La Fabo vuole chiudere il tour de force nel migliore dei modi. Attenzione agli ospiti: hanno già fatto male ad alcune delle big del girone B
Nessuna tregua per la Fabo Herons Montecatini, che 72 ore dopo aver espugnato il palazzetto di San Severo è di nuovo chiamata alle armi. Ci sarebbe voluto un po’ di tempo in più per riposarsi onestamente è dura mantenere la stessa alta intensità con un calendario così insensatamente fitto. Invece il PalaTagliate di Lucca riaprirà domani per accogliere un avversario, la General Contractor Jesi Academy, che avrà pure il grossissimo vantaggio di aver avuto il proprio turno infrasettimanale un giorno prima dei termali. Per la truppa di coach Federico Barsotti si potrebbe trattare della quinta vittoria nelle ultime sei gare, nonché della nona in generale. Numeri da capogiro che però si scontrano con le difficoltà avute nelle ultime due uscite, a cui va aggiunto l’ottimo stato di forma della formazione ospite. Le previsioni sull’incontro sono molto più incerte di quel che possono sembrare: non resta che attendere la palla a due alle ore 18 (diretta Lnp Pass).
UNA DIFESA DIFFICILE DA SUPERARE
Per ora le società marchigiane non stanno portando benissimo al basket termale. Gli Herons hanno affrontato Fabriano una settimana fa e sappiamo purtroppo com’è andata a finire, pure i cugini de La T Gema hanno perso proprio con Jesi. Due sconfitte beffarde in due occasioni e domani sera ci sarà il terzo atto tra Fabo e Jesi, far cambiare direzioni al trend non sarà una passeggiata di salute. I biancoblu hanno infatti sorpreso anche altre rivali di alta classifica nell’ultimo mese come Roma e Sant’Antimo, sfiorando addirittura l’impresa contro Ruvo di Puglia. Il team del vulcanico coach Marcello Ghizzinardi si trovava fino a poco tempo fa a ridosso della zona salvezza, adesso sta bussando alla porta dei playoff.
Un fattore che ha contribuito alla rimonta è sicuramente la difesa. Le sfide che vedono coinvolta la General Contractor hanno spesso punteggi molto bassi, lo conferma il dato di terzo miglior reparto difensivo che giustifica e non poco il terzultimo posto tra gli attacchi (71.0 punti concessi contro 70.9 realizzati). Jesi è anche la squadra che perde meno palloni del girone B (11.6 contro i 14.7 della Fabo), segno dell’ottimo lavoro in cabina di regia da parte dei due playmaker Roberto Marulli ed Edoardo Di Emidio. Marulli è uno dei tre giocatori jesini in doppia cifra di media, il secondo è l’ex-Pallacanestro Montecatini Marco Petrucci (miglior marcatore con 10.6 punti). Poi c’è il terzo uomo in doppia cifra, Enzo Cena: insieme a Santiago Bruno forma una coppia di italo-argentini di grande intelligenza cestistica. A questo roster non poco profondo vanno aggiunti lo storico capitano Valentini e i due centri Zucca e Ponziani.
BENE MA NON BENISSIMO A SAN SEVERO
Riassumendo, più che a contenere il talento e l’energia degli ospiti gli Herons dovranno stare attenti a non farsi bloccare a loro volta. Se c’è qualcosa su cui i rosso-blu sono cronicamente carenti è la creazione di punti con continuità, quindi per sopraffare la dura difesa jesina qualcosa di più rispetto a San Severo va fatto. Certamente l’ultimo impegno non può essere catalogato come negativo visto il risultato finale favorevole, ancora una volta però la Fabo è sembrata solo a tratti convincente. Dopo essere finita sotto nel punteggio di fine terzo quarto contro un avversario abbordabile, la compagine termale poteva pure temere il peggio. Rispetto però all’inciampo con Fabriano c’è stata una reazione più netta verso metà dell’ultimo periodo, qui è dove la vittoria è maturata. Di certo l’attitudine a non mollare mai non manca.
Indubbiamente i ragazzi di coach Federico Barsotti hanno pagato la serata storta di alcuni dei suoi interpreti, per esempio Benites e Trapani; ci sta e fa parte del gioco. Dall’altra parte però un contributo importante, per non dire decisivo, lo ha dato il reparto lunghi nelle persone di Arrigoni e capitan Natali, anche se un conto è far valere la fisicità con la giovane San Severo e tutto un altro è farlo con la tignosa ed arcigna Jesi. Infine va fatto notare come Klyuchnyk sia ormai coinvolto nelle azioni, di più e meglio, rispetto alle prime gare. I primi frutti si stanno già vedendo, è vero però la Fabo avrà sempre necessità di punti e di giocate dall’ucraino e da Chiera: sono loro le armi segrete che possono permettere di fare quel passettino in più che potrebbe portare al salto di qualità ed al raggiungimento degli obiettivi per ora solo sognati.



