Che debutto per il termale Gabriele Grazzini! Con Salieri out, è lui a guidare l’Assigeco nel derby vinto con la Bakery di Campanella
Gabriele Grazzini la serie A2 la bazzica da una ventina d’anni. Da quando nei primi anni duemila iniziò la propria carriera di assistente allenatore nella sua Montecatini, vivendo a pieno quella che rimane tutt’ora l’ultima sfilata rossoblù con un piede nel professionismo. Allora si chiamava Legadue e per il “Graz” si apprestava a diventare un habitat naturale. Da lì sono tante le piazze in cui ha lavorato, acquisendo un’esperienza che non tutti i vice allenatori di A2 possono vantare. Quest’anno è approdato all’UCC Assigeco Piacenza, al fianco di coach Stefano Salieri. Lo avevamo sentito a fine ottobre, alla vigilia della gara del PalaCarrara con Pistoia.
Ieri si è giocato il derby di Piacenza, in cui l’UCC ha battuto tra le mura del proprio PalaBanca la Bakery per 89-71, conquistando il quinto successo consecutivo che vale sesto posto nel girone verde col sorpasso su Torino. Ma per Grazzini non è stata una domenica come le altre, perché con Salieri momentaneamente ai box per motivi di salute è stato lui a farne le veci, con il debutto da capo allenatore. La gara è stata per tre quarti in equilibrio, con entrambe le squadre a ranghi ridotti per positività al Covid-19, prima di essere azzannata dai padroni di casa con l’ex Pistoia Basket Lorenzo Querci (che oggi compie 21 anni) autore di 9 punti. Una serata che, inevitabilmente, l’allenatore montecatinese ricorderà a lungo.
Anche per la caratura dell’avversario, visto che la Bakery diversamente da quanto recitato dal risultato finale ha dato parecchio filo da torcere al club concittadino. E per chiudere il cerchio tutto locale, è quella stessa Bakery (che sabato 22 farà visita alla GTG) neopromossa e rivelazione del campionato allenata da Federico Campanella, tecnico livornese dal recente passato termale in quanto coach di Montecatini in serie B dal 2016 al 2018. Insomma, nel derby di Piacenza come del resto in questa serie A2 nel complesso, non sono affatto pochi i personaggi legati a doppio filo con la nostra provincia e la nostra pallacanestro. Segno che, e a volte ce ne scordiamo, si tratta di un punto di partenza (o di una tappa di passaggio) con un potenziale da valorizzare e di cui andare fieri.



