L’Aglianese ha mancato la promozione e ha dovuto rinunciare al ripescaggio in Serie C. Ripercorriamo le tappe del campionato dei neroverdi
Col successo nella finale playoff contro il Lentigione del 27 giugno è terminata ufficialmente la stagione dell’Aglianese. Un campionato lunghissimo, iniziato a fine settembre e protrattosi per oltre nove mesi: se non è un record poco ci manca. La formazione neroverde è riuscita a centrare l’obiettivo della conquista dei playoff dopo aver condotto la classifica per quasi tutto l’anno e mancato la promozione diretta a vantaggio del Fiorenzuola. L’Aglianese è stata quindi inserita in graduatoria per un eventuale ripescaggio in Serie C ma ha dovuto rinunciare a fare domanda per alcuni problemi di agibilità dello stadio “Bellucci”, non risolvibili nel poco tempo messo a disposizione dalla Figc per la presentazione della domanda d’iscrizione. Ripercorriamo la cronologia della stagione dell’Aglianese, molto positiva a prescindere dal mancato passaggio di categoria.
UN ARSENALE PER COLOMBINI
Dopo aver destato buone impressioni nello scorcio di stagione 2019/20, Francesco Colombini viene confermato sulla panchina neroverde. La società porta a termine un mercato faraonico con tanti acquisti da categoria superiore come Bellazzini, Brega, Colombini e Kouko. Ai nastri di partenza quindi l’Aglianese è data dagli addetti ai lavori tra le favorite insieme a Rimini e Prato, due squadre che saranno poi le grandi deluse della stagione. I neroverdi iniziano sulle ali dell’entusiasmo e seppur con qualche sosta legata ai casi di Covid raccolgono sei vittorie consecutive. La pesante sconfitta col Fiorenzuola non frena l’entusiasmo della squadra che chiude il 2020 con un largo successo ai danni della Correggese. L’Aglianese termina il 2020 in vetta alla classifica e nell’ambiente neroverde si inizia a fare più di un pensiero alla vittoria del campionato.
PRIMA LA FESTA POI IL CALO
Con l’arrivo del nuovo anno e il passare delle settimane arrivano i primi passi falsi e scricchiolii in fase difensiva. I 2-2 con Progresso e Real Forte Querceta e soprattutto lo 0-0 casalingo col fanalino di coda Corticella fanno perdere terreno all’Aglianese, braccata da Pro Livorno e Fiorenzuola. Nel mese di febbraio la squadra riacquista fiducia grazie a due vittorie fondamentali e convincenti contro Prato e Pro Livorno e si laurea campione d’inverno con cinque punti di vantaggio sugli emiliani e otto sulla formazione labronica. A marzo la squadra va incontro ad una crisi di risultati e dopo appena un successo e tre pareggi in cinque partite ne fa la spese il tecnico Colombini, esonerato il 29 marzo all’indomani del pareggio col Rimini. Al suo posto viene promosso il vice Matteo Capecchi.
SVOLTA TECNICA E CARATTERIALE
Capecchi esordisce con una disfatta a San Mauro Pascoli e in vista dello scontro diretto col Fiorenzuola decide di cambiare modulo di gioco. Niente più difesa a quattro ma cinque difensori per dare più equilibrio e solidità al reparto arretrato. L’Aglianese vince il big match per 1-0 grazie al gol di Brega e alla 25° giornata riconquista la vetta del girone. La squadra neroverde recupera fiducia e infila altre tre vittorie consecutive staccando di due punti l’inseguitrice. A metà maggio arriva un passo falso inaspettato: al “Bellucci” passa il Ghiviborgo di Simone Venturi, in piena bagarre per la salvezza. Il Fiorenzuola non sbaglia e ne approfitta per accorciare le distanze. Il 2 giugno però i rossoneri impattano nel recupero con la Correggese consentendo all’Aglianese di rimanere in testa al campionato a quattro giornate dalla fine.
FINALE THRILLING
I neroverdi passano indenni i primi due impegni, seppur con non poche difficoltà. 1-0 al Lentigione firmato Giordani in pieno recupero e stesso risultato contro il Mezzolara targato Brega. L’Aglianese arriva al derby col Prato con il destino nelle proprie mani: serve una vittoria per difendere il primato. Dopo un gol per parte in neanche dieci minuti i neroverdi prendono il controllo delle operazioni ma non riescono proprio a segnare. Al 90′ arriva la doccia fredda con la rete di Falchini che gela il “Bellucci”. Il Fiorenzuola non sbaglia e un turno dalla fine del campionato guadagna il comando del girone. L’Aglianese vince l’ultimo atto a Livorno ma lo stesso fa il Fiorenzuola a Sasso Marconi: la Serie C è dei rossoneri. Gli uomini di Capecchi non si scoraggiano e conquistano i playoff con due belle vittorie casalinghe ai danni di Rimini e Lentigione.
ILLUSIONE MOMENTANEA
Grazie al successo nella post-season l’Aglianese si candida in pole position per un eventuale ripescaggio in Serie C. L’ambiente ci crede e la mancata iscrizione del Gozzano pare spalancare la strada ai neroverdi. Sorgono però alcuni problemi relativi all’impiantistica, legati anche all’impossibilità di chiedere una deroga per giocare in un altro stadio. Spunta anche l’ipotesi di una possibile fusione tra Pistoiese e Aglianese, con tanto di contatti tra il sindaco pistoiese Tomasi e il presidente neroverde Giusti. Dopo giorni di rumors e congetture Giusti esce allo scoperto dichiarando di non voler rilevare le quote della Pistoiese e di aver intenzione di rimanere ad Agliana in Serie D per fare un campionato da protagonista.
UNO SGUARDO AL PROSSIMO FUTURO
Finisce così il sogno Serie C dell’Aglianese. I neroverdi affronteranno nuovamente la massima serie dilettantistica, categoria che il prossimo anno accoglierà moltissime nobili decadute. Le retrocesse Pistoiese, Lucchese e Arezzo su tutte ma anche altri team blasonati come Prato e Siena. In Serie D saranno ben 19 le formazioni toscane ai blocchi di partenza, anche se probabilmente verranno collocate in due gironi separati. Certamente stuzzica molto l’idea di avere Pistoiese e Aglianese nello stesso girone, soprattutto alla luce degli ipotizzati sviluppi societari sopra citati. Ancora è presto per parlare di composizione dei raggruppamenti ma una cosa è già certa ad oggi. Il prossimo anno di dilettantistico in Serie D ci sarà ben poco.




