Antonutti pronto: «Pistoia non si può nascondere, squadra di vertice»

Il miglior tiratore da tre del campionato, apre il cassetto dei ricordi ma rimane concentrato sulla sfida di domani

Questione di feeling. Quello che c’è sempre stato e che rimane tra Michele Antonutti e il Pistoia Basket di cui sabato sera però sarà per la prima volta avversario.«Sarà una gara particolare per me» ci dice da Udine dove è capitano e uomo immagine dell’Apu. Scontato, potrebbe pensare qualcuno, visto che dopo tanti anni di vita raminga come si confà ad una carriera di alto livello come la sua sempre dove l’A2 fa capolino tra tanta A1, “Michelone” è tornato a casa. In quel pezzo di Friuli col cuore a spicchi dove la sua famiglia produce vini pregiati. Ma non è proprio così: perché questo ragazzone di quasi 36 anni, capello al vento e grinta da ragazzino, che da anni accarezza le retine italiane con l’eleganza del cigno (di Colloredo, s’intende ndr), capitano lo è quasi sempre stato. Ovunque la passione per il basket l’abbia portato.«Riflettevo che sono capitano della decima squadra su undici dove ho giocato -dice- ne sono orgoglioso perché il capitano deve essere scelto dallo spogliatoio e sono contento quando in famiglia ci si trova d’accordo».

Una vita da capitano, altro che da mediano. Fin da quando giovanissimo era capitano della primavera azzurra con i vari Bargnani e Belinelli, al ritorno a Udine dove già l’anno scorso ha sfiorato la promozione in A1. Passando per Pistoia naturalmente, dove ha vissuto con la fascia al braccio la seconda stagione del primo biennio indimenticabile targato Vincenzo Esposito.

IL PASSATO NON SI DIMENTICA

E allora nonostante la sfida di domani tra Apu e Tesi Group valga tantissimo perché solo chi vince, rimarrà in scia di Cantù, non si può che aprire subito l’album dei ricordi.«A Pistoia ho passato due stagioni talmente belle che è difficile tirar fuori così dei ricordi particolari -ci dice Antonutti- tanti giorni in primi in classifica, la qualificazione alla Coppa Italia con le scuole chiuse perché i ragazzi potessero seguirci alle 12, due partecipazioni ai playoff. E soprattutto le file alla biglietteria…era difficilissimo trovare posto al palazzetto». Cartoline gloriose, una specie di Dolce Vita dei canestri biancorossi di appena qualche anno fa ma che sembra d’altri tempi come il bagno nella fontana di Trevi tra Mastroianni e la Ekberg.«Me l’hanno detto e mi dispiace -dice il lungo friulano che da giorni è tempestato di telefonate da amici toscani- ma io sono sicuro che a Pistoia rimane alto il desiderio di basket. E’ un posto dove si vive la pallacanestro con una passione viscerale ed è normale che, dopo l’autoretrocessione, ci sia un po’ un distacco proprio perché lo strappo fa male. Per curarlo, la cosa migliore è un campionato di alto livello e la squadra di Pistoia ha tutto per ricreare le basi di un grande entusiasmo. So che giornata dopo giornata sarà sempre più difficile giocare lì». Parole calde da vero ex capitano, da amico, da avversario che non sarà mai rivale anche se domani sera la sua Udine vuole vincere.  

LE AMBIZIONI DI ANTONUTTI

«Dove vogliamo arrivare?- dice sulla sua squadra appaiata a quota 8 con Pistoia, reduce da quattro vittorie su cinque gare- non mi piace guardare troppo a lungo termine, si perdono energie che invece servono sul presente. Dopo il buon campionato scorso, dove siamo arrivati ad un passo dall’A1, vogliamo arrivare fino in fondo. Fare qualcosa di grande per la mia città, è l’ultimo sogno che ho da giocatore».

I RICORDI A PISTOIA

Su queste parole un po’ malinconiche, non avrà mica influito l’aver letto che Ronnie Moore si è ritirato a soli 33 anni?«Anche se mi ha sorpreso -continua l’ex capitano biancorosso- smettono tanti più giovani di me ma io ancora resisto». Eccolo qui Michelone, già pronto alla nuova battaglia anche se pure un decano come lui, sabato dovrà tenere a bada le emozioni.«Tra le foto che tengo in camera -confida- ce n’è una con Vinicio Vignali che mi massaggia una gamba a bordo campo, mentre Enzo Esposito mi disegna qualcosa sulla lavagnetta. Un’immagine storica”. Titolo che proponiamo: “Albachiara di una favola”. O se preferite, versione fumetto: “C’amma fa Miche, segna tu che altrimenti non ne usciamo”. A Pistoia in molti pensavano che la storia d’amore tra Antonutti e il biancorosso potesse continuare, invece alla fine si è fermata dopo due stagioni.«Sono stato molto bene a Pistoia – continua- ma lo sport non è più quello di un ciclo lungo in un posto. Già stare due anni è tanto. La vita è fatta di scelte ma con Pistoia ho sempre avuto buonissimi rapporti».

PISTOIA SQUADRA DI ALTA CLASSIFICA

Sabato sera però sarà spietato avversario della giovane truppa dio Brienza.«Giovane relativamente- chiude il miglior tiratore da tre del girone con un devastante 62,5% dalla lunga- ci sono tanti giocatori che giocano insieme da tempo come i miei amici degli anni di Biella, Saccaggi e Wheatle. C’è Magro e ci sono due americani importanti: Pistoia è squadra di prima fascia e non si deve nascondere. Noi siamo una squadra con tante prime punte dove non risalta l’ego personale ma il valore della squadra e questa dovrà essere sempre la nostra forza. Chi vincerà? Chi farà meno errori e giocherà con più costanza per 40’».

Elisa Pacini
Elisa Pacini
Innamorata delle parole, che sono centrali nella sua “dolcemente complicata” vita professionale. In primis per raccontare il basket e lo sport, dalle colonne de Il Tirreno (con cui collabora dal 2003) alle pagine web di Pistoia Sport (che ha contribuito a fondare). E poi come insegnante di italiano agli stranieri.

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