Una storia interessante quella di Zerini, preparatrice atletica del Montecatini, divisa tra calcio, studi, ginnastica e non solo
a cura di Roberto Grazzini
I pantaloni della tuta larghi la felpa col cappuccio ben calzato in testa riescono quasi ad ingannare gli osservatori meno attenti. Si aggira con passo spedito sul manto sintetico del campo Mariani, impartendo direttive agli atleti acciaccati sotto voce ma con tono fermo e deciso. Quando un colpo di vento di tramontana che d’inverno è di casa in quella parte del comune di Montecatini che confina con Margine Coperta, alza di forza il cappuccio, scopre i capelli arruffati, gli occhi furbi ed il sorriso solare di Serena Zerini da poco tempo preparatrice atletica della prima squadra del Montecatini. In Italia si contano sulle dita di una mano le società di calcio maschili che si affidano per la parte fisica ad istruttrici del gentil sesso. L’antesignana è stata Arianna Cara che da due stagioni è preparatrice atletica dell’Ostiamare, società di Serie D.
Ha giocato per dodici anni a calcio, poi è entrata all’Università degli Studi di Roma Foro Italico. Appassionata alla figura del preparatore ha colto al volo l’opportunità, In mezzo due patentini: il UEFA B da allenatore e quello da preparatore atletico professionista, tra le primissime donne a frequentare le aule del Centro Tecnico Federale di Coverciano. Eppure nel professionismo non c’è ancora nessuna preparatrice, e anche nei gironi di Serie D se ne vedono poche o punte. All’estero sono più avanti. La punta dell’iceberg è Alica Schimdt, ex bellissima atleta, bronzo con la Germania nella staffetta 4×400 agli Europei under 23 di atletica leggera del 2019, nonché preparatrice atletica niente di meno che del Borussia Dortmund.
Chi è Serena Zerini?
Tornando in casa nostra, cerchiamo di conoscere meglio Serena Zerini, pistoiese, 49 anni, che appena smise di camminare gattoni si cimentò con successo nella ginnastica artistica, volley e pattinaggio. Bambina sveglia, intelligente e particolarmente brava in età adolescenziale , iniziò a dedicarsi pure al gioco del calcio difendendo la porta dell’Aglianese in Serie A e della Carrarese nella serie cadetta. L’ambiente del football in rosa, però specie fuori dal campo, non le piaceva più di tanto ed allora volle provare il calcio a 5 militando nella squadra del Crudelia. Successivamente, durante la militanza al Poggibonsi fece parte della rappresentativa Toscana che approdò alla fase nazionale. Poi con le ginocchia che facevano le bizze, pensò soprattutto a conseguire la laurea in Scienza Motorie discutendo una tesi sul compianto Franco Ballerini. Seguirono l’insegnamento, le collaborazioni in varie palestre e quella voglia di imparare nel DNA per essere sempre all’altezza.
Certi amori non finiscono
Da sei anni svolge l’incarico di personal trainer nel centro del “guru” Antonio Pagni, leggendario fisioterapista della nazionale italiana. Ma nel frattempo è risbocciata l’antica passione per il calcio, tanto da accettare il ruolo di preparatrice atletica della prima squadra del Montecatini.
«Un amico mi aveva detto che la società era alla ricerca di tale figura professionale e mi sono fatta avanti – confida Serena. Non è stato un colpo di fulmine in quanto con mister Ciro Mucedola ci siamo, direi, a ragione “studiati” per un paio di settimane. Poi ha capito come lavoravo, si è fidato ed ha iniziato a concedermi sempre più spazio».
Se con un preparatore uomo sarebbe stato lo stesso, Serena risponde: «Io credo di si, almeno per quanto concerne il caso specifico Ciro è un tecnico intelligente e preparato e non lascia niente al caso. E’ ovvio che abbia voluto accertarsi sulle capacità dei suoi collaboratori. Inoltre anche io volevo valutare bene una situazione per me nuova prima di accettare. Che tante società siano prevenute riguardo la presenza di donne nelle staff tecnico non lo metto in dubbio. Qui però mi trovo benissimo. La dirigenza è disponibile alle mie esigenze. Il gruppo si allena magnificamente e sono certa che alla ripresa del campionato d’Eccellenza i risultati arriveranno. Il pieno recupero di Gori e l’arrivo di un atleta di spessore quale Masini, il nostro Ibrahimovic, potrebbero fare la differenza nella corsa salvezza».



