«Allenarci su un campo tutto nostro c’aiuterà non poco» rivela il mister dell’Atletico, alla sua prima stagione intera su una panchina
Il nuovo Atletico Casini Spedalino dà il via ufficiale alla stagione 2022-23 con la classica cena di presentazione. Al tradizionale aperitivo Dall’Ely Cafè di Agliana, la società ha accostato il ritrovo tutti insieme a tavola presso il centro sportivo “La Stella” di Casini, base ufficiale della nuova compagine. In quest’occasione, dopo il primo approccio, proprio a Casini, col presidente Siriano Gelli e il vice, nonché giocatore, Gianni Cacace, abbiamo avuto modo di chiacchierare con mister Giacomo Marchiseppe, al primo anno completo da allenatore seppur ancora, in caso di necessità, pronto a rindossare gli scarpini.
CAMBIERÀ SOLO L’APPROCCIO ALLA PARTITA
«Cercherò innanzitutto di far valere l’esperienza che ho acquisito in questi anni sul campo – esordisce Marchiseppe –. Proverò a migliorare il gruppo in ogni sua carenza, sia tecnica che tattica. Voglio vedere una squadra che si diverte in campo e che gioca all’unisono senza mai arrendersi».
Il mister, alla sua prima stagione completa su una panchina dopo aver sostituito Celadon, dice di non sentire tantissime differenze tra il ruolo di giocatore e quello d’allenatore: «Alla fine è come se lo fossi già da qualche anno. Sia a Maliseti che qui d’altronde sono sempre stato tra i più esperti e quindi, con le tante indicazioni che ho dato, mi sono sentito spesso come un mister in campo. A cambiare magari sono due aspetti: il pre ed il post partita. Programmare gli allenamenti e decidere la formazione, oltreché scegliere chi escludere, sono decisamente gli aspetti inediti nonché difficili. Inoltre anche lo stato d’animo nel dopo gara non è lo stesso che può avere un giocatore».

GLI OBIETTIVI E L’ORGANICO DELL’ATLETICO
Sulla questione obiettivi da raggiungere Marchiseppe non si sofferma troppo sui risultati: «Il primo compito di un bravo allenatore dev’essere finire con la propria squadra migliorata rispetto all’avvio. Sarei soddisfatto se a maggio vedessi i ragazzi giocare con tutt’altro spirito e consapevolezza. Poi ovviamente è impossibile non porsi dei risultati da raggiungere, tuttavia voglio vedere di giornata in giornata. In passato ho vinto due campionati di Prima con un organico che sulla carta era da quinto o sesto posto, perciò cercherò di ritrovare quelle sensazioni. Il primo passo sarà amalgamare al meglio l’organico dell’Atletico con quello dello Sporting, poi penseremo ai passaggi successivi».
Per ciò che concerne il mercato, il mister dell’Atletico ritiene la rosa quasi al completo, seppur con qualche ritocco da fare soprattutto nel reparto offensivo. «Davanti ho Burchietti e Bruni che sono affidabilissimi ma che hanno bisogno di rifiatare ogni tanto, a causa dell’età non più giovanissima. Non a caso lo scorso anno quando c’è mancato Bruni, vuoi per acciacchi o per motivi familiari, abbiamo patito parecchio la sua assenza. Cercheremo dunque d’intervenire in attacco, ma già così l’organico è ottimo».
«FINALMENTE UNA CASA TUTTA NOSTRA»
L’unione dell’Atletico e lo Sporting per Marchiseppe è stato un progetto nato e concluso benissimo. Tra i vantaggi sicuramente c’è l’avere interamente a disposizione un centro sportivo, molto utile sin dalla preparazione estiva: «Sicuramente qualche settimana l’abbiamo impiegata per terminare il progetto fusione. Tuttavia anche solo potersi allenare su un campo intero, anziché in una metà come successo negli ultimi anni, sarà un grande miglioramento anche durante la stagione».
Le prime amichevoli dovrebbero essere previste per fine agosto ed inizio settembre: «Abbiamo già in cantiere un’amichevole con la Lampo e una col Lugo. Inoltre mi piacerebbe organizzare a Casini una sfida in famiglia con la Juniores come ultimo test prima della Coppa Toscana. Può essere anche un’occasione per mettere alla prova qualche ragazzo da poter coinvolgere in Prima Squadra durante la stagione».
NESSUNA PREFERENZA PER IL GIRONE
In chiusura mister Marchiseppe non si sbilancia sulla composizione dei gironi di Seconda Categoria: «Prima di tutto dovremo guardare a noi stessi. C’è chi dice che se veniamo inseriti nel gruppo lucchese troveremo più difficoltà, ma alla fine penso che ogni provincia abbia le proprie insidie. Certo, un gruppo con poche trasferte lunghe aiuterebbe, però non dovremo soffermarci troppo su eventuali avversari ostici o viaggi chilometrici. Prima di tutto viene la squadra, poi dopo penseremo ai rivali».



