Che coraggio dell’allenatore del Pistoia Basket contro Casale Monferrato, con la rimonta partita dalle seconde linee
Dopo la vittoria di metà settimana contro Casale Monferrato credo sia giunta l’ora, per la dirigenza biancorossa, di prendere seri provvedimenti. Sequestrare il cellulare a Brienza e, perché no, anche ad Angella e Tommaso Della Rosa, con divieto assoluto di accedere ai social, di parlare con chiunque non abbia chiare origini pistoiesi e con possibilità di libera uscita una volta a settimana, giusto per salutare gli affetti familiari più stretti. Non è una punizione, si fa semplicemente di necessità virtù, tutto questo dovrà essere previsto finché lo staff tecnico non avrà rinnovato in blocco minimo per un prolungamento di altri quattro anni, con opzione per altri due, con clausola rescissoria milionaria prevista solo per piazze di un certo livello. A quel punto saremmo tutti più tranquilli, mi pare.
Chiaramente scherzo, ma il senso di fondo del ragionamento è autentico. Ragazzi, come Nicola ce ne sono pochi a giro e se ne sono visti pochi sulla panchina di Pistoia. Un uomo capace di costruire un gruppo dalla resilienza infinita, per citare Boniciolli, un uomo che ha preso una piazza raffreddata come una serata di pieno inverno e ha riacceso un fuocherello, che poi è piano piano diventato quella voglia matta di sognare ad occhi aperti, senza dar troppo peso all’eventualità di svegliarsi di colpo e tornare sulla Terra. Un uomo capace di fidarsi di un quintetto che, nel momento topico della partita contro Casale, era composto da Della Rosa, Davis, Allinei, Wheatle e Del Chiaro.
E’ vero, i ragazzi stavano funzionando. E’ vero, il coach ha speso parole di elogio perché la scossa è arrivata dal capitano e da San Gregorio, tanto di cappello ad entrambi. Quando però vedi che stai risalendo e stai provando a scappare, ci vogliono attributi cubici per non rimettere in campo fin da subito i vari Sacca, Magro, Riismaa e Utomi. Daniel, nello specifico, non ha più letteralmente messo piede in campo, ma si scherza? Ci vuole coraggio, il 99% degli allenatori avrebbe richiamato i ragazzini in panca, con tanto di ringraziamenti ma affidandosi a quel punto ai più esperti. Lo avrebbe fatto, l’allenatore medio, anche per mettersi al riparo dalle eventuali critiche se si fosse persa la partita.
Invece no, coach Brienza è sopra la media, ma più che altro quando parla di rotazione a 10 è sincero fino in fondo. In sintesi, ha mandato un messaggio di fiducia enorme ai più giovani e li ha responsabilizzati al massimo. I veri dividendi di questa operazione potrà coglierli più avanti, quando ai playoff le rotazioni saranno sempre più una necessità di cui tener conto. C’è poi l’uomo della giornata, Davis. Nei primi tre quarti è parso, mi si passi la battuta, un pensionato abitudinario con 2 punti nel primo quarto, altri 2 nel secondo, altri 3 nel terzo. Nell’ultimo quarto, forse favorito anche dalla peculiarità del quintetto proposto, è salito sugli scudi, riuscendo finalmente a scrollarsi di dosso l’ansia da prestazione. Sarà stata una favorevole congiunzione astrale oppure il ragazzo si è finalmente sbloccato? Lo scopriremo sabato sera a Milano, certamente fin da subito vanno comunque sottolineati i 10 rimbalzi catturati, di cui cinque offensivi, che magari non sono così visibili come la percentuale al tiro ma che ti fanno vincere le partite. Forza Gage, il tuo campionato è appena iniziato.



