Alice Massaro, il capitano che sta facendo risorgere la Fenice

A pochi giorni dal match-capolavoro di Prato parla Alice Massaro: «Con Galatà? Quando qualcosa si rompe non è facile riunire i cocci»

Miglior regalo di Natale non ci poteva essere per Alice Massaro e la sua Fenice, capace di rimontare da 0-2 a 3-2 in casa di Prato e prendersi due punti pesantissimi. Dopo un periodo buio a livello di squadra, con l’arrivo di coach Ribechini per quanto riguarda risultati e mordente la squadra sembra totalmente cambiata. Dopo il netto successo contro Scandicci ecco la ciliegina sulla torta pre natalizia di sabato a Prato.

Partiamo dal fondo: che gara è stata quella di sabato scorso?

«Pazzesca! Il primo set è stata la fotocopia del nostro percorso fino ad oggi. Infatti non abbiamo avuto certezze e sicurezze, giocando meccanicamente. Ognuno cercava di non sbagliare per sé, ma non stava riuscendo niente di ciò che provavamo in allenamento. Dal secondo qualcosa è cambiato».

«Mentalmente ci siamo sbloccate ed essendo un circolo vizioso se una da il 110% anche le altre sono costrette a darlo. Sapevamo che la seconda linea era il loro punto debole e così abbiamo fatto. Coach Ribechini ha dato consigli migliori al palleggiatore e ha continuato a farci forzare la battuta nonostante gli errori. Da lì abbiamo perso il secondo set punto a punto e poi abbiamo vinto i restanti tre».

«Sul fronte opposto poi non c’erano giocatrici qualsiasi. Infatti pur essendo una neopromossa Prato ha costruito un roster importante cercando tre pedine di categoria superiore come Gemma, Pistocchi e Sestini. Se si aggiunge anche una come Nesi con alle spalle anni di B1 viene fuori una bella squadra. Una neopromossa di lusso la definirei dati gli importanti investimenti».

«Con Galatà? L’umore non era dei migliori e quando si innescano certe situazioni non sai mai come venirne fuori. Assomiglia tanto a quando si rompono certe storie d’amore: uno prova a ricomporre i cocci, ma una cosa rotta difficilmente si può aggiustare. Sia da parte nostra che di Antonio c’era poca voglia di creare cose nuove e la situazione non si stava sbloccando».

«Davide invece ha apportato una svolta psicologica, ritornando a posizionare le giocatrici nel proprio ruolo. Mentalmente infatti non è facile vedersi “soffiare” il posto da chi non ha il tuo ruolo. Anche Martone infatti come banda aveva perso un po’ di sicurezze con Mantellassi e Mannucci che si sentivano messe da parte. A Prato infatti proprio loro due hanno fatto una partita eccezionale».

Martone o Massaro dopo una stagione di Martone e Massaro: è difficile essere il capitano, ma partire dalla panchina?

«In realtà no perché ho giocato anche in categoria più basse, ma non sono in difficoltà perché ho bisogno anche di alcune pause. I problemi fisici si fanno sentire e poi credo che sia un valore per me e Bruni avere un terzo centrale al nostro livello».

«Analizzando il girone sorge spontaneo l’equilibrio con 6 squadre in 6 punti nelle prime 6 posizioni. Pur essendoci roster costruiti per passare di categoria credo che tutto si deciderà all’ultima o alla penultima giornata. Può succedere di tutto, vedi Pontedera demolito a Buggiano o Cecina che viene a dominare in casa nostra. Sia le piccole che le medie squadre saranno delle sorprese. Le rivali per la salvezza? Ce la giocheremo con Empoli, Buggiano, Lunezia e Cecina con i secondi che tra fattore casalingo e gioco ho visto meglio».

«Certo, per salvarsi dobbiamo fare punti anche contro le big come sabato, altrimenti diventa dura. Inoltre anche il fattore casalingo deve iniziare a girare a nostro favore dato che abbiamo vinto solo contro Scandicci in casa. Nel girone di ritorno deve tornare a farla da padrone il tifo delle nostre bambine del giovanile solitamente molto partecipi, tanto che alcune ci seguono anche in trasferta. In epoca pre-Covid loro erano delle disturbatrici terribili per l’avversario!».

Infine, cosa non dovete ripetere del momento di buio dei mesi scorsi?

«Non dobbiamo ricadere nell’insicurezza. Quella ci ha buttato giù e indotto a farci perdere gare dove eravamo superiori all’avversario. Il match di sabato con Prato ci ha dimostrato che squadra squadra può battere tutti quindi dobbiamo smettere di andare a giocare con la certezza di perdere. In questo modo riusciremo a salvarci e a toglierci altre soddisfazioni di qui alla fine dell’anno».

Matteo Mori
Matteo Mori
Assurdo amante della storia (da prenderci due lauree) e del calcio (da confondere van Basten con van Gogh), considera ancora il televideo più veloce di alcune app. Per lui la domenica senza calcio è un lunedì venuto male.

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