Alla guida del club piacentino rivelazione del girone il coach livornese ed ex Montecatini Federico Campanella, “allievo” di Paolo Moretti
Se si è di Livorno e si vuol fare l’allenatore di pallacanestro, di modelli a cui ispirarsi c’è l’imbarazzo della scelta. Tra i labronici di nascita e quelli d’adozione, si sprecano i tecnici dall’illustre carriera nel baloncesto. Da “Cacco” Benvenuti e “Dado” Lombardi a Walter De Raffaele. Passando per Luca Banchi, Sandro Dell’Agnello, Alessandro Ramagli, Luca Bechi, Andrea Diana e così via. Fino ad arrivare alle generazioni più giovani, tra le quali spicca il nome di Federico Campanella. Classe 1980, carisma e risolutezza da vendere, dopo una dozzina di stagioni da capoallenatore in serie B (di cui due a Montecatini) l’anno scorso si è aggiudicato la promozione in A2 con la sua Bakery Piacenza. La dirigenza non se lo è fatto scappare, scegliendolo anche per la missione salvezza al piano di sopra.
Il club neopromosso occupa attualmente la nona posizione del girone verde a 10 punti, abbondantemente fuori dalla zona a rischio retrocessione diretta e a due punti di distanza anche dai playout. Risultati che oltre ad incoraggiare squadra e piazza, riflettono la scorza e la dedizione di coach Campanella. Sabato sera la Bakery sarà di scena al PalaCarrara, dove farà visita ad un Pistoia Basket fino a qui superlativo, seppur con Wheatle e Divac che rischiano di rimanere di nuovo ai box. Una gara da non sottovalutare per la GTG, con la sconfitta interna subita da Orzinuovi a fare da monito. A maggior ragione visto il carattere degli avversari di turno, sempre pronti a dar battaglia motivati dal loro condottiero.
LA RIVELAZIONE BAKERY
La sinergia tra coach e giocatori ha infatti portato la formazione piacentina ad invertire l’amaro trend con cui aveva cominciato la stagione. E così nelle ultime quattro gare prima della sosta sono arrivate tre vittorie, con lo scalpo esterno alla capolista Cantù e il ko inflitto ad una JB Monferrato reduce da sette successi consecutivi. L’unica sconfitta è quella con Capo d’Orlando, ma di un solo punto e all’ultimo secondo. «Nell’ultimo mese anche gli stessi giocatori si sono resi conto che il lavoro che facciamo in campo ma anche sulla nostra mentalità c’ha fatto migliorare a vista d’occhio. Siamo diventati più aggressivi nell’approccio alle gare – commenta soddisfatto Campanella – abbiamo alzato intensità e qualità della nostra difesa e i risultati si son visti».
Tuttavia rientrando dalla pausa festiva diversi casi di positività ravvicinati hanno impattato negativamente sulla serenità degli emiliani. «Eravamo in un ottimo momento, poi siamo andati in emergenza di organico. Domenica abbiamo giocato il derby in sei, senza playmaker (Bonacini, nda). Adesso qualche giocatore è uscito dalla quarantena ma le condizioni fisiche generali non sono così buone. Bisogna stare attenti a non spremerli troppo, altrimenti si rischia di andare incontro ad infortuni». Ciononostante, l’allenatore esploso a Cecina guarda all’immediato futuro con ottimismo e voglia di non accontentarsi. «Per noi vedo ancora tanti margini di miglioramento. Considerando che siamo al giro di boa, penso e spero che di qui a maggio la squadra possa crescere ancora molto».
FRONTEGGIARE IL PISTOIA BASKET
Defezioni a parte, Raivio, Morse e compagni non arriveranno a Pistoia in gita turistica. «Cercheremo di approcciare la gara nel migliore dei modi – prosegue il loro coach – perché sappiamo che Pistoia gioca ad altissima intensità, specialmente in casa. Hanno una difesa che a metà campo è la più solida del girone assieme a quella di Udine. Dovremo farci trovare preparati se vorremo dar noia ad un top team del genere, che non solo è ai vertici della classifica ma che tra l’altro ha conquistato l’unico trofeo extra campionato finora in palio. Per noi neopromossi confrontarci in trasferta con un club rimasto per anni in serie A1 è una prova importante – soppesa – che significa misurarsi con i grandi».
La gara d’andata funge da buon auspicio in termini di godibilità e spettacolo. Poco più di tre mesi fa Al PalaBakery finì 70-75, con il cinismo dei pistoiesi a indirizzare una contesa in equilibrio per trenotto minuti. «Fu davvero una bella partita! Vinsero nell’ultimo minuto e quaranta grazie alla loro maggiore lucidità e abitudine a quel tipo di partite. Mi viene in mente il canestro da tre di Wheatle, che non è conosciuto come tiratore puro ma che fa sempre la cosa giusta al momento giusto. O anche tutto ciò che non va nelle statistiche – prosegue il livornese (tra l’altro concittadino e compagno di squadra del vice della GTG Luca Angella nelle giovanili) passato anche dalla Mens Sana Siena – come la difesa in uscita blocchi di Saccaggi per non far ricevere il nostro miglior giocatore attaccante. Tutte quelle piccole cose che fanno le squadre forti nei momenti clou della partita».
Insomma, la “recensione” che il prossimo avversario di Nicola Brienza fa nei confronti del Pistoia Basket è assai positiva. «Li vedo molto solidi. Ora c’è un po’ l’incognita di aver cambiato l’americano, Johnson dava tanta qualità e talento offensivo però penso che l’identità marcatamente difensiva della squadra possa legittimare l’ambizione di arrivare in fondo. Il roster è un bellissimo mix tra atleti affermati ed esperti e giovani di grandi speranze. Fanno un’ottima pallacanestro e grande merito va a coach Brienza, perciò credo che possano arrivare lontano» prevede l’ex Montecatini.
NOTE AMARCORD, TRA IL BIENNIO A MONTECATINI E IL MENTORE PAOLO MORETTI
Dal 2016 al 2018 Federico Campanella è stato appunto il timoniere del Montecatiniterme Basketball portandolo entrambe le volte ai playoff, la seconda stagione addirittura fino in semifinale. Un biennio, quello a tinte rossoblù, rimastogli nel cuore per vari motivi. «Sono ancora in contatto con dirigenti e tifosi di Montecatini, con cui ho un bellissimo rapporto. Ho vissuto due anni meravigliosi, sia in campo che fuori. Sono contento ed onorato che mi venga riconosciuto di essere l’allenatore che ha scritto la storia del nuovo corso di Montecatini. Ho bellissimi ricordi».
Infine, c’è un link particolare che lega indirettamente il 41enne a Pistoia. Cioè, niente meno che un hall of famer biancorosso come Paolo Moretti. «A 24 anni sono stato l’assistente di Paolo a Livorno in A1, con Sandro Dell’Agnello vice. Da lui ho imparato tantissimo. In quel momento io stavo vivendo un sogno ad occhi aperti e lui è stato il mio primo capo allenatore e quindi il mio primo punto di riferimento. Fu bello anche ritrovarlo a Siena dopo aver allenato dieci anni in serie B, anche se poi non fu una parentesi felice a livello societario. Paolo a Pistoia ha fatto cose grandiose, vincendo anche il premio di miglior allenatore della serie A. Per un coach emergente come me – chiude il promettente “allievo” – da uno come lui c’è sempre da imparare».



