Abbri e Chetoni sulla salvezza del Basket Team 87 in Promozione: «Bravi a non mollare nelle difficoltà»

Dopo la salvezza conquistata sabato scorso nel campionato di basket Promozione, abbiamo parlato con il coach Francesco Abbri e con Tommaso Chetoni del Basket Team ’87 della loro difficile annata e di come abbiano raggiunto (insieme) un traguardo che sembrava insperato

Se glielo aveste detto qualche mese fa, probabilmente anche loro non ci avrebbero creduto. Costretti a vagare per Pistoia dopo la chiusura dell’Auditorium per fare almeno due ore di allenamento, i ragazzi (e il coach) del Basket Team ’87 hanno centrato una salvezza nel campionato di Promozione grazie ad una grande determinazione e una grande voglia di rivalsa. Elementi che hanno messo in campo, tra gli altri, nelle due gare contro Brb Montecatini giocate la scorsa settimana.

«Anche in questo finale di stagione ci siamo allenati poco e in una piccola palestra dove era difficile provare qualsiasi tipo di schema – commenta coach Francesco Abbri. Ai playout abbiamo trovato Montecatini che, secondo me, è una squadra a cui ci accoppiavamo bene e siamo stati bravi ad ottenere il risultato cercato. Sono state due partite tra di loro simili: sia in gara 1 che in gara 2 loro sono partiti meglio e sono andati avanti all’intervallo lungo, ma anche noi abbiamo risposto bene in entrambe le occasioni. All’andata abbiamo fatto un parziale di 31-14 nel terzo quarto, chiudendolo avanti di 13, anche se poi la frenesia ci ha fatto perdere un po’ di lucidità e abbiamo subito il canestro del pareggio nei secondi finali, il che ci ha portato ai supplementari. Nella partita di ritorno i nostri ospiti sono stati bravi perché ci hanno costretto a giocare male nei primi due quarti; dopo loro hanno calato di intensità e ne siamo venuti fuori, giocandocela punto a punto fino alla fine».

«Una salvezza che per l’annata che abbiamo avuto non era per niente scontata, anzi – prosegue l’allenatore – c’è stato molto nervosismo all’interno dello spogliatoio, dovuto alla mancanza di una palestra ufficiale. Tuttavia in questo finale di stagione ci siamo ricompattati e abbiamo centrato l’obiettivo, anche se sono sicuro che se avessimo avuto la possibilità di allenarci seriamente avremmo fatto tutt’altro campionato».

Dello stesso pensiero è anche Tommaso Chetoni, uno degli uomini su cui coach Abbri ha potuto sempre contare in questa stagione: «E’ stato un anno veramente difficile: fin da metà novembre ci hanno chiuso l’Auditorium, la nostra casa, il che ci ha portato a girovagare per vari spazi della provincia, costringendoci alle volte a non allenarci per una settimana intera. Siamo poi riusciti a trovare una parziale soluzione con la palestra Michelucci, che però è molto piccola e dotata di un campo non regolamentare (era diventato difficile anche fare un banalissimo 5 contro 5). Molte volte ci siamo presentati alle partite con zero allenamenti settimanali nelle gambe, offrendo agli spettatori sempre la solita trama: i primi due quarti riuscivamo a tenere, ma poi con il prolungarsi del gioco l’energia e il fiato venivano meno e finivamo sempre per uscire sconfitti. Al termine della stagione regolare con i miei compagni ci siamo guardati negli occhi e ci siamo convinti di poter raggiungere un traguardo che tutti consideravano inarrivabile. Le sconfitte avevano portato il gruppo a sfaldarsi e a creare inevitabili nervosismi interni, ma abbiamo gettato il cuore oltre l’ostacolo, ci siamo ricompattati nel momento decisivo e abbiamo vinto le partite più importanti dell’anno, mettendo in campo una voglia e una grinta indescrivibile».

Una soddisfazione del gruppo ma anche personale, visto che Chetoni si è caricato la squadra sulle spalle nei momenti cruciali: «Fortunatamente in questa stagione sono riuscito a tornare a giocare come volevo e come speravo, dopo annate tribolate dovute anche ad un infortunio che non ne voleva sapere di risolversi. In queste ultime due partite, a dire il vero, non ero partito benissimo, commettendo in entrambe 2 o 3 errori banali dovuti alla tensione. Con il passare dei minuti però mi sono sciolto, ho trovato la via del canestro e ho acquistato sempre più fiducia. Rimane il fatto che queste due vittorie sono arrivate grazie al gioco di squadra e non alle giocate di un singolo: tutti abbiamo alzato il nostro livello, la nostra concentrazione sia in fase difensiva che offensiva, abbiamo fatto girare bene la palla e trovato soluzioni vantaggiose. Sono state due vittorie più che mai di squadra e devo ringraziare per questo tutti i miei compagni, anche quelli che hanno avuto meno spazio».

Virginia Bagni
Virginia Bagni
Laureata in Scienze Umanistiche per la Comunicazione all'Università di Firenze, è cresciuta con il biberon in una mano e il pallone nell'altra. Amante dello sport in tutte le sue sfaccettature, pratica da sempre la pallavolo ma nutre anche una passione viscerale per la palla a spicchi.

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