Pistoia “Utomica” a Trapani, Daniel si conferma il go to guy della GTG

Pistoia esce indenne dalla trasferta siciliana, trascinata dal nuovo career high di Utomi. Occhio però a non dipendere troppo dai singoli

È una fatica tremenda quella fatta dal Pistoia Basket al PalaConad di Trapani, dove per avere la meglio sulla 2B Control e infilare in saccoccia i due punti Della Rosa e compagni hanno dovuto attendere la sirena finale. Tanto merito va ai granata di coach Parente, arrembanti e mai domi nonostante due assenze di peso come Palermo e Taflaj. Vista la scivolosità dell’impegno, per la GTG non può che prevalere la soddisfazione di esserne uscita indenne, perdipiù con una classifica quanto mai sorridente. A maggior ragione avuto riguardo di alcuni episodi finali in cui, ammette con onestà coach Brienza, ha interceduto anche la fortuna a premiare l’audacia pistoiese.

La gara del lunch time ha offerto due volti in cristallina antitesi tra loro. I primi pirotecnici e offensivi venti minuti (44-50) hanno lasciato il posto ad un secondo tempo più contratto e combattuto (25-23), in cui la naturale compattezza difensiva dei biancorossi (ottavo match su quindici con 70 o meno punti subiti) ha giocato un ruolo decisivo nell’evitare la sconfitta. I siciliani si devono accontentare di aver sfiorato il colpaccio, interpretando la gara al meglio. Cioè con coraggio, aggressività e grande propulsione in contropiede. Come peraltro dimostra il maggior numero di tiri dal campo effettuati proprio dai padroni di casa (65-60).

NUOVO CAREER HIGH PER UTOMI, GO TO GUY IDEALE MA DA NON SOVRACCARICARE

Costante invece nell’arco dell’intero incontro il fattore Utomi. Con 28 punti (5/7 da due e 4/8 da tre) l’ala afro-americana aggiorna il suo career high, precedentemente rappresentato dai 26 punti segnati sul campo di Biella a fine novembre. Sono numeri pazzeschi quelli messi assieme dal classe ’97, attualmente a 15 punti di media col 48,8% da tre punti (quarto nel girone verde) e il 52,4% dal campo (nono nel girone). Ma se parametrati sulle ultime otto gare le medie diventano ancor più surreali.19,8 punti di media (a più di 20 nelle ultime tre partite) con il 61% da due e 54% dall’arco.

La crescita che Daniel stava avendo di suo prima che scoppiasse il caso Johnson, ha subito un’ulteriore impennata dopo il forfait dell’asso di Portland. Della serie: “Non ho paura di prendermi le responsabilità che servono, ho le spalle larghe”. E la squadra, vedendo i risultati, quelle responsabilità se ne guarda bene da togliergliele. Il contributo realizzativo fornito da Utomi contro Trapani ammonta al 38,3% dei punti totali. Una fetta di torta enorme per un singolo giocatore. Quanto fatto dallo stesso Jazz Johnson in finale di Supercoppa contro Treviglio, con 29 punti segnati dei 76 totali (38,2%), è così superato di un nonnulla.

Sono dati e non dogmi, ma in qualche modo si tratta del picco di dipendenza da un solo giocatore raggiunto per ora dal Pistoia Basket in questa stagione. Da ciò derivano due inevitabili considerazioni. La prima è che Utomi sta regalando performance da fuoriclasse, giocandosela in quanto a rendimento coi più forti americani della categoria. La seconda è che gli equilibri offensivi del roster biancorosso stanno vivendo un momento di particolare delicatezza. E che il numero 4 sta sopperendo alle fisiologiche incertezze che comporta la stabilizzazione di un nuovo assetto. Finora, uno dei più chiari punti di forza del Pistoia Basket di Brienza è stata la molteplicità di soluzioni e varianti nelle due metà campo.

Perciò non c’è niente di male nel fatto che Utomi sia il go to guy, soprattutto se con questi eccellenti risultati, ma derogare troppo ad un’equa suddivisione delle incombenze per la GTG significherebbe perdere parte della propria potenza. Anche perché, nella denegata ipotesi in cui Daniel entrasse in difficoltà, la squadra potrebbe rischiare di farsi trovare impreparata. Forse, sarà uno di quei piccoli grandi passaggi a cui sarà chiamato il gruppo nell’immediato presente e futuro, con la leadership del coach e il bel vissuto di questi mesi a fare da garanzia di continuità.

BENE A RIMBALZO, MA SERVE UN REPARTO LUNGHI PIÙ COINVOLTO

La contesa a rimbalzo recita 35-40 per Pistoia. Si tratta della settima volta in stagione in cui i biancorossi agguantano 40 o più rimbalzi. Quando succede la vittoria è praticamente assicurata (6 volte su 7). La qualità nel tagliafuori paga dividendi, al netto dell’ultimo posto nel girone (penultimo in serie A2) per rimbalzi catturati di media a partita occupato dai trapanesi. Per il resto sotto le plance, sia in attacco che in difesa, si può fare di più e si può fare meglio. I più assidui frequentatori d’area sono Magro e Del Chiaro, entrambi lunghi di grande stazza per la categoria con 208 cm cadauno.

La loro importanza non si discute e proprio per questo la riduzione non grave ma evidente della loro partecipazione al gioco è un fatto che va in qualche modo provato a interpretare. Se non altro per non perdere di vista quell’equilibrio generale, già menzionato, che fa da cartina di tornasole della salute competitiva della squadra. Suddividendo in due metà il campionato disputato fin qui dal Pistoia Basket, si nota un calo di punti segnati della coppia di big men italiani.

Da 18 in due ad appena 11, con più o meno 10-11 rimbalzi di media. Niente di troppo preoccupante, quanto semplicemente un quadro migliorabile per il bene di tutti. Perché il reparto centri biancorosso, oltre a creare spazi perimetrali per gli esterni e a fare il lavoro sporco, è in grado di incidere attivamente e direttamente come e anche più di prima. Ai compagni starebbe coinvolgerli un po’ di più, a Daniele e Angelo sfoderare quel graffio agonistico necessario per avere continuità come efficaci intimidatori e punti di riferimento nel pitturato.

Lorenzo Carducci
Lorenzo Carducci
Cresciuto a pane e basket a Montecatini. Laureato in Giurisprudenza presso l'Università di Pisa, coltiva la passione per lo sport e per il sociale. Si ostina a fare il playmaker amatoriale. Da tifoso dell'Inter, è abituato a gioire una volta ogni dieci anni, quando va bene.

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