È scomparso all’età di 87 anni Romano Pazzini, centravanti che negli anni ’50 e ’60 ha vestito le maglie di Monsummano e Pistoiese
Lo vogliamo ricordare così, con quella espressione “meleggiatrice “ stampata sul volto solo all’apparenza burbero, la camminata classica del giocatore che ha preso tanti calci in campo e qualcuno anche nella vita. Li ha comunque restituiti con gli interessi ai rispettivi marcatori, trovando sempre la forza di rialzarsi. Questo e molto altro era Romano Pazzini, scomparso alla soglia delle 87 primavere, uomo dai principi sani e dai modi schietti, innamorato della vita, della famiglia e del football esemplare nel prendere le vicissitudini del quotidiano nella maniera giusta.
Monsummanese doc, figlio della Valdinievole del dopoguerra e del seguente boom industriale, divenne ben presto il beniamino della caliente tifoseria amaranto segnando gol a raffica e mettendosi al servizio dei compagni con umiltà e spirito di sacrificio. Centravanti muscolare e potente, mortifero nel colpo di testa, non possedeva piedi vellutati ma “sentiva” la porta, come uno squalo ravvisa l’odore del sangue a chilometri di distanza, grazie all’innato fiuto del gol, affinato grazie gli insegnamenti del suo mentore Dino “Penia “ Incerpi e quindi trasmesso poi per via cromosomica a due dei tre figli.
La ambiziosa Pistoiese punta sui suoi servigi e sulle sue reti nella ormai lontana stagione 1958-59 in quarta serie e lui ripaga la fiducia del sodalizio arancione firmando le bellezza di 27 gol. Sposa la bella Manuela e mette su famiglia. Nascono Patrizio, Federico e Giampaolo, fuoriclasse assoluto. Appese le scarpe al chiodo è stato un ottimo istruttore a livello di settore giovanile. Ma tuttavia il suo ruolo più bello non può che essere quello di buon padre di famiglia, insuperabile nel tener botta e superare le numerose vicissitudini che l’esistenza mette sul cammino di tutti noi, tenendo unito e coeso il gruppo non con le parole ma con l’esempio. L’ultimo saluto domani nella chiesa di Sant’Antonio a Montecatini.


