Una chiacchierata col vice allenatore del Pistoia Basket Luca Angella per parlare della sua esperienza cestistica e non solo
Per descrivere Luca Angella si potrebbe coniare una nuova espressione: “Il livornese più pistoiese che ci sia”. Stando alle sue parole si rivedrebbe molto in tutto questo perché «Pistoia è diventata una seconda casa, ma purtroppo non ha il mare; Livorno però è la mia vera casa». Col vice allenatore di Pistoia abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere sul suo percorso – cestistico e non – che lo ha portato fino a questo punto della sua carriera. «Esperienza da assistente in una società come Pistoia mi sta aiutando tantissimo. Con Brienza ci capiamo alla grande. Futuro? Credo sia giusto ci sia l’ambizione di tornare a essere capo allenatore».
LUCA ANGELLA: GLI INIZI A LIVORNO E POI PISTOIA
«La mia carriera, tra virgolette, da giocatore si è interrotta a 17 anni per via di qualche problema fisico e per tornare sul parquet ho dovuto attendere i 22 anni. Nel frattempo avevo già iniziato ad allenare. Quando ho ricominciato a giocare però mi sono tolto diverse soddisfazioni in C1 vincendo anche qualche campionato. Lì a Livorno è dove ho iniziato poi la carriera da allenatore con la Junior Livorno e ho trovato tante persone splendide che mi porto ancora dietro nel percorso della vita e che sono grandi amici. All’epoca però non ho mai fatto il vice, mi hanno subito messo capo allenatore»
«Da lì poi è arrivata la chiamata di Pistoia e mi sono immerso in questa nuova avventura. Sono qui da 16 anni e nel settore giovanile penso di aver dato nel mio piccolo un contributo alla crescita e allo sviluppo del movimento. Ho raggiunto svariate finali nazionali ma, oltre a questo, è una soddisfazione aver allenato ragazzi che adesso sono in categorie professionistiche o semi professionistiche».
Ci sono anche quest’anno come è stato negli anni scorsi i giocatori che vengono da dalla cantera come la chiamano in altri posti per cui è bello il fatto di poter vedere un tornio un laser che vengano allenarsi con noi e stanno a quelli che sono i nostri ritmi e quelli che sono le nostre richieste vuol dire che alla base c’è un lavoro di tutti gli allenatori molto produttivo molto importante
LA VITA OLTRE IL BASKET: PASSIONI, 7FORYOU E LA SUA LIVORNO
«Nel tempo libero amo leggere, ascoltare la musica o andare alle mostre d’arte. Il mondo artistico mi affascina a 360°. In televisione poi seguo tanti sport ma nessuno mi appassiona quanto la pallacanestro. Il calcio è l’unico sport che non riesco a seguire perché mi annoia e perché non ci capisco niente (ride, ndr). Da italiano mi scoccia ammetterlo ma è così»
«Con la 7ForYou purtroppo ci siamo un po’ fermati nel post Covid ma adesso vorremmo ripartire. Un’associazione così è qualcosa di irrinunciabile per me perché siamo un gruppo di amici legati dal ricordo di Matteo Bertolazzi ma anche dalla voglia di stare insieme. Personalmente cerco di contribuire con nuovi impulsi ogni tanto proponendo attività o cene il cui ricavato andrebbe in beneficienza».
«L’unica cosa che manca a Pistoia è il mare, e questo non glielo perdono. Scherzi a parte, Livorno è casa mia, la città dove ci sono i miei genitori, i miei amici e tutto il resto della mia famiglia. Ci torno spesso anche per ragioni cestistiche, sono stato al derby di andata (tra Pielle e Libertas Livorno) con 8000 persone e ho già fissato per andare anche a quello di ritorno. Bello vedere che queste due società abbiano riacceso la passione per il basket in una città che vive tanto di pallacanestro. Girando per i campetti di città si vedono tantissimi bambini a giocare, questo rende bene l’idea»
ESPERIENZA A PISTOIA: DALLE GIOVANILI ALLA PRIMA SQUADRA
«Il primo anno da assistente in Serie A con coach Carrea lo ricordo bene. Siamo partiti male sia a livello di risultati che di atteggiamento e i tifosi ci avevano giustamente contestato. Pian piano ci siamo però ripresi e avevamo ottenuto vittorie importanti che ci avevano portato in zona salvezza prima dello stop per il Covid. Di quella stagione mi porto dietro tutte le cose imparate a livello tecnico ma anche tanti rapporti umani con giocatori con cui sono tutt’ora in contatto».
«L’arrivo di Nicola Brienza e il passaggio a vice allenatore mi hanno fatto crescere ancora. Col coach abbiamo un’idea di basket molto simile, ci capiamo al volo. Entrambi ci concentriamo molto sulla difesa per poi sfruttare i 28 metri di campo il più possibile. Da Nicola sto cercando di prendere la parte di gestione in cui è veramente molto bravo. Riesce sempre a farsi ascoltare senza dover urlare o usare paroloni. Ha una grande capacità nella gestione del gruppo».
«Stagione 22/23? Il bello deve ancora venire. Fino a qui abbiamo fatto grandi cose ma adesso arriva la parte interessante del nostro lavoro. Sappiamo che d’ora in poi ogni partita vale 100 in più rispetto alla precedente. Quindi ora testa alla Fortitudo, poi a Cento e poi a Rimini. Dalla nostra poi avremo un PalaCarrara che incute timore agli avversari. Spero che potremo arrivare presto al sold out perché i tifosi ci aiuteranno con la voce e noi faremo la nostra parte con il gioco e con i canestri»
IL PERCORSO PERSONALE DI ANGELLA: RAPPORTI, TROFEI E FUTURO
«Con Tommaso Della Rosa ho un rapporto splendido. Lavoro con lui da tanti anni e nell’Academy del Pistoia Basket mi ha fatto da assistente per svariate stagioni. C’è un legame che va oltre la pallacanestro perché è una persona veramente piacevole. Devo dire poi che nonostante sia molto giovane ha una grande conoscenza tecnica e generale sulla pallacanestro e quindi è un piacere rapportarcisi».
«Vedere la bandiera della Supercoppa 2021 sventolare sul soffitto del PalaCarrara è un onore per me. Anche perché – ammette sorridendo – tutte quelle finali nazionali con le giovanili che mi hanno portato solo a un passo dalla vittoria le avevo ancora un po’ indigeste. Egoisticamente parlando volevo andare via da Pistoia con qualcosa di mio lassù, e adesso ci sono riuscito».
«Se parliamo di futuro è chiaro che la voglia di tornare a fare il capo allenatore c’è. Questa esperienza da assistente e da vice, che non avevo mai fatto prima, mi sta servendo tantissimo perché ho l’opportunità di imparare tanto. Ma penso sia normale che ci sia la voglia di tornare a decidere in prima persona. Avrò modo di farlo a Pistoia? Sarebbe un sogno però vediamo cosa succederà».


