L’anno del centenario è stato transitorio per l’Aglianese, tra cambi di proprietà e un via vai di giocatori che ha portato pochi risultati
Non è facile racchiudere in qualche centinaio di battute il 2023 dell’Aglianese. Un anno in cui il club neroverde ha vissuto molti cambiamenti, in campo e fuori, ma che alla sua conclusione lascia in bocca un sapore che non va oltre quello di un brodino insipido, che forse sazia ma che sicuramente non soddisfa a pieno. L’annata che va in archivio è stata per l’Aglianese quella dei cento anni dalla nascita (datata appunto 1923) ma sinceramente quanti di voi lo sapevano? Crediamo e temiamo in pochi, visto che il club non ha fatto praticamente niente per celebrare una ricorrenza comunque storica e, a nostro modo di vedere, meritevole di essere ricordata.
TANTI CAMBIAMENTI
Un’attenuante, seppur parziale, è che in dodici mesi dirigenza e società neroverde hanno avuto ben altro a cui pensare, tra passaggi di proprietà, diatribe sui campi da gioco e una continua compravendita di giocatori che non ha agevolato sicuramente il rendimento sul rettangolo verde. Ma andiamo con ordine. Capitolo proprietà: fino a luglio l’Aglianese ha avuto come presidente Angelo Perriello, che nella stagione 22/23 ha portato il club ad una salvezza tranquilla per poi decidere di mettere in vendita la società. E così, dopo qualche trattativa sfumata e un’incertezza che cominciava a prendere sempre più piede, si è fatto avanti Fabio Fossati con la sua Af Costruzioni, che pochi giorni prima aveva tentato di rilevare anche la Pistoiese. La nuova proprietà ha messo a disposizione un budget importante, ma allo stato attuale l’Aglianese è invischiata nella zona playout, ben lontana dagli obiettivi di inizio anno.
POCHE VITTORIE
Anche in ambito prettamente sportivo il 2023 neroverde non può considerarsi dei più felici. Su un totale di 38 partite l’Aglianese ne ha vinte appena dieci, quattro nel girone di ritorno dello scorso campionato e sei, coppa compresa, nella stagione in corso. Naturalmente è giusto sottolineare le differenze: se nel 22/23 la squadra era di fatto già salva, e i quattro successi servirono a certificare la permanenza in categoria, in questa stagione era lecito attendersi ben altro ruolino di marcia. I proclami estivi hanno infatti lasciato spazio a difficoltà su difficoltà, senza che la banda neroverde riuscisse a spiccare definitivamente il volo. Nelle prime diciassette giornate di campionato, in cui per altro abbiamo assistito ad un cambio in panchina (da Maraia al Baiano bis), è mancata soprattutto la continuità, dato che troppo spesso a prestazioni convincenti si sono alternati passi falsi evitabilissimi.
Al netto degli obiettivi sbandierati dalla società, è fuori discussione che la rosa neroverde fosse ai nastri di partenza una delle più forti dell’intero girone, portando gli stessi addetti ai lavori ad indicarla come possibile favorita per la vittoria finale. Se la difesa, composta da tre mostri sacri come Pupeschi, Iacoponi e Viscomi, raramente ha fatto acqua, non si può dire lo stesso di centrocampo e, soprattutto, attacco. In varie circostanze il reparto mediano, non a caso ritoccato parecchio con gli arrivi di Grilli e Remedi, è apparso troppo distante da quello offensivo, che parallelamente non ha quasi mai dato tenuto fede a quelle che erano le aspettative. Del miglior Gabbianelli non c’è stato traccia, idem per quel che riguarda Bocalon, un leone in gabbia che non è praticamente mai riuscito a ruggire.
POLEMICHE E FUTURO
Il 2023 sarà ricordato anche per i dialoghi col sindaco Luca Benesperi sul manto erboso del “Bellucci”. Tante volte la dirigenza neroverde ha dichiarato di «non sentirsi a casa», facendo però molta fatica a trovare un altro campo in cui giocare. Il tutto scoppiò ad inizio novembre, nel post-partita di Aglianese-Ravenna, quando il direttore operativo Taccola e il presidente Fossati scoprirono le carte rivelando la concreta possibilità di assistere ad una migrazione, a livello di stadio. A tali scoppiettanti dichiarazioni fecero eco quelle altrettanto focose del sindaco, che non perse tempo replicando in maniera puntuale alla dirigenza aglianese.
Quando però tutto sembrava destinato ad un epilogo conflittuale, ecco che il tempo e la diplomazia hanno apparentemente sistemato le cose, con entrambe le parti dichiaratesi «aperte al dialogo». Impossibile non citare anche la bocciatura, da parte del Comune di Pistoia, della richiesta dell’Aglianese di poter giocare al “Melani”, con il documento dell’ufficio promozione sportiva a sancire di fatto la fine della vicenda (almeno per il momento).
Alla luce di tutto questo, dunque, cosa c’è nel futuro dell’Aglianese? Il 2024 dei neroverdi dovrà certamente essere diverso dall’anno che sta per concludersi, e siamo certi che tale pensiero sia condiviso anche dalla stessa dirigenza. Le ultime notizie vedono infatti la società impegnata nel tentativo di sistemare la rosa a disposizione di Baiano, in modo che quest’ultimo – lato campo – possa cominciare un nuovo percorso vincente. I presupposti per farlo, come del resto in estate, ci sono anche adesso, vista soprattutto la classifica corta e l’assenza di una vera e propria ammazza-campionato. Certo, dovranno cambiare alcune cose e, senza dubbio, il cammino, di domenica in domenica, dovrà diventare netto e senza inciampi. Se Iacoponi e compagni ci riusciranno, l’anno che sta per iniziare potrebbe essere ricco di soddisfazioni.



