Otto pullman già organizzati e centinaia di tifosi pronti a partire: al Del Conero servirà anche la spinta del popolo arancione
Sabato 7 marzo, alle ore 20, non ci sono alibi, non ci sono scuse. Non c’è traffico, non c’è lavoro, non c’è orario scomodo che tenga. C’è una finale di Coppa Italia da giocare, novanta minuti (o forse più) per scrivere una pagina che può restare nella storia della Pistoiese. Al Del Conero andrà in scena il ritorno della finale contro l’Ancona. Si riparte dal 2-0 dell’andata al Melani, ma guai a pensare che sia finita. I dorici, spinti dal proprio pubblico, faranno di tutto per ribaltare il risultato. E dopo gli screzi e il nervosismo emersi nella gara di andata, è lecito aspettarsi una battaglia vera, sportivamente parlando. Proprio per questo il pubblico arancione avrà un peso enorme.
Al momento sono già otto i pullman organizzati e in tanti raggiungeranno Ancona con mezzi propri. Numeri importanti, destinati probabilmente a crescere nelle prossime ore. Un segnale chiaro: la città ha capito l’importanza dell’appuntamento. Non si tratta solo di una coppa. Si tratta di prestigio, di identità, di orgoglio. Si tratta di dare continuità a un percorso che ha riportato entusiasmo e partecipazione. Si tratta di stare accanto alla squadra nel momento decisivo, quando serviranno testa fredda, cuore caldo e personalità.
Al Del Conero l’atmosfera sarà intensa. L’Ancona è squadra forte, abituata a segnare, capace di accendersi soprattutto davanti al proprio pubblico. La Pistoiese dovrà essere solida, compatta, lucida. Ma nei momenti di pressione, nei frangenti in cui la gara potrebbe accendersi o diventare nervosa, anche una voce dalla curva ospiti può fare la differenza. Non è solo una trasferta. È un viaggio collettivo. La squadra dovrà fare la sua parte sul campo. Ma sabato sera anche la tifoseria arancione avrà un ruolo decisivo. Perché le finali si giocano in undici, ma si vincono in tanti. E questa è una di quelle notti che vale la pena vivere.




