I due allenatori ex Pistoiese, adesso in serie B, stanno ottenendo risultati importanti con le due neopromosse Perugia e Ternana
Massimiliano Alvini e Cristiano Lucarelli, entrambi toscani veraci, si stanno ben comportando nella serie cadetta con Perugia e Ternana. Due carriere diverse da allenatore, due diverse storie da raccontare. Quello che conta adesso è che tutti e due si stanno imponendo nel panorama della serie B. Due allenatori passati da Pistoia, e che entrambi non hanno avuto grandi fortune con l’Olandesina. La vigilia di Natale, alla diciottesima giornata del campionato cadetto, il 19 dicembre sarà il giorno dell’incrocio tra i due nell’accesissimo derby umbro al Curi.
Perugia e Ternana hanno vinto la serie C la scorsa stagione – sulla panchina del grifone Alvini è arrivato in estate, mentre Lucarelli ha stravinto il suo girone l’anno scorso. Fino a qui i due mister stanno facendo un buon lavoro, entrambe le squadre hanno l’obiettivo della salvezza, che in serie B è sempre molto complicata da conquistare. Dopo otto giornate Alvini e il suo Perugia vantano 13 punti frutto di tre vittorie, quattro pareggi e una sola sconfitta; posizione attuale in zona play-off, con la miglior difesa assoluta del campionato.
Lucarelli e la sua Ternana invece hanno attualmente 10 punti in classifica, con tre vittorie, un pareggio e quattro sconfitte a seguito di un inizio difficile. La squadra però, una volta preso dimestichezza con il nuovo campionato, ha iniziato a macinare gioco e vittorie, con scalpi eccellenti come Spal e Parma. Insomma due toscani che hanno fatto entrambi tanta gavetta, molta di più per Alvini partito addirittura dal calcio amatoriale, ma anche Lucarelli, a differenza di altri ex calciatori importanti, ha avuto l’umiltà di partire ad allenare in squadre di serie C, per diversi anni.
MASSIMILIANO ALVINI PERCORSO UNICO E INIMITABILE
Nemmeno il suo caro amico Maurizio Sarri è partito da così in basso. Non sappiamo se Alvini arriverà in serie A, la cosa certa è che la sua carriera è più unica che rara. Ha iniziato ad allenare addirittura la squadra di amatori del bar, che lui e i suoi amici frequentavano a Fucecchio, sua città natale.
Tutto iniziò così quasi per gioco come hanno fatto molti di noi, poi giovanissimo inizia a fare l’allenatore sul serio, Signa e Quarrata le sue prime squadre dove inizia a vincere i primi campionati in Promozione toscana. Poi arriva il Tuttocuoio, dove scrive la prima incredibile favola, portando i neroverdi di Ponte a Egola dalla Promozione alla Lega Pro. Un cammino incredibile per una frazione di San Miniato che conta 7.000 anime. Dopo la salvezza Alvini lascia il Tuttocuoio per approdare ad una piazza storica del calcio toscano come la Pistoiese, dove nonostante il grande impegno non riesce ad ottenere quello che vorrebbe.
Arriva alla Pistoiese con grande entusiasmo e dimostra di essere oltre ad un bravo allenatore, una persona seria, disponibile, ma soprattutto un grande lavoratore sul campo. Purtroppo quella stagione 2015-2016 è per lui negativa e finisce con un esonero.
Dopo l’esperienza in arancione, disputa due grandi campionati con l’Albinoleffe sempre in serie C, con due piazzamenti prestigiosi, mentre la terza annata, qualcosa si inceppa e finisce con il venire esonerato. Ma la sua consacrazione è solo rimandata, perché nell’estate 2019 il direttore Tosi lo porta alla Reggiana, rilevata da una nuova proprietà importante e ambiziosa.
Qui Massimiliano Alvini fa un grande capolavoro vincendo al primo colpo i play-off di serie C, un cavalcata incredibile terminata con la storica vittoria sul Bari. Poi l’anno scorso in serie B la Regia non ha una rosa eccezionale e nonostante una buona partenza, alla fine arriva la retrocessione. Il resto è storia recente con la chiamata in estate del Perugia, anche se conoscendo mister Alvini, c’è da volare basso, perché la B è lunga e massacrante e solo alla fine del campionato si potrà fare un bilancio definitivo. Intanto nella scorsa giornata si è levato lo sfizio di sconfiggere il Brescia di Pippo Inzaghi al Curi, scusate se è poco.
CRISTIANO LUCARELLI PERSONAGGIO DI UN CALCIO DI ALTRI TEMPI
Nella sua esperienza a Pistoia, oltre ad aver fatto sognare i tifosi arancioni almeno per un terzo del campionato 2014-2015, si è distinto anche per la sua grande umiltà, la schiettezza e la disponibilità con tutti gli addetti ai lavori, oltre che per la sua competenza. Lucarelli uno dei più forti attaccanti italiani a cavallo degli anni 2004/2007, ricordiamo la vittoria della classifica capocannonieri nella stagione 2004-2005 e la mancata convocazione per i Mondiali 2006, che si sarebbe meritata.
Lo stesso Lucarelli, che fece scalpore con la storia del trasferimento tra Torino e Livorno, dove lui scelse senza dubbi, la sua città e la sua squadra del cuore, rinunciando ad un sacco di soldi. Questo è Cristiano Lucarelli, che non a caso ha scelto di partire dal Viareggio non dalla serie A. Dopo l’esperienza in Versilia, arriva alla Pistoiese l’anno in cui gli arancioni tornano in serie C, dopo anni di sofferenza. L’inizio è super, ma poi piano qualcosa si inceppa e alla fine Lucarelli viene esonerato.
Il tecnico livornese si rimbocca le maniche e riparte dal Tuttocuoio sempre in serie C, poi Messina, Catania, Livorno in B, ancora Catania. Poi ecco la stagione perfetta alla guida della Ternana dei record, che ha vinto tutto e di più l’anno scorso. Il presidente delle fere Bandecchi, livornese anche lui, conferma l’allenatore toscano e anche nel difficile avvio di quest’anno non lo mette mai in discussione. Adesso la Ternana sembra aver intrapreso la strada giusta, vedremo.
Alvini e Lucarelli due grandi allenatori con un passato alla Pistoiese non fortunatissimo. Adesso però stanno dimostrando tutto il loro valore. Entrambi ambiziosi, genuini e con tanta voglia di arrivare sempre più in alto.


