Chi è Gage Davis, il nuovo innesto del Pistoia Basket. Un ragazzo dell’Illinois sbocciato a St. Cloud e poi arrivato in Europa
Si è dovuta far bastare una manciata di giorni la dirigenza del Pistoia Basket per porre rimedio alla spinosa situazione legata al caso Johnson. Ed effettivamente poco è bastato, per divorziare dal folletto di Portland e soprattutto per rimpiazzarlo con un altro americano. Così è arrivata l’ufficialità dell’approdo in biancorosso di Gage Davis, presentatosi nella conferenza stampa andata in scena ieri al PalaCarrara. Facciamoci allora un’idea più precisa sulla new entry della GTG.
DALL’ILLINOIS ALL’EUROPA E LA RAMPA DI LANCIO A ST. CLOUD
Gage è nato il 9 dicembre del 1995 a Bolingbrook (area metropolitana di Chicago, Illinois), città nella quale cresce e si forma, non solo cestisticamente, fino al diploma di High School. Nel 2014 riesce ad entrare nel blasonato College di Division I Purdue Fort Wayne (che ha prodotto anche l’ex Pistoia Basket JaJuan Johnson), nell’Indiana, dove però non trova lo spazio sperato. Sceglie dunque di accettare il corteggiamento dell’università di St. Cloud (Minnesota), scendendo in Division II, diventando fin da subito il go to guy degli Huskies e uno dei prospetti più interessanti della zona. Lì mette le radici restandoci per quattro anni, conseguendo anche una laurea in educazione fisica.
Oltre a battere vari record, figura per tutto il quadriennio (dal 2015/16 al 2018/19) nel team dei migliori della NSIC (la Northern Sun Intercollegiate Conference), di cui è eletto miglior giocatore in assoluto nella sua ultima stagione. Non solo, perché l’anno da senior gli vale anche un riconoscimento di caratura nazionale, ossia l’inserimento nel team dei migliori giocatori di tutta la Division II statunitense da parte della NABC (National Association of Basketball Coaches). Insomma, pur essendo tagliato fuori dal primo e più prestigioso livello di NCAA, il ragazzo ha saputo attirare su di sé l’attenzione del vecchio continente.
Tuttavia le cose non girano subito benissimo. Nell’estate del 2019 firma col Braunschweig (club in massima serie tedesca), ma prima del suo esordio pro in Bundesliga viene tagliato dalla società della Bassa Sassonia, che al suo posto ingaggia una point guard più esperta. Tornato a casa per tenersi in allenamento e migliorare, viene chiamato dai Windy City Bulls, franchigia di G League affiliata ai Chicago Bulls, per partecipare al training camp salvo poi essere scartato. Una batosta dalla quale si rifà solo con l’esperienza nella prima serie danese della scorsa stagione, nel club chiamato Horsens. Ed infine eccolo in Italia quest’anno, in forza all’Atlante Eurobasket Roma prima dell’odierno trasferimento a Pistoia.
Un percorso che riempie di senso e intensità la parola “opportunità”, spesa dal ragazzo per definire il suo arrivo alla corte del Pistoia Basket. Due le ulteriori curiosità su Gage, rese pubbliche dai tempi del College. La prima è che ritiene sua mamma Heather la persona con maggiore influenza sulla propria vita e carriera. La seconda è che il suo personaggio sportivo preferito (o uno dei) è Kevin Durant. Beh, mica male come gusti..
UN GIOCATORE DUTTILE, SI APRONO NUOVI SCENARI TATTICI
Come spiegato dal ds Sambugaro e confermato dallo stesso Davis, il nuovo innesto della GTG incarna un profilo certamente diverso dal predecessore. Innanzitutto può coprire i ruoli dall’uno al tre, sia per struttura fisica (193 cm o poco più per 84 kg) che per caratteristiche tecniche. Può fungere da creatore di gioco per i compagni, abilità sviluppata grazie ai raddoppi che gli avversari gli riservavano al College in quanto giocatore più forte degli Huskies. Però anche segnare non dovrebbe essere affatto un problema, dal momento che non lo è mai stato a prescindere dalla casacca indossata.
Lo testimoniano i 15 punti di media sfiorati in questa prima parte di stagione con la compagine capitolina (assieme a 6,5 rimbalzi, 1,5 assist e 1,4 recuperi), come del resto i 18 punti per gara dell’anno scorso in Danimarca, conditi anche da 7,5 rimbalzi 2,7 assist e 2 rubate. Ecco, rimbalzi e recuperi. Voci in cui il 26enne eccelle usando le lunghe leve e l’atletismo che si ritrova. Insomma, un prototipo di giocatore moderno, dal difficile incasellamento tecnico-tattico nel sistema dei ruoli tradizionali. Sono parole che abbiamo spesso accostato a Wheatle, colonna di questo Pistoia Basket agendo nelle due metà campo da efficacissimo e spettacolare tuttofare.
Per carità, Davis non si presenta certo come un’imitazione di superCarl. È però al contempo chiaro come aggiungere altra esplosività nel pacchetto esterni, magari accompagnata anche da un discreto QI cestistico, non può che far bene alla squadra. Gli equilibri e gli scenari di gioco sono inevitabilmente destinati a cambiare, non si potrà chiedere al neo arrivato quello che si chiedeva a Jazz. Anche perché non stiamo parlando di un tiratore puro (appena 3 tiri da fuori tentati per gara al momento in quest’A2). Ma se coach Brienza e i compagni capiranno come adattarsi al numero 20 e quest’ultimo a sua volta avrà l’umiltà di inserirsi nel modo corretto, quel clic magico in cui tutti sperano potrebbe scattare davvero.


