Un team multidisciplinare del Politecnico sta lavorando per cercare un prototipo di mascherina espressamente pensata per lo sport
La mascherina ci accompagna ormai, da qualche mese, in moltissime delle nostre avventure quotidiane. L’emergenza Covid-19 l’ha resa obbligatoria in tutti i luoghi chiusi e anche negli spazi aperti nei quali non si riesce a mantenere la distanza di almeno un metro.
Questa situazione ha smosso anche un team multidisciplinare del Politecnico di Torino che sta cercando di ovviare a questo problema ideando una mascherina pensata apposta per lo sport. La prima questione da affrontare è di comfort: uno sportivo ha bisogno di mascherine che consentano il passaggio di almeno 200 litri di aria al minuto, mentre le mascherine chirurgiche garantiscono 95 litri al minuto; una soluzione sarebbe avere una superficie più grande di tessuto filtrante, ma questo sarebbe ergonomicamente poco praticabile perché ridurrebbe la visuale e le prestazioni dell’atleta.
La sfida, quindi, è quella di individuare materiali con caratteristiche adeguate e soluzioni di prodotto che massimizzino la capacità di filtraggio e la respirabilità, garantendo, anche, un’indossabilità stabile e che non influenzi il gesto atletico.
La coordinatrice del progetto Ada Ferri ha spiegato che: «Dal rapporto emerge la necessità di adottare dispositivi di protezione, soprattutto nel caso di attività di contatto e in tutte le altre in cui sia impossibile mantenere la distanza di sicurezza; la mascherina deve essere adeguata alle particolari condizioni della pratica sportiva, deve garantire cioè due caratteristiche in contrasto tra loro: respirabilità e filtrazione»



