Dopo giorni d’attesa il Ministero della Salute ha approvato il protocollo “Return to play”, per facilitare la ripresa dell’attività sportiva
AGGIORNAMENTO 18/01
Ci siamo, finalmente il nuovo protocollo del Return to Play è in vigore. Secondo quanto riportato da Ansa, La commissione tecnica presso il ministero della Salute ha approvato all’unanimità la Circolare per la ripresa dell’attività sportiva degli atleti agonisti guariti dal Covid. La Circolare si basa sul protocollo ‘Return To Play’ della Federazione medico sportiva (Fmsi), che riduce gli esami sanitari per il ritorno all’attività. “La commissione ha apprezzato il lavoro della Fmsi – ha dettoil presidente Fmsi, Maurizio Casasco -. Ringrazio il ministro Speranza, il capo di gabinetto Coccoluto e il capo divisione Galeone che hanno sostenuto il nostro lavoro”.
AGGIORNAMENTO 14/01
Tutto è cambiato, ma per ora lo sport rimane fermo: colpa della burocrazia. Infatti il protocollo per la ripresa delle attività è stato modificato dalla federazione dei medici sportivi, ma da una settimana l’entrata in vigore resta bloccata dalla burocrazia ministeriale. E’ quanto sta accadendo nel mondo dello sport, dove centinaia di atleti agonisti sono intrappolati nella convalescenza post Covid. Solo la scorsa settimana sia il Comune che la federazione dei medici sportivi avevano annunciato le modifiche al protocollo ‘Return to play’, col quale si diminuiva da trenta giorni a una settimana il periodo di convalescenza per gli atleti under 40 positivi al covid ma asintomatici.
Peccato però che per essere valido il nuovo protocollo deve essere avvallato dal Comitato tecnico scientifico e dal ministero della salute, e questo ancora non è avvenuto nonostante il pressing di medici, federazioni sportive e società.
Nel mezzo a questo caos ci sono gli atleti, che hanno preso d’assalto il dipartimento di medicina dello sport per chiedere di effettuare la visita medica agonistica. La risposta per tutti però è stata sempre la stessa: a oggi servono 30 giorni di convalescenza per tornare a fare agonismo. Con buona pace di famiglie e atleti che rischiano di vedere saltare competizioni regionali, nazionali e ripartenza dei campionati.
La posizione dei medici sportivi
«Non possiamo fare nulla – spiegano dalla federazione dei medici sportivi -. Non possiamo applicare il nuovo protocollo senza l’ok del ministero, perché se ci fossero dei piccoli correttivi da applicare, poi le visite mediche fino a quel momento effettuate non sarebbero più valide».


