Il giornalista milanese sarà protagonista sul palco del Teatro Verdi di Montecatini. Al centro l’incontro fra FabrizioDè Andrè e Gigi Riva
E’ arrivata finalmente l’ora di riascoltare live anche da queste parti le storie di Federico Buffa. Storie di sport impastate di passione, di malinconia, di speranza e pianto. Storie d’amore o d’amicizia, storie di vita come nel caso di “Amici Fragili”, in scena oggi (venerdì 25 novembre) al Teatro Verdi di Montecatini. Al centro l’incontro tra Fabrizio Dè Andrè e Gigi Riva che – raccontato con l’arte della parola propria di Buffa – è destinato a riconciliare col romanticismo e la passione popolare insite nel calcio messe a dura prova – tanto per restare alla contemporaneità – dai discussi Mondiali in Qatar.
La tappa a Montecatini dello spettacolo del giornalista milanese, pioniere e poi super star italiana dello storytelling sportivo, è molto attesa. Un po’ perché la nuova tourneè di Buffa (prodotta da International Music and Arts) è stata accidentata causa pandemia e lo spettacolo doveva arrivare a Montecatini nel marzo scorso, ma poi è stato rimandato. Sarà che insieme a lui ci sarà una componente musicale di tutto rispetto, con Marco Caronna (regista e coautore) sul palco anche in veste di musicista insieme ad Alessandro Nidi e alla ciliegina del cameo del jazzista Paolo Fresu. O sarà soprattutto perché non si capisce chi meglio di Federico Buffa, che per anni ha tenuto svegli i baskettari italiani raccontando l’Nba ora come un poema epico tra eroi, Polifemi cattivi, ninfee tentatrici, ora come un film di Tarantino, potesse narrare l’incontro tra Faber e Rombo di Tuono. Tra palco e realtà, tra mito e poesia in una Genova in cui di notte si accendono luci soffuse in quei quartieri che di giorno nemmeno il sole del buon Dio illumina perché – come dice Dè Andrè – avrà troppi impegni a riscaldare le luci di altri paraggi. La Genova degli ultimi, dei dimenticati, degli additati che vivono di notte. La notte al centro del racconto di Buffa è quella del 14 settembre del 1969, in cui si toccano due mondi lontani, due personaggi apparentemente agli antipodi come il più antidivo tra i cantapoeti della scuola genovese e il Bronzo di Riace del pallone, il campione acclamato dagli stadi e cercato dai rotocalchi.
Due universi solo apparentemente paralleli che nella notte di Genova, dopo una partita a Marassi con quel Cagliari che Gigi Riva porterà allo storico Scudetto, si riscoprono vicini. Tra l’amore per la Sardegna, il suo popolo, il mare, i colori, il rosso e il blu, uno del Cagliari, l’altro del Genoa, il pubblico che li segue religiosamente, il calcio, la musica, le canzoni tra cui quella “Preghiera in gennaio” scritta da De Andrè dopo il funerale di Luigi Tenco. Una preghiera laica, una delle tante che Faber dedica ai dimenticati, agli additati, agli emarginati da quei signori benpensanti a cui si rivolte nel testo che ha particolarmente colpito Gigi Riva. Sarà che il mondo dei randagi è di fatto il loro mondo pur sotto l’apparenza dorata del successo. Un mondo in cui la personalità, le piccole grandi scelte coraggiose dei due li ha sempre messi tra i non allineati. Un modo di essere sublimato dalla poesia della loro arte, uno con la chitarra in mano e la sigaretta in bocca a cantare la linea sottile tra amore sacro e amor profano, l’altro riccioli e muscoli a far sognare con un pallone tra i piedi le periferie del calcio. I biglietti (da 29 a 39 euro) sono acquistabili su Ticketone.it e dalle 16 alla biglietteria del teatro Verdi.



