Aglianese, parla Fossati: «Giudizio sull’annata? Dispendiosa e complicata»

Il presidente Fossati tra presente e futuro dell’Aglianese: «Pronti ad un restyling dirigenziale. Interesse per la Pistoiese? Smentisco»

Tra proclami iniziali, cambiamenti in corso d’opera e una continuità di risultati mai realmente trovata, la stagione dell’Aglianese sta per volgere al termine. Adesso, sfumati gli obiettivi più golosi, ai neroverdi non resta altro che onorare il campionato cercando di concludere quest’ultimo nel migliore dei modi (sulla scia di quanto fatto nell’ultimo turno con la Sammaurese). Per fare un punto generale sul momento della squadra e su ciò che la attende in futuro abbiamo allora deciso di intervistare il numero uno del club, il presidente Fabio Fossati.

«INDIVIDUATI I COLPEVOLI»

L’analisi del “patron” neroverde non può che iniziare ripercorrendo i passi falsi che, prima della ritrovata vittoria con la Sammaurese, hanno portato l’Aglianese ad abbandonare qualsiasi sogno di gloria. «È vero, prima di domenica scorsa venivamo da un momento in cui non avevamo fatto bene – apre Fossati -, però va detto anche che le squadre affrontate era tutte molto forti, con una classifica migliore della nostra. Fra queste sconfitte, a mio modo di vedere, quella che lascia maggiormente l’amaro in bocca è quella col Sangiuliano City, in cui non abbiamo espresso il bel gioco che solitamente ci contraddistingue». 

Giunti quasi alla fine, come definirebbe Fossati questa sua prima stagione in qualità di presidente dell’Aglianese? «Dispendiosa e complicata – spiega lui -, anche se alla fine mi è servita a comprendere alcuni aspetti di questo mondo di cui sicuramente farò tesoro. Anche vedendo ciò che sta succedendo lato Pistoiese, di cui comunque sono dispiaciuto, posso dire che noi stiamo pagando regolarmente sia lo staff che i calciatori, coprendo parallelamente anche i debiti lasciati dalla precedente società. Stiamo adempiendo a tutte le obbligazioni nei tempi corretti, quindi da questo punto di vista le cose procedono nel verso giusto. Sono orgoglioso poiché la stragrande maggioranza dei fondi provengono direttamente da me…gli sponsor sono stati infatti veramente limitati, da questi ultimi avremo ricavato un sessanta/settanta mila euro, a fronte di una spesa che ad oggi si avvicina al milione». 

Non scordiamoci però che ad inizio stagione l’obiettivo dichiarato dal club era stato quello di provare a centrare la Serie C. Cos’è, in tal senso, che non ha funzionato? «Sicuramente ha influito il fatto che questo fosse il primo anno di un nuovo corso, abbiamo peccato un po’ di inesperienza. Bisogna inoltre tener conto degli errori fatti durante la campagna acquisti estivi. Non a caso al momento – rivela Fossati -, dei dirigenti che in estate mi affiancavano, nessuno fa più parte della società. Ritengo infatti di aver individuato i colpevoli, coloro che mi hanno fatto spendere tanti soldi senza però riuscire ad allestire una squadra all’altezza della categoria. I giocatori arrivati avevano tutti un certo status e una determinata nomea, per carità, ma evidentemente non erano quelli giusti per vincere un campionato come la Serie D. I risultati, in tal senso, parlano chiaro…alla fine del girone d’andata eravamo in zona play out».

«SU PISTOIESE E BELLUCCI DICO CHE…»

E proprio a proposito della Pistoiese, con sempre maggior insistenza si sta spargendo la voce di un possibile interessamento della dirigenza neroverde nei confronti dell’Olandesina. La risposta del presidente Fossati, però, fuga ogni dubbio. «Ad essere sinceri non ho letto né sentito niente a riguardo, apprendo ora queste voci. Posso dire però che al momento non sono interessato ad un’eventuale acquisizione o fusione con la Pistoiese, anche perché credo non ci siano i giusti presupposti. Manifestai un’interesse in estate, ma quest’ultimo fu respinto al mittente; da lì, quindi, non ci sono stati più contatti. Adesso io sono ad Agliana, mi trovo bene ad Agliana e, dunque, resto ad Agliana. Inoltre non dimentico certo i fatti accaduti nel derby – sottolinea l’imprenditore calenzanese -, in occasione del quale fui aggredito da alcuni tifosi orange. Sono rimasto molto turbato da quel fatto, anche perché non vedo il motivo per cui ci debba essere una rivalità così marcata fra le due squadre». 

Appurata la volontà di restare ad Agliana, è lecito allora domandarsi che volto avrà la squadra l’anno prossimo. «Non è il momento di parlarne – spiega il numero uno del club -, finito il campionato penseremo ad allestire il nuovo staff dirigenziale per la prossima stagione. Sicuramente quest’annata mi ha fatto capire che non è tanto quanto spendi che fa la differenza, quanto più come investi le tue risorse. Questo dovrà essere il nostro diktat. Se la prossima stagione l’Aglianese sarà al “Bellucci”? Assolutamente sì. Ho già incontrato il sindaco Benesperi trovando un accordo in merito. La società Olmi, inoltre, ha sistemato egregiamente il campo. In tal senso, ora tutto è in armonia, non c’è alcun problema». 

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