Pistoia, Saccaggi: «Il nostro mantra è reagire alle avversità»

«Perdere Jazz un duro colpo, ma è bello vedere come stiamo superando le difficoltà» il commento di uno straripante Saccaggi nel post gara

Con un Saccaggi del genere non c’è trippa per gatti. La straripante prestazione del play carrarino figura tra i principali motivi del successo targato GTG sulla Bakery Piacenza. Se non fossero intervenuti i rinvii delle prime gare di ritorno, a decorare la sua serata ci sarebbe stata anche la cornice delle 150 presenze in maglia Pistoia Basket, che invece il numero 15 festeggerà in trasferta a Trapani. «Per me è un traguardo importante dal punto di vista affettivo. Come ho detto più volte Pistoia per me è come una seconda casa, perciò raggiungere un traguardo del genere è davvero un onore». Ma Sacca non si dilunga oltre, entrando subito nel merito della vittoria con la Bakery. «Oggi era insidiosa, perché Piacenza era riuscita a vincere in campi difficili ed era in un buon momento. Abbiamo controllato tutta la gara, però non significa che fosse facile. Siamo stati bravi a trovare tanti protagonisti nei 40 minuti, soprattutto era importante fare i due punti per restare nelle zone alte della classifica e mantenere il trend positivo» si esprime soddisfatto il top scorer del match con 26 punti.

LE RESPONSABILITÀ DA CONDIVIDERE, TROVANDO I GIUSTI EQUILIBRI

Con il cambio dell’americano ci sono sicuramente più tiri da spalmare, e Saccaggi non è certo uno che si tira indietro. «Mi sento sempre responsabilizzato, fa parte del mio modo di essere e giocare. È ovvio che abbiam perso un giocatore importante se non il miglior giocatore del campionato. E prendendoci un po’ di tempo per inserire Gage, ci sono più opzioni per tutti. Vanno condivise le responsabilità che si prendeva Jazz, ma quello conta è trovare un equilibrio e riuscire ad adattarsi a questo cambio di roster. Nel frattempo – prosegue il classe ’92 – dobbiamo essere bravi ad inserire Gage, che può essere un’arma importante. È un processo che richiede tempo. Noi siamo contenti del modo graduale in cui sta entrando nei meccanismi – spende parole di apprezzamento per il nuovo arrivato – cercando di capire le dinamiche del gruppo».

SU JAZZ JOHNSON..

Sfiorato l’argomento Jazz Johnson dal punto di vista tecnico, Sacca coglie l’occasione per tornare sull’accaduto sotto l’aspetto umano. «L’errore l’ha fatto ed è giusto che lo paghi, però stiamo parlando di un compagno di squadra incredibile. Un ragazzo sempre pronto ad aiutare i compagni, non parlo nemmeno delle qualità tecniche che sono evidenti. Ma proprio personalmente è stato un gran compagno quindi è stata una bella botta morale, però è bello anche vedere come stiamo reagendo. E sarà bello anche inserire Gage – guarda saggiamente avanti il baffo di Pistoia – senza dimenticare il passo in avanti dei giovani con prestazioni importanti. Ci dispiace tantissimo per Jazz, con cui rimane l’amicizia, però sono contento di come ci stiamo solidificando superando tutte le difficoltà».

IL MANTRA È REAGIRE ALLE AVVERSITÀ

Un’attitudine vincente che secondo il regista dà alla squadra grande confidenza e fiducia. «Abbiamo creato un sistema. È quello che viene fuori nei momenti di difficoltà, la capacità di essere gruppo. Reagire insieme alle avversità, dentro e fuori dal campo. È diventato un mantra per noi. Poi si può vincere o perdere, abbiamo dei limiti – ammette Saccaggi – però non abbiamo paura di niente. Tutto questo viene fuori perché è stato allenato». Merito della squadra, dello staff tecnico ma in generale anche dell’atmosfera che fa respirare la piazza. «A Pistoia conta l’attaccamento alla maglia. È importante vincere ma ancora di più uscire dal campo sfiniti sapendo di aver dato tutto. Anche i ragazzi stranieri hanno subito capito il valore di questo senso di responsabilità».

UNA FIDUCIA NATA COL GRANDE EXPLOIT IN SUPERCOPPA

La forza di questo Pistoia Basket è emersa fin da subito, con la vittoria della Supercoppa con un solo americano. Successo che ha fatto da rampo di lancio alla squadra di coach Brienza. «Quella coppa è arrivata in un momento in cui stavamo cercando di capire chi fossimo. Quei tre giorni (le finali di Lignano Sabbiadoro, nda) sono stati fondamentali per consolidare il gruppo» riconosce Lorenzo. «Avremmo potuto anche perdere il trofeo, ma saremmo comunque tornati più consapevoli di noi stessi. Poi vincere in quel modo dando subito una dimostrazione importante all’ambiente e alla città ha aiutato molto. È stato un crocevia importante per la stagione».

Lorenzo Carducci
Lorenzo Carducci
Cresciuto a pane e basket a Montecatini. Laureato in Giurisprudenza presso l'Università di Pisa, coltiva la passione per lo sport e per il sociale. Si ostina a fare il playmaker amatoriale. Da tifoso dell'Inter, è abituato a gioire una volta ogni dieci anni, quando va bene.

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