Il fischietto pistoiese, alla luce delle ottime prestazioni in Serie C, è stato promosso nella nuova Commissione Arbitri Nazionale, Meraviglia arbitrerà in Serie B
Solamente qualche settimana dopo la presenza di Massimiliano Irrati al Var nella finale di Champions League, un’altra bella notizia arriva alla Sezione Aia di Pistoia. Sono state infatti ufficializzate le promozioni per la prossima stagione sportiva e su tutti spicca il nome di Francesco Meraviglia, promosso dal Can C al Can B. Non è però l’unica novità: pochi giorni fa è stata confermata l’unificazione del Can A col Can B, perciò i direttori di gara di Serie B potranno arrivare ad arbitrare anche nella massima serie. Un cambiamento importante, giunto a 10 anni di distanza dalla separazione dei due collegi arbitrali.
«Per noi è una bellissima notizia – dichiara il presidente della sezione pistoiese Massimo Doni – che conferma ancora una volta la qualità del nostro lavoro. Avremo due arbitri (Meraviglia e Irrati, ndr) che dirigeranno ai massimi livelli nazionali, porteranno la loro esperienza in sezione ed aiuteranno i giovani a crescere».
«L’unificazione delle due commissioni arbitrali è una scelta che approvo, ora gli arbitri di Serie B avranno modo di lavorare a stretto contatto con quelli di Serie A. Un unico gruppo consente un maggior scambio di consigli e indicazioni e prepara meglio i fischietti della serie cadetta al grande salto».
La carriera arbitrale di Meraviglia inizia nel 2006: «Francesco faceva il centravanti al Casalguidi – racconta Doni – finchè un giorno gli proposi di iniziare ad arbitrare. Dopo due giorni si presentò in sezione e intuii subito il suo potenziale. Nel 2016 è arrivato tra i professionisti e negli ultimi quattro anni ha sempre arbitrato match di cartello, per ultima la semifinale dei playoff tra Reggiana e Novara».
« La qualità principale di Francesco è la grande voglia di esser sempre vicino all’azione, ha una forte personalità e grazie a ciò è molto rispettato dai giocatori. È sempre sul pezzo e i calciatori gli riconoscono la capacità di essere parte integrante del gioco. In Serie A la differenza è data dalla grande professionalità dei giocatori, serve essere un atleta tra gli atleti».



