Parola all’ex difensore pistoiese: «Questa società è almeno da Serie C. Ha giovani di talento. Tornerà a volare, è solo questione di tempo»
Alberto Malusci è stremato alle 22: il 28esimo giorno dell’Alberto Malusci Camp è alle spalle. Un Camp nato nel 2012, su iniziativa di ex giocatori della Pistoiese e di professionisti che hanno creduto nel progetto di crescere in un ambiente sereno il senso tecnico-tattico dei giovani calciatori, complementare al lavoro che viene proposto durante la stagione. In sintesi un corso di alta specializzazione che comprende la parte ludica, che rappresenta quasi la metà del suo Camp.
“Il Giovane Malusci” non poteva che amare il percorso di crescita dei piccoli calciatori e non poteva non avere, in buona parte, uno staff made in Pistoia. Naturalmente il focus della chiacchierata si è spostato sulla squadra della nostra città: «Essere la prima formazione esclusa dal ripescaggio in serie C brucia, non potete capire quanto ma non dobbiamo vedere il presente. Pensiamo al futuro».
Cosa significa ripartire dalla Serie D?
«Cambia perché non sei un professionista ma dobbiamo continuare ad esserlo ugualmente nei fatti. La Pistoiese ha fatto un lavoro egregio dai bambini di 5 anni ai ragazzi di 18, costruendo calciatori. Questo vale più di una categoria. Gli impianti non ci sono, quindi significa che è un lavoro di altissima qualità con Istruttori altamente preparati. Purtroppo solo Empoli (in Toscana nda) ha davvero capito come investire sugli impianti per poter competere con le potenze in Serie A».
In conclusione?
«Nonostante i problemi, la Pistoiese è una società almeno da serie C. Il futuro è arancione. Purtroppo siamo abituati a soffrire ma in questi anni la Pistoiese si è affidata a professionisti, ha giovani di talento. Tornerà a volare, è solo questione di tempo. Poi non è detta l’ultima parola, mentre parliamo la Pistoiese potrebbe essere stata ripescata in Serie C».




