Quello di capitan Agnorelli, difensore ex Monsummano, non è il primo addio in casa Aglianese. Possibile rivoluzione in vista?
Il mercato invernale di solito non si porta dietro ribaltamenti al pari di quello estivo, ma l’AM Aglianese sembra voler fare un’eccezione. Dopo le uscite di Vannucci e Betti si aggiunge anche Iury Agnorelli, di mestiere difensore centrale e tra i più presenti quest’anno tra le fila neroverdi. E non è escluso che a breve possano arrivare anche altre partenze.
UNA SCELTA CONDIVISA
«Andare via dall’Aglianese è stata una scelta di comune accordo tra me e la dirigenza. Entrambe le parti non sentivano più la fiducia di inizio stagione e fare un passo indietro già ora è sembrata l’idea migliore. Ammetto però che, nonostante tutto, avrei preferito aspettare i primi annunci di mercato prima di salutare definitivamente. L’ultima parola l’ha avuta la società, ma direi che va bene così. Questo addio non inficia i buoni rapporti tra me e le persone con cui ho avuto a che fare nei mesi precedenti. Auguro all’Aglianese di far bene e faccio un grande in bocca al lupo a mister Matteoni. Negli ultimi tre anni e mezzo siamo stati sempre fianco a fianco e lo apprezzo molto. Futuro? A dicembre non è mai facile trovare squadra, ne sono consapevole. Durante questi giorni di attesa continuerò ad allenarmi da solo, sperando che il telefono squilli presto. L’ideale sarebbe tornare in Promozione, ma se dovesse arrivare un progetto valido dalla Prima non lo escluderei, anzi».
GRANDI ASPETTATIVE, SCARSI RISULTATI
«L’Aglianese quest’estate partiva con un progetto molto ambizioso, ma ora è dura pensare di poter arrivare tra le prime del girone. La crisi di risultati è arrivata dopo la brutta batosta con lo Jolo, è vero, ma non penso che quella sconfitta ne sia stata la causa scatenante. Io sono molto obbiettivo e posso dirti che loro sono stati nettamente più forti di noi e che hanno vinto con merito. Ovviamente sbloccarla con un missile da trenta metri dopo dieci minuti aiuta, ma hanno giocato bene dall’inizio alla fine. Magari non vinceranno il campionato, ma sicuramente se la giocheranno fino alla fine. A mio avviso la partita che ha dato il via alla crisi è stata quella col Maliseti Seano: erano ultimi e dovevamo vincere. Che obiettivi si darà ora l’Aglianese? Nel calcio la cosa più determinante sono i giocatori con cui scendi in campo. Io penso che almeno ai playoff vogliano arrivarci, ma molto dipende dai prossimi acquisti che faranno. Con la rosa attuale non potevi puntare molto in alto: nell’ultimo mese e mezzo l’attacco è stato rimaneggiato troppo, e i risultati si sono visti».
RIVOLUZIONE IN CORSO?
«Sinceramente non so quanti altri cambiamenti ci siano in programma. A gennaio non è mai facile fare acquisti, anche perché l’attuale classifica di certo non aiuta. L’Aglianese ha tuttavia una storia importante e questo sicuramente aiuta nel fare mercato. Al momento hanno fatto svariate cessioni, ma secondo me più che di vendere c’era bisogno di acquistare. Problemi all’interno dello spogliatoio? Sì, qualcosa c’è stato, ma preferisco non entrare troppo nel merito. Diciamo che amalgamare una squadra costruita da zero non è semplice. C’erano tantissimi giocatori d’esperienza e ognuno, anche in base alla carriera fatta, vede le cose a modo suo. Non tutti hanno la stessa mentalità e a volte è difficile convivere con chi non la pensa come te. A causa di ciò, secondo me, sono nate tutte le difficoltà avute in seguito».



