Concluso il progetto ideato da Ferrucci Libertas con il contributo di Publiacqua. Petruzzi: «Inclusione sociale e benessere della comunità passano da iniziative come queste»
Offrire corsi di ginnastica artistica e ritmica completamente gratuiti a bambini provenienti da famiglie con una condizione di difficoltà di natura socio-economica. È l’obiettivo che la Società Ginnastica Ferrucci Libertas è riuscita a raggiungere con “Sport senza frontiere”, il progetto ideato in proprio dallo storico sodalizio pistoiese e realizzato con il contributo di Publiacqua Spa.
Nell’arco di quattro mesi (il progetto si è concluso nelle scorse settimane), quindici bambini e bambine dai 3 ai 12 anni hanno potuto frequentare la palestra Puccini di corso Gramsci per imparare i fondamentali delle due discipline e iniziare un percorso di avviamento allo sport.
«In un periodo come quello che stiamo attraversando – ha spiegato Lisa Petruzzi, vice presidente della Ferrucci Libertas – abbiamo voluto fare la nostra parte nel tentativo di alleviare in qualche modo i tanti disagi a cui alcune famiglie devono far fronte, con particolare riferimento ai bambini. Ringraziamo Publiacqua per il contributo e speriamo in futuro di poter ripetere l’esperienza».
Al progetto hanno aderito tutti gli istruttori della società, che a turno hanno aiutato i bambini nei loro primi passi in palestra per un percorso non solo motorio ma anche educativo.
«Come abbiamo scritto nella presentazione del progetto – ha proseguito la dirigente – lo sport ha lo straordinario potere di incidere profondamente sulle persone e quindi di influire sul cambiamento di tutta la società. In particolare la ginnastica artistica e la ginnastica ritmica, oltre a favorire il benessere psicofisico e le relazioni sociali, richiedono una forte attenzione al gesto atletico e permettono di instaurare un rapporto profondo con il proprio corpo. Crediamo che inclusione sociale e benessere della comunità passino anche attraverso iniziative come queste che agevolino l’accesso allo sport per le fasce più deboli della popolazione. Ma serve l’aiuto di tutti – ha concluso – soprattutto delle istituzioni».



