Assi3 Axa Montale, Della Rosa sulla salvezza: «Bravi a rimanere sempre tranquilli»

Dopo una stagione di alti e bassi, l’Assi3 Axa Montale ha conquistato la salvezza in Serie C Gold al primo turno playout: ne abbiamo parlato con la bandiera della squadra Tommaso Della Rosa, che ci ha rivelato anche informazioni sul suo futuro…

Alla fine la salvezza è arrivata, e anche piuttosto celermente sarebbe da dire. La squadra allenata da coach Angella ha confermato la sua permanenza in serie C Gold grazie alle due vittorie contro San Vincenzo, che hanno garantito ai ragazzi di Montale di andare in vacanza sereni e (abbastanza) soddisfatti della stagione che si lasciano ora alle spalle.

Al centro di questa squadra, vuoi per le sue doti da leader o perché ormai veste la maglia biancoceleste da otto stagioni, c’è Tommaso Della Rosa, giocatore classe ’93, conosciuto in città anche per il suo ruolo di allenatore nelle giovanili del Pistoia Basket. Abbiamo scambiato due parole proprio con lui a proposito del campionato, e in particolare, dell’epilogo raggiunto dalla sua squadra.

Ciao Tommaso! So che questa è stata un’annata particolare: una squadra formata da molti giovani che all’inizio del campionato aveva obiettivi diversi. Cosa mi puoi dire in merito?

«Sarò sincero fin da subito: in molti a settembre ci davano in corsa per una posizione ai playoff ma in cuor mio sapevo che non sarebbe stato per niente semplice e i miei “sospetti” si sono poi confermati. Avendo cambiato quattro giocatori più l’allenatore niente era scontato. Tuttavia abbiamo fatto un girone di andata molto positivo secondo me, anche se rimane il rimpianto di non essere riusciti a fare il “colpaccio” contro le squadre più forti di noi. Nel girone di ritorno siamo stati anche sfortunati, prima l’infortunio di Evotti a cui sono seguiti quelli di Mati e Magni (che, fortunatamente, abbiamo recuperato in tempi più brevi), poi io sono stato squalificato nelle ultime due gare di campionato che rappresentavano un crocevia per la nostra lotta. Per concludere posso dirti che siamo molto soddisfatti di esserci salvati al primo turno, risultato non scontato dopo la sconfitta rimediata in gara 1».

Come avete vissuto i playout nello spogliatoio? E cosa avete pensato dopo aver perso gara 1?

«Dopo gara 1 eravamo molto soprattutto arrabbiati per la nostra prestazione, perché pensavamo di vincere con facilità ma gli avversari sono entrati in campo con una rabbia e una grinta più alta della nostra e hanno avuto ragione. Negli allenamenti successivi ci siamo guardati negli occhi e ci siamo allenati nel miglior modo possibile ma sempre mantenendo la calma, anche se quando abbiamo saputo che tre nostri compagni sarebbero mancati per impegni con la serie A (del Pistoia Basket, ndr) ci siamo un po’ sorpresi. A quel punto però abbiamo tirato fuori ancora di più il nostro orgoglio e ognuno ha portato quel mattoncino in più che ci ha permesso di pareggiare la serie. In gara 3 le cose sono andate in discesa: San Vincenzo (complice anche l’età media della squadra) era più stanca di noi e la nostra partenza a raffica li ha subito destabilizzati. Sono tornati sotto nel terzo quarto ma siamo stati bravi a far capire subito loro che non c’era speranza di vincere».

Avete mai temuto il peggio?

«Sinceramente no. Come ti ho detto siamo sempre stati tranquilli. Per me era la prima volta ai playout e pensavo che li avrei vissuti peggio, invece la squadra è stata brava a non farsi mai prendere dall’agitazione. Sapevamo di essere superiori a loro come squadra e che era solo necessario fare il nostro classico gioco».

23 punti in gara 2, 18 in gara 3 (più i 17 punti di gara 1). Per la squadra sei, oltre ad un terminale offensivo importante, un punto di riferimento. E’ un ruolo che senti tuo?

«E’ un ruolo che mi piace ricoprire e che non mi soffoca. In più, dato che sono 8 anni che sono qui a Montale, ci tenevo a fare bene e a mantenere la categoria, in primis per il presidente che ha puntato su di me. In questo gruppo di giovani il mio carattere da leader è venuto fuori, anche se mi sono reso conto da solo che ci sono ancora degli aspetti da migliorare per essere chiamato tale».

Aspetti su cui lavorerai l’anno prossimo?

«Non so dirtelo con certezza. Da quando ho cominciato a lavorare nel team del Pistoia Basket mi sono reso conto che allenare, adesso, mi dà molta più soddisfazione che giocare e per questo motivo non giurerei di essere in campo anche l’anno prossimo. Durante l’estate rifletterò a lungo e prenderò la mia decisione: posso solamente dirti che Montale è diventata casa mia e che il sogno nel cassetto sarebbe quello di allenare per questa società».

Virginia Bagni
Virginia Bagni
Laureata in Scienze Umanistiche per la Comunicazione all'Università di Firenze, è cresciuta con il biberon in una mano e il pallone nell'altra. Amante dello sport in tutte le sue sfaccettature, pratica da sempre la pallavolo ma nutre anche una passione viscerale per la palla a spicchi.

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