Agostiniani, mister del Quarrata, analizza le ultime settimane negative in casa giallorossa: «Siamo partiti male, ma ora voglio la rinascita»
La vittoria all’esordio contro il Grassina, 5 ko consecutivi e il sorriso ritrovato con l’Antella: questo -per adesso- il percorso del Quarrata nel girone B di Promozione. Sicuramente non l’avvio che ci si aspettava, soprattutto da una squadra che l’anno scorso aveva fatto vedere ottime cose. Ora, però, i 3 punti ottenuti nell’ultimo turno devono servire come punto di partenza per iniziare una “nuova stagione”. Riccardo Agostiniani, esperto condottiero dei giallorossi, ci ha raccontato dell’importanza di quest’ultimo successo, dei motivi della crisi e di come uscirne definitivamente. Mettetevi comodi.
RIPARTENZA
Mister partiamo dalla partita vinta contro l’Antella, cosa è cambiato rispetto alle precedenti uscite?
«Lunedì, dopo la sconfitta del “Raciti” contro l’Affrico, ho chiesto un confronto con la società e il gruppo squadra. In tanti anni di carriera non avevo mai perso 5 partite di seguito in campionato e quindi mi sembrava corretto fare un’analisi di ciò che non stava andando. L’incontro è stato estremamente positivo, sia per quanto riguarda il dialogo con i dirigenti -che sono persone favolose-, sia per quello con i giocatori -che mi hanno dato risposte importanti-. In settimana, infatti, ho visto uno spirito diverso negli occhi di tutti, e penso sia stato anche per questo se poi siamo riusciti a tornare alla vittoria contro l’Antella. Abbiamo fatto vedere quanto sia sano e unito il nostro gruppo, dando una risposta importante sul campo».
Quanto conta aver ottenuto nuovamente i 3 punti?
«Tantissimo, per noi è stata un’iniezione di fiducia. Anche perché comunque nel finale, in cui l’Antella ha segnato 2 goal, non nego che è subentrato in tutti un po’ di timore. Quando vieni da una serie di risultati negativi, infatti, perdi anche la consapevolezza nei propri mezzi, e quindi, anche se eravamo partiti benissimo mettendo a segno 3 reti, negli ultimi minuti ci siamo complicati la vita. Ad ogni modo è andata bene e sono molto contento -spiega Agostiniani-, per il Quarrata questo dev’essere una sorta di nuovo inizio. Non scordiamoci infatti che l’Antella era un’avversario tutt’altro che facile: i biancoblu erano ancora imbattuti e avevano subito un solo goal in 6 partite. Questi dati ci danno la dimensione del successo ottenuto».
DENTRO LA CRISI
Facciamo un passo indietro: il bilancio delle partite precedenti non può essere che negativo, da cosa sono dipesi questi risultati?
«Da una serie di fattori che, unendosi, ci hanno impedito di performare al nostro livello. Prima di tutto nel mese di ottobre c’è stato un problema logistico che ci ha portato a girare 6 campi di allenamento. Abbiamo iniziato ad Agliana, successivamente siamo andati a Mollungo, poi a Casini e quindi a Montemagno. Qualche sessione è stata fatta anche nel nostro sussidiario e infine, l’ultima settimana, l’abbiamo trascorsa sul campo dell’Olimpia Quarrata. Oltre a questo, a mio parere, c’è da considerare anche il cambio pelle che la formazione ha effettuato in estate. Probabilmente, dopo il cambio strutturale della rosa, non abbiamo immediatamente trovato la quadra e questo ci ha rallentato».
Magari la squadra si è un po’ adagiata sugli allori dopo la straordinaria stagione dell’anno scorso?
«Può essere. Effettivamente ciò che abbiamo fatto nello scorso campionato è stato incredibile, ma adesso l’unica cosa che conta è il presente. Fin dal primo giorno di ritiro ho cercato di sottolineare il fatto che dovessimo resettare tutto, iniziando da zero un nuovo campionato. Nel calcio la cosa più difficile è ripetersi, e probabilmente aver vinto anche la prima partita del campionato ci ha dato l’illusione che fosse tutto in discesa. Invece ovviamente non è così, per quanto uno abbiamo fatto in passato bisogna sempre ridimostrare il proprio valore in allenamento e in partita. Siamo forti e questo è innegabile, forse però inconsciamente questa consapevolezza ci ha un po’ danneggiati».
PAROLA D’ORDINE: CONTINUITÀ
Poi comunque i club fiorentini si sono rivelati ossi duri…
«Esattamente, anche l’Antella è un’ottima squadra. Loro, ad esempio, hanno una grande potenza economica e per questo costruiscono sempre formazioni forti. In generale il livello è alto -ammette Riccardo Agostiniani-, al pari del girone A però. Infatti dal mio punto di vista siamo stati noi stessi a tirarci la zappa sui piedi, non ho visto tutto questo dislivello con gli avversari che finora abbiamo incontrato. Proprio per questo d’ora in poi dobbiamo cambiare mentalità e dar seguito alle cose positive mostrate nell’ultimo match».
E come si fa a farlo?
«Beh sicuramente parte tutto dalla testa, dobbiamo scioglierci e tornare a fare belle prestazioni come quelle a cui avevamo abituato i tifosi. Anche perché comunque la rosa è lunga e di livello. Contro l’Antella, ad esempio, ho provato a cambiare modulo varando verso un 4-4-2 con i due gemelli Bonfanti sulle fasce e la coppia Morelli–Del Bianco in attacco. Ovviamente è compito dell’allenatore capire se qualcosa a livello tattico non va e, di conseguenza, cambiare le carte in tavola. Certamente è stato un esperimento ben riuscito, ma in generale mi fido di tutti i miei giocatori, le rotazioni sono fondamentali. La vittoria durante il week end ci ha rafforzato il morale, adesso sta a noi dare continuità».



