La maggioranza dei club di A2 si oppone ai visti extra

Tra chi si oppone al ribaltone in corsa nei regolamenti sui tesseramenti nel campionato di A2, c’è anche il Pistoia Basket

C’è chi dice no e tra chi si oppone al ribaltone in corsa nei regolamenti sui tesseramenti nel campionato di A2, c’è anche il Pistoia Basket. Il club biancorosso è tra le 22 società del secondo torneo nazionale di basket pronte a dar battaglia sulla deroga con cui il Coni ha concesso un ulteriore visto ai club che hanno dovuto rinunciare agli atleti stranieri non vaccinati, non più schierabili senza Super Green Pass. Tale deroga ha permesso a Cantù, co-capolista del girone Verde insieme a Pistoia ed Udine, di sostituire il dichiarato no vax (per motivi religiosi) Robert Johnson con la guardia Zack Bryant, già stellina Ncaa e arrivato in Brianza dalla Finlandia. Stessa ampia scelta per trovare il sostituto di Kenny Hayes, altro fortissimo giocatore americano restio al vaccino, l’avrebbe Forlì (attualmente nona nel girone Rosso). Il tutto grazie alla contestatissima deroga che fa cadere il limite dei due visti concessi per stagione ad ogni club di A2. Tanto contestata che, dopo giorni di malcontento strisciante, la stragrande maggioranza delle società del campionato è uscita allo scoperto. Se l’incontro tra Lega e Fip, nelle persone dei presidenti Basciano e Petrucci, non darà gli esiti sperati dando a tutti i club le stesse opportunità, è pronto un ricorso al Tar.

CAUSA DI FORZA MAGGIORE

Con questa motivazione, il Coni aveva concesso una settimana fa l’ulteriore visto lavorativo alle società che hanno dovuto rinunciare agli atleti stranieri no vax. Dal 10 gennaio infatti nei campionati dilettantistici (com’è considerata ai fini burocratici anche l’A2) si va in campo col Super Green Pass, mentre in A1 non c’è nessun obbligo di certificazione rafforzata (rilasciata a vaccinati e guariti) per i lavoratori (professionisti) Under 50 tra cui naturalmente i giocatori. Una differenza di trattamento a cui si erano attaccate da subito Cantù e Forlì, provando ad evitare il taglio dei loro giocatori più rappresentativi. La Lega Nazionale Pallacanestro era stata irremovibile al riguardo, ma ecco il Coni, ha ribaltato tutto. Dando la possibilità alle società che hanno dovuto separarsi dai loro stranieri no vax, di sostituirli con qualsiasi altro giocatore e non solo con quelli già passati dall’Italia o comunitari come succede quando si sono finiti i visti. Caso proprio di Pistoia che, separandosi da Jazz Johnson dopo la positività al test antidoping, ha cercato di sostituirlo in tempi brevi attenendosi alle regole. Pescando l’americano già vistato (dalla Stella Azzurra Roma) Gage Davis che domani giocherà la sua quarta gara in biancorosso sul campo dell’ Assigeco Piacenza. Cercando insieme alla Tesi Group, ligia alle regole, la quarta vittoria filata.


RICORSO AL TAR

E’ quello che hanno preparato le 22 società (sulle 28 totali) coalizzate contro la deroga, affidandosi all’avvocato Luca Mazzeo. Tutte unite o quasi nel ricorso tranne naturalmente Cantù e Forlì più quattro società che non si sarebbero pronunciate ovvero Stella Azzurra, San Severo più Chiusi e Nardò. Intanto si procede con l’incontro tra i vertici istituzionali, con Basciano chiamato a chiedere a Petrucci “regole uguali per tutti”. O rivedere la norma, o eventualmente dare un ulteriore visto a tutti. Se l’incontro non darà frutti, partirà il ricorso al Tar. Che potrebbe anche pronunciarsi dopo l’esordio dei nuovi americani arrivati con la “terza dose” di visti, producendo un vero terremoto sul campionato. Confusione che- non bastasse la variabile Covid- speriamo si possa evitare con la mediazione di queste ore.

Elisa Pacini
Elisa Pacini
Innamorata delle parole, che sono centrali nella sua “dolcemente complicata” vita professionale. In primis per raccontare il basket e lo sport, dalle colonne de Il Tirreno (con cui collabora dal 2003) alle pagine web di Pistoia Sport (che ha contribuito a fondare). E poi come insegnante di italiano agli stranieri.

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