Avellino-Herons, le chiavi e i duelli che possono decidere la promozione

Il lavoro delle difese, lo scontro tra pivot, lo stato di forma degli esterni: ad Avellino la vittoria e (forse) l’A2 si giocheranno qui

Dopo le due vittorie nella casa amorevole del PalaTerme, la Fabo Montecatini dovrà spostarsi ad Avellino per completare l’opera e festeggiare così la promozione in A2. Dall’alto di un vantaggio che non significa niente (vedere le semifinali), gli Herons sembrano però aver capito cosa serve per realizzare l’impresa e far esplodere un ambiente che non vede la categoria da più di tre lustri. Precisamente dal 2008, anno in cui, nell’allora RB Montecatini Terme, militava anche Nicola Natali, il capitano di oggi.

Ma lasciando i tempi andati dove sono, il presente parla di un traguardo ormai alla portata e di una Gara-3 tutta da giocare. Abbiamo visto come la superiorità degli Herons sia emersa, in realtà, solamente nel primo tempo di martedì sera, con quel parziale di 42-18 che ha di fatto indirizzato partita e serie. Serie che, per il resto, ha raccontato un confronto alla pari tra due squadre capaci di disinnescarsi a vicenda e di mettere in scena un confronto estremamente agguerrito.

HERONS-AVELLINO: DIFESA CONTRO DIFESA

Questa finale promozione ha detto, anzitutto, una cosa fondamentale: la promozione si giocherà più in difesa che in attacco. Herons e Avellino, sotto questo aspetto tecnico, hanno affrontato la serie in modo opposto: in crescendo i termali, in calando gli irpini. Gli uomini di coach Barsotti ci hanno messo probabilmente quasi tutta Gara-1 per trovare delle contromisure al cosiddetto quintetto lungo biancoverde. La presenza in campo, in contemporanea o in alternanza, di Bortolin, Nikolic, Chinellato e Carenza era sicuramente una delle situazioni più temute dagli Herons.

Fisicamente più piccoli, Natali e compagni hanno avuto non poche difficoltà a gestire il gioco dentro l’area degli irpini: l’oriundo ex Chiusi e il prodotto di Cantù sono in effetti quelli che hanno fatto la voce grossa in Gara-1 e Gara-2. Il più che positivo, per Montecatini, rovescio della medaglia è il complessivo 5/37 da dietro l’arco dei ragazzi di coach Crotti: dato che, al Pala Del Mauro, è da aspettarsi in miglioramento. Sempre parlando di Avellino, la capacità nel primo confronto di cancellare il gioco in transizione della Fabo e di chiudere l’area ha fatto sicuramente la differenza.

RADUNIC VS BORTOLIN: SFIDA FINALE

Era ben noto che il confronto tra Matej Radunic e Matias Bortolin sarebbe stato una delle chiavi della serie. L’italoargentino ha dalla sua una certa consuetudine a giocare questo tipo di partite, e in Gara-1 si è visto tremendamente: 16 punti con uno spaventoso 7/7 da dentro l’area. Quanto detto poco sopra vale quindi anche per come i numeri e le percentuali di Bortolin siano calate nella sfida successiva: 9 punti con 3/9 da dentro l’area.

Merito anche del croato degli Herons, cresciuto moltissimo lungo le due partite. La svolta gliel’ha offerta anzitutto Avellino, prendendosi il rischio di concedergli il tiro da tre e pagando cara questa scelta: Radunic ha infatti, ad ora, il 50% di realizzazione da dietro l’arco. Dopo aver sofferto tremendamente il suo omologo di Avellino nel primo atto, si è preso la rivincita, con gli interessi, nel secondo confronto. Su immaginari cartellini dei giudici, tra questi due pesi massimi saremmo ancora in parità: vedremo chi saprà affondare il colpo decisivo.

ESTERNI, STA A VOI

La super prestazione di Adrian Chiera in Gara-2 è stato il primo grande acuto di un esterno in questa serie. Dopo polveri bagnate e difese al limite della legalità per l’intensità fisica, il talento e la tecnica dovranno uscire fuori per decidere le sorti di questa corsa per l’A2. Sempre lato Herons, non è un caso che a spostare gli equilibri di Gara-1 fosse stato il quarto periodo di Alberto Benites (una tripla e un canestro di pura classe). Per il play italo-domenicano, così come per il capitano Nicola Natali, lo spostamento della serie ad Avellino deve rappresentare una chiamata alle armi: i loro colpi possono adesso valere la promozione.

Ma anche chi si ritrova adesso spalle al muro, come gli irpini, deve sperare in un cambiamento di efficienza dei propri esterni. Abbiamo già parlato delle preoccupanti percentuali da dietro l’arco, ma l’elemento che più preoccupa Avellino sono le condizioni dello sloveno Miha Vasl, infortunatosi alla caviglia al termine della prima sfida e usato col contagocce nella seconda. La sua capacità o meno di dare una mano ai compagni è un altro elemento chiave per il prolungamento della serie. Altrimenti tutto passerà dalle mani di Burini e dei più giovani Verazzo, Giunta e Fresno, sperando ovviamente che basti. Il classe 2002 nativo di Maddaloni può essere l’uomo ideale per questo compito.

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